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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


PER SEMPRE






Eccoti, sei giunta da sola in quel luogo segreto
dove inizia tutto il mio mondo.
E' il punto più nascosto del mio io,
il centro esatto dell'amore che provo per te.


Qui tutto ti appartiene,
tutto è tuo e lo sarà per sempre,
perché ogni cosa che vedi 
è nata solo grazie a te, 
ed è così forte questo mio amore 
che nemmeno volendolo, potresti distruggerlo.


Qui tutto è fantastico,
creato con quella passione pura
che mi regali, 
e null'altro conta, 
nulla ha bisogno di essere spiegato,
devi solo deciderti di viverla,
se lo vorrai.


E ora che sei in possesso
delle sole chiavi del mio cuore, 
ti prego solo di non gettarle via,
 perché anche se sceglierai di non amarmi,
io non smetterò mai di essere tuo, 
tuo per sempre.




DOLORE







Il dolore è qualcosa che ci accompagna sin dall'istante stesso in cui nasciamo, anzi la nostra stessa nascita è sofferenza per chi ci sta dando alla luce e sarà la sola costante fissa che ci accompagnerà fino alla morte, che potrebbe, si spera dovrebbe, dare del dolore a chi ci circonda in quel momento perché ci ama, così come ci amava nostra madre al momento del parto.

Il dolore è forse il solo ed unico fil rouge che si dipana lungo tutta la nostra esistenza. Soffriamo quando qualcosa non va come desideriamo, soffriamo se qualcuno a cui teniamo è in difficoltà, soffriamo per le malattie, soffriamo per amore. Si potrebbe sintetizzare che siamo nati per soffrire e che i più fortunati, sono quelli che riescono ad alleviare le proprie pene o addirittura ad anestetizzarle del tutto.

Però, poi, se ci pensi, il dolore ci occorre per imparare dai nostri stessi errori. L'uomo è diventato ciò che è attraverso le sofferenze e industriandosi per non subirle più. Abbiamo costruito auto e strade, per non soffrire più la stanchezza degli spostamenti. Abbiamo studiato cosa ci occorre per guarire dalle malattie e quindi per allontanare il più possibile il dolore della morte. Ed anche alle pene del cuore abbiniamo delle pillolette, dei semplici antidepressivi e amen, tutto è finito in un dimenticatoio o quasi.

Però il dolore ci ha generato, il dolore ci ha aiutato a crescere, il dolore ci ha fortificato e quindi nasconderlo forse non è poi la migliore delle soluzioni possibili. Forse dovremmo solo imparare a superarlo affrontandolo, guardandolo negli occhi e cercare così di capire non solo cosa ci fa male, ma perché ce lo fa. Però poi, se ti rendi conto che non è una causa esterna a farti stare male, ma sei tu, il tuo carattere, il tuo modo di pensare, di agire, di vivere la vita,  in quel preciso istante che si fa?

Non puoi prendertela con nessun'altro, scaricare la colpa su chi ti circonda, l'unico responsabile sei tu, è il tuo io che genera il dolore. Casomai, nelle stesse tue circostanze, la maggior parte delle persone si sarebbe già rialzata e si guarderebbe intorno, invece tu no, sei lì, ci ragioni su, cerchi di capire perché diamine vieni percepito per ciò che non sei e che tra le altre cose non vorresti mai nemmeno essere e tutto ciò non solo ti fa ragionare, ma ti fa male, anzi acutizza il dolore stesso, che già provavi, perchè pensi sono un deficiente, dovrei fregarmene, come il resto del mondo e tutto giù per lo scarico.

E se la colpa fosse di quest'anima di cui tanto parliamo o quella sensibilità tanto decantata nei secoli scorsi ai poeti e che oggi non va più di moda? Forse è proprio lì che si nasconde l'interruttore del dolore, quello profondo, quello vero, quello che non fa stare male una parte del corpo, ma l'intera persona. Basterebbe solo scovarlo ed intervenire direttamente, estirpando questa benedetta, anzi no maledetta sensibilità del tutto e gettandola in cestino dei rifiuti per l'umido, visto che è pregna di tutte le lacrime che si versano durante la vita. Anche se poi basterebbero quelle di una sola giornata per ridurla ad uno straccio per lavare i pavimenti.

Certo, pensandoci è una semplice operazione, ci si libera dell'anima come se fosse l'appendice e amen, tutto è finito, tutti omologati, identici. Automi privi di ogni profondità, di cuore, della voglia di amare e di soffrire per esso. 

