10 gen 2026

IDENTICI PER SCELTA

       




Cerco sempre di ragionare nei miei post, senza avere alcuna velleità di insegnare qualcosa a qualcuno. I miei restano solo pensieri: escono di bocca in fretta e cercano di non perdersi nel rumore anestetizzante che ci circonda, figlio dei reality e di Temptation Island, che hanno intorpidito i cervelli e indurito i cuori.

A volte, però, tutto ciò che viviamo mi appare profondamente ipocrita. Persone che chiedono di essere ascoltate ma che, mentre fingono di sentirti, stanno già aspettando di riprendersi la scena. Donne che invocano rispetto per i tempi e poi si lamentano se non scatta subito la scintilla, la chimica, il “maschio” giusto al momento giusto. Una vita in cui la contraddizione è diventata la regola e vale tutto e il contrario di tutto, purché torni utile.

La verità è che il quotidiano sta diventando sempre più una questione di egocentrismo estetico: conta essere riconosciuti e non conosciuti, mostrarsi e non raccontarsi, apparire e non reggere uno sguardo che vada oltre la superficie. E mentre cerchiamo disperatamente di essere diversi, finiamo per uniformarci a diktat estetici che ci rendono tutti identici.

Così finisco a farmi compagnia scrivendo e mi ritrovo a parlare a un foglio di carta. Non mi risponde, ma è più spietato di chiunque altro: restituisce quello che penso senza filtri, senza attenuanti, senza il conforto dell’approvazione. Mi costringe a guardarmi in faccia e a non nascondermi dietro frasi ben costruite che funzionano solo all’esterno. Da solo, non mi posso fregare.

Ed è forse anche per questo che, da un po’ di tempo, mi interessa sempre meno delle persone intese come massa e sempre di più di quelle a cui tengo davvero. Ho smesso di preoccuparmi dell’età che avanza: non voglio sembrare più giovane, voglio stare bene, restare lucido, essere interessante come essere umano, portatore sano di pensieri e non un involucro vuoto.

Il tempo che mi resta da vivere è, statisticamente, inferiore a quello che ho già vissuto. E mi farebbe piacere continuare a essere una persona che viene ricordata, non una di quelle di cui ci si dimentica. Perché lasciare una traccia, restare nel cuore delle persone, è forse l’unico modo di essere vivi per davvero. Non cedere all’ignavia è un dovere verso la propria esistenza.


8 gen 2026

VITA INTORNO - 8 gennaio 2026



La mia vita, ormai, si svolge per gran parte del tempo in strada, per necessità e per piacere.

Ho preso l’abitudine di contare i chilometri quotidiani a decine, senza distinguere troppo tra quelli percorsi in auto e quelli fatti a piedi, arrivando quasi a preoccuparmi se non supero la soglia dei cinquanta.

La strada è diventata anche un luogo di osservazione, uno spazio in cui prendo mentalmente nota di ciò che accade a me e intorno a me.

Come per chiunque, ci sono episodi divertenti e momenti tristi, accadimenti unici e vita comune. Nulla di diverso da ciò con cui ognuno di noi si confronta ogni giorno. La differenza, per quanto mi riguarda, è che resto spesso da solo in macchina per ore e, in quel lasso di tempo, torno su ciò che ho visto e vissuto, lo rielaboro, sorrido o mi arrabbio, a seconda delle circostanze.

Pensieri che, col tempo, ho capito potessero diventare spunti interessanti. Così mi sono chiesto: perché non riprendere a scrivere sul blog proprio da qui? In modo semplice, partendo da quelle cose che, senza clamore, continuano a ispirarmi.

Forse avevo solo bisogno di un’idea nuova, o semplicemente di una vecchia idea che tornasse a bussare. So bene che non scoprirò nulla di straordinario, ma avevo bisogno di una scusa per tornare a casa e rimettere le mani sulla tastiera.

Alla fine la voglia ha avuto la meglio sulla pigrizia e sulla paura. Pian piano spero di diventare bravo, o forse di accorgermi di esserlo già. Come diceva qualcuno che oggi non è qui, ma è come se lo fosse: sei già bravo, sei solo tu che non lo sai.


Dedicato a Chicca.
Resterai sempre con chi ti ha conosciuto, apprezzato
e voluto bene.

3 dic 2022

FUTURO




Ti ho guardato 

e mi hai confuso. 



Così, 

non sapendo cosa fare, 

istintivamente ti ho sorriso, 



Ti ho desiderato e ho smesso di pensare, 

perché avevo di fronte i tuoi occhi, 

che mi dicevano già tutto quello di cui avevo bisogno,

 parlandomi in un linguaggio privo di parole.

ma che si esprime attraverso i sentimenti.



Ubriaco di vita e di sogni, 

assecondavo le mie labbra che desideravano il sapore della tua pelle

e che si volevano cibare della dolcezza della tua intensità, 

così da poter assaporare la felicità 

e nutrirsene avidamente. 



Ed è stato in quel istante che ho compreso 

che tutti i miei sogni 

che avevo già fatto di te, 

erano piume di acciaio, 

che incidevano il tuo nome 

in ogni mio possibile futuro.



27 mag 2022

PER NOI PER SEMPRE 017

 Che senso avrebbe la luce delle stelle se non si potesse riflettere nei tuoi occhi?

24 mag 2022

PER NOI PER SEMPRE 016

Sei il solo fuoco in grado di eccitare i desideri miei


28 apr 2022

PER NOI PER SEMPRE 013

Mordo in fretta ogni istante della vita che mi separa da te. 

27 apr 2022

PER NOI PER SEMPRE 012

Ti ho strappato di notte al mio sogno più bello e con te  abbiamo creato una splendida realtà

31 mar 2022