Perchè se torniamo all'inizio del discorso stesso e ci pensiamo su per bene, tutte le cose belle della nostra esistenza si sposano con il dolore, ed allora sapete che vi dico, sono orgoglioso di essere capace di soffrire, di penare e di non essere dotato di nessun interruttore capace di farmi dimenticare le cose a comando.
Perché sono vero e vivo la mia vita credendo nelle cose che faccio e in quelle che dico e non le dico, finché non ne sono certo e se ciò continuerà nel futuro a cagionarmi altro dolore, pazienza, è la vita, ma saprò sempre di averla vissuta a testa alta.
Anche se adesso fa male.




EROS RAMAZZOTTI - Un angelo non è





Lei fra poco arrivera'
E' il momento che aspettavo io da un'eternita'
Non riesco ancora a crederci
Da me lei verra'
Me l'ha detto sorridendo un'ora fa

Ed ho preparato gia'
Fiori freschi sulla tavola che fanno piu' allegria
Questa volta non e' una bugia
A casa mia verra'
Lei stasera da quell'altro non andra'

Nella mente sempre lei
Come un ossessione lei
Che mi accende i sensi e la fantasia
E m'immagino di averla qui
E m'immagino di stringerla
Fra le mie braccia di stringerla cosi'

Nella mente solo lei
Sulla pelle ancora lei
Come un fuoco che non so lavare via
E negli occhi miei che sognano
Io la vedo come un angelo
Proprio lei che
Un angelo non e'

Mezzanotte se ne va
E le stelle sul soffitto io le ho spente tutte gia'
Vado a letto e ripenso che
Da me lei verra'
Me l'ha detto un giorno tanto tempo fa

Nella mente sempre lei
Come un ossessione lei
Che mi accende i sensi e la fantasia
E m'immagino di averla qui
E m'immagino di stringerla
Fra le mie braccia
Di stringerla cosi'

Nella mente solo lei
Sulla pelle ancora lei
Come un fuoco che non so lavare via
E negli occhi miei che sognano
Io la vedo come un angelo
Proprio lei che
Un angelo non e'
E m'immagino di averla qui
E m'immagino di stringerla
Fra le mie braccia
Di stringerla cosi'

Nella mente solo lei
Sulla pelle ancora lei
Come un fuoco che non so lavare via
E negli occhi miei che sognano
Io la vedo come un angelo
Proprio lei che
Un angelo non e'

Proprio lei proprio lei


COLONNE SONORE - Immaturi





Non è importante dove arrivi ma quello che provi mentre vai.


A 18 anni ti interroghi sul senso della vita, a 40 non te ne frega più un cazzo


Gli artisti quando sono tristi danno il meglio di sè.


Siamo nati per essere vivi









TRAMONTO





Il  mare era calmo, immobile come da tempo non si vedeva sull'isola, carica anche lei della malinconia che aveva investito il solo abitante di quel pezzo di terra, rubato al mare.

L' aria era carica di profumi che sapevano di salsedine e aromi floreali, misti a un intenso odore di rosa.

Il guardiano era seduto immobile su uno scoglio estremo, quello posto davanti alla sua grotta segreta. Era quello un luogo che aveva tenuto nascosto al mondo, così come il suo cuore, era il rifugio in cui chiudersi per vivere in solitario i suoi momenti onirici, le sue sofferenze.

Guardava il mare ed aveva la sensazione di nuovo la sensazione di essere parte di esso. I piedi sfioravano l'acqua, nessuna onda lo lambiva. 


Era in contemplazione del sole già basso sull'acqua, aspettando quello che sarebbe successo da lì a poco, il quotidiano spettacolo dell'amplesso del sole con il mare; Aveva da sempre la sensazione, che quel che stava  per succedere, avesse un suo carico di suggestioni uniche, racchiudendo in se tutto ciò che era stato il suo giorno e che quindi non fosse mai uguale a se stesso.

Gli uomini da sempre si sono lasciati prendere dalla magia del tramonto, niente al mondo lo eguagliava, così mentre il sole scendeva verso il mare, il Guardiano rivide il lento avvicinamento del corpo di  due amanti che si desiderano ardentemente.

I suoi occhi erano ormai solo due fessure, che guardavano il mare e trasmettevano al cuore una magia struggente.

Iniziò a pensare lentamente al suo amore, a come lo avrebbe desiderato, mentre il cuore si faceva  piano piano pesante, carico di ricordi anelati e mai vissuti. 
Una donna, quella donna, che voleva lo amasse completamente, con la quale fondere la propria anima.

Perso nei suoi sogni, niente lo poteva distrarre. Stava sognando lo sapeva, anche se gli occhi erano persi nell'infinito orizzonte che si tingeva sempre più di un rosso caldo, suadente come il suo sorriso, carico di una musicalità ineguagliabile, musica per le sue orecchie, sapeva che la sua anima era altrove, lo sentiva.

Ebbe d'un tratto la netta percezione di una lievissima, quasi impercettibile brezza sul lato destro del collo, ma l'aria era immobile, ed allora immaginò fosse stato il lieve respiro della donna amata.

Questo ricordo, mai vissuto ricominciò a fare male, tanto male.

I suoi occhi si velarono improvvisamente di lacrime, ma non voleva più versare una sola lacrime per lei, che lo aveva ferito, come mai nessuno al mondo, ma non riusci a trattenersi. 
Però faceva male e  riuscì a smettere, lo spettacolo del tramonto si offuscò, 

No, lui voleva vederlo, voleva vivere fino in fondo il suo sogno, oltre a quell'alito, insieme allo stesso! Lo sentiva, lo sapeva, lei era lì vicino a lui, da qualche parte stava vivendo lo stesso sogno.

Erano uno accanto all'altro.

Un bruciore incominciò a diffondersi per tutto il corpo, ed era partito dal punto in cui si era poggiato quel bacio, altro non poteva essere. Il dolore, mai sopito scoppiò e come sempre invase il guardiano in tutto il suo essere, un dolore talmente forte da sembrare fisico.

Ma era solo il suo cuore e lo sapeva, però faceva male, faceva di nuovo tanto male! 

PIACERI






Uno dei post, che certamente nel tempo mi ha dato maggiori soddisfazioni e tanto piacere rileggere è Mi piace.

Era un'idea semplice e perfino copiata, ma mi divertii tantissimo realizzarla e ogni qualvolta qualcuno partecipa al gioco, aggiungendo un suo commento a tono, beh devo essere onesto, con tanta curiosità mi approccio alla lettura.

Credevo però che la genesi fosse da ricercare nel mi piace di Facebook, ma mi sbagliavo, come sempre, ecco infatti di seguito il padre nobile e a me sconosciuto fino a venerdì.

E' una poesia di Bertolt Brecht, ne sono rimasto estasiato e ve la propongo nella sua forma video.







Quante cose ho ancora da imparare, che bello che sia così.



YIRUMA - 27 MAGGIO







Chissà per quale strano motivo, questa composizione che pure conoscono bene, non l'ho mai inserita a pieno titolo qui sul mio blog?

Certo, aveva fatto da sottofondo a un paio di post, certo ha un suo posto d'onore nel mio lettore mp3, ma mai l'avevo pubblicata regalandole il giusto risalto.

Oggi mi faccio perdonare da tutti voi e vi propongo questo stupendo ascolto.




IL PENDOLO DELLA VITA





Avere molto (troppo) tempo libero a disposizione, mi mette nelle condizioni di doverlo impegnare in maniera proficua e prima di buttarmi a capofitto dalla settimana prossima in un corso full immersion di lingua inglese, che è ormai indispensabile per il mio divenire, dicevo prima di gettarmi in questo studio, posso passeggiare, leggere e guardare cose interessanti sul web o in TV.

Questo video che vi propongo, ieri sera mi ha folgorato. E' un filmato realizzato con a tecnica dello stop motion, da un disegnatore giapponese, tale Takefumi Kurashina. 

Ho iniziato a vederlo per curiosità e mi sono ritrovato inconsapevolmente immerso in una vera e propria poesia. 

Non è tempo sprecato, quello che eleva lo spirito, mai.


JAZZ





Solo silenzio e musica.

A buona intenditrice,

poche parole



BUGIE





Scrivere, non è mai un'operazione che mi riesce complicata. Le parole seguono un percorso semplice e abbastanza collaudato. Partono dal cuore e scorrono lungo le braccia sino ad arrivare alle dita, che di solito le appuntano su un bloc notes con una penna blu o come in questo caso le digitano direttamente sul pc.

Scrivere, di per se, non è mai un'operazione banale o fine a se stessa. Parole liberate per il solo piacere di vederle vagare per il mondo digitale. E' invece un modo molto personale che ho di liberare delle emozioni o dei pensieri, mettendomi così a nudo e confrontandomi con quello che penso.

Ecco,  molto spesso quando su questa mia isola vedete espresse delle idee, che possono essere più o meno condivisibili, esse sono il frutto di un travaglio interiore, il traguardo ultimo di una serie di passaggi e di confronti che ho fatto con me stesso. Di solito prendo spunto da qualcosa che dentro di me ha svegliato la mia coscienza di botto, oppure è lì a macerare da tempo, ma sempre, sempre, è qualcosa che mi preme dire, di comunicare, prima al sottoscritto e poi al resto del mondo. E' un modo che ho di capire, comprendere, sviscerare fino in fondo una problematica o anche un sentimento. 

Si, perché anche un sentimento va compreso, prim'ancora di essere vissuto. Non si può impunemente affermare a quarant'anni e passa "Io ti amo" senza essere certi fino in fondo di quello che si dice, senza essersi posti di fronte a quella tempesta che ci sconvolge dentro e capire che il centro di quel turbinio, non è semplicemente la voglia di amare, ma l'esigenza che quella persona che ti ha sconvolto l'esistenza, ci sia sempre e per sempre.

Si, posso davvero affermare con forza che ho capito quanto la scrittura di ciò che provo mi aiuta a capire chi sono in realtà e in buona sostanza cosa voglio, perché quello che viene fuori io lo leggo, lo rileggo e gli dò il giusto peso dopo essermici confrontato e poi vado avanti a vivere la mia vita, sul solco di quello che sento.

D'altronde non sarei capace di scrivere le mie pseudo poesie, se non fossi totalmente certo che ogni singola parola da voce alle mie emozioni intime. In verità non so nemmeno come nascono ma so sicuramente che non saprei come metterle in fila solo per finta, per un gioco o una presa in giro di quel prossimo che si approccia con loro. 
Ed è forse qui, che ha anche origine quella sorta di paura/incertezza che ho ogni qualvolta pubblico qualcosa, perchè in quei momenti mi metto sempre a nudo e mi mostro per come sono o cosa sento e la sola cosa che non mi interessa è sapere se piaccia oppure no nella sua forma scritta, mi preme invece comprendere se raggiunge lo scopo, cioè emoziona, così come lo sono io.

Ed è anche per questo, che sembrerà strano, ma tante volte il complimento fine a se stesso che mi regalate, per quel che mi riguarda lascia il tempo che trova, mi interessa comprendere se si legge in controluce ciò che mi spinge a scrivere.
Perché quello che pubblico, prima di tutto lo vivo e lo sanno bene quelle due o tre persone che in questi anni hanno avuto il piacere di ascoltarmi leggere una qualsiasi delle mie poesie o dei miei racconti, prendendo parte all'emozione che ancora mi stravolge quando me le ritrovo davanti e quelle sono davvero delle esperienze, perchè si sente che non recito, ma che mi dò con la stessa intensità che ho quando nascono quelle parole. 

No, io non fingo amore, quando dico "Ti amo", ne sono intimamente convinto, pronto a gettarmi nel fuoco per quel sentimento e anche se la vita non mi regalerà mai quel sorriso che desidero, di certo so, che vivo per esso e non sono semplicemente bravo a descriverlo.

I personaggi sono da ricercare sui palcoscenici, mentre io so che spesso risulterò semplice, fuori dal mondo e anche poco credibile, ma non sono un baro o qualcuno che ama prendere in giro gli altri e soprattutto se stesso.

Questo è un luogo che potrà risultare monotono e banale, ma è di certo non vi troverete delle bugie.



P. S. Non ho usato una foto come introduzione al post, ma una composizione musicale che ben conoscete, perché è la stessa che è risuonata più e più volte, mentre scrivevo questo pezzo



IN OGNI MIO SOGNO





E poi, arrivato a sera, mi spoglio di tutti i cattivi pensieri, 
che il giorno appena trascorso mi ha tatuato sull'anima.
Li sistemo in ordine in un angolo della mia mente, 
come panni appena smessi
e  posso abbandonarmi a quel pensiero felice
che la vita mi ha dato in dono,
tu.


Ritrovo nei miei ricordi il tuo ultimo sorriso sereno,
che mi hai regalato inatteso, all'improvviso.
Riecheggiano di nuovo
le tue parole semplici, che però sanno d'amore
e mi ricordano quanto sono fortunato,
solo per averti incontrata.


 I miei desideri, le mie speranze, i miei sogni
continuano ad essere semplicemente dei satelliti
che ruotano intorno ad ogni gesto che fai,
sperando che almeno uno di essi, sia solo mio.
Non posso smettere di vivere di te.

Niente potrà mai cancellarti dai miei sogni,
perché li ho plasmati tutti sulla tua immagine,
Belli come solo tu sai essere,
forti della stessa passione
che fai scorrere dentro di me.


Non svegliarmi mai,
se questo significasse perderti.
perché smetterei di vivere
in quello stesso attimo,
se tu non ci fossi più accanto a me




OMAGGIO A LUCIO

Vi segnalo il più bell'omaggio a Lucio Dalla, che in questi giorni è stato trasmesso in TV, per la precisione è andato in onda sabato 10 marzo, alle 23 circa su raidue.

Toccante, emozionante, di una bellezza estrema, se avete 45 minuti di tempo vi assicuro che non ve ne pentirete affatto. 

Lucio non è morto, è vivo ancora nel cuore di chi lo ama e poi tra poco lo ritroverete qui, perchè come sapete, per me è il nuovo custode dei sogni 




P. S.  Lucio, nel suo ultimo concerto ha suonato con il clarinetto Over the rainbow e qualcuno sa quanto mi è cara quella canzone




ECCOMI QUA





Questo mio blog, negli ultimi anni, mi aveva visto pubblicare con una cadenza quotidiana le mie follie, le mie idiozie, quegli scarabocchi dell'anima che spontaneamente mi vengono a galla. Purtroppo, questo periodo che mi vede impegnato esclusivamente nella ricerca di un nuovo lavoro, non mi lascia la possibilità di esprimermi al meglio, anche se devo essere onesto, la testa mi porta sempre qui, sull'isola.


E' questo un luogo di pace per me, dove riesco ad esprimermi e a ritrovarmi, dove posso nascondermi in una caverna buia e isolata e scrivere ciò che sento dentro, aspettando poi che la risacca cancelli tutto.


Qui riesco a trovare la forza per rinascere, per ricostruirmi, per rimettere insieme il pulviscolo di dimensioni infinitesimali, in cui vengo distrutto ogni volta che vado a sbattere contro la vita. 
Perché si, chi come me, spera che esista la felicità, sogna di poterla raggiungere e ad un certo punto è convinto di esserci vicino, quando poi inevitabilmente si sfracella al suolo e si rende conto che la vita è altro, scopre di aver oltrepassato il labile confine che esiste tra sogno ed illusione e a quel punto, tutto dev'essere rimesso in moto.


Certo, con l'età la cosa si fa sempre più complicata e non per la mancanza di forza o di nuovi sogni da inventare, no, perchè le delusioni si fanno sempre più cocenti, perchè la maturazione porta anche ad investire sempre di più e quindi il dolore alla fine si fa sempre più forte e intenso.


Ed allora eccomi qui, di nuovo qui, non metto in preventivo per quanto tempo  resterò a dialogare di nuovo con tutti voi che mi circondate di quell'affetto e di quella simpatia, che in tanti anni non mi avete mai fatto mancare.
Eccomi qui a scrivere ancora e di nuovo di me, tutte le volte che potrò, nei modi in cui mi è consentito, nella speranza di stabilizzare presto la mia situazione lavorativa e di potermi così ritagliare di nuovo quegli spazi di tempo, nei quali immaginare nuovi racconti e sentire dentro nuove poesie, trovare percorsi da seguire, fino a tornare a ristabilire quel contatto quotidiano, che ci ha unito così intensamente.


E ve lo giuro, nessuna nuova distrazione mi porterà via di qua, se non proprio necessaria e vitale.


Vi voglio bene a prestissimo.



Il Guardiano



NOTTE





Mi fermo ad ammirare la notte,
splendidamente vestita di tutte le sue stelle,
che vezzosamente mette in mostra 
come preziosi ornamenti di una luna lucente
e una lacrima scende lenta, calda.


Il gelo che mi avvinghia il cuore 
scioglie leggermente il suo abbraccio
e per un attimo, uno solo
 il buio che mi circonda mi abbaglia.


E' una notte strana, 
una notte di sola andata,
nella quale anche un dolore diventa poesia 
e una stanza vuota il mio angolo di paradiso privato.


I sogni spesso colorano,
i muri che l'alba sa erigere
per preservarli dalla luce del mattino
ed è per questo che stanotte sognerò più forte
 così che ciò che voglio possa volare via,
oltre i confini del buio
appoggiandosi sulle labbra di chi amo
e rendendole dolce il risveglio.










AVRAI




avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s'inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l'America senza fermate
avrai due lacrime più dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po' di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani
e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore amore avrai




I'VE GOT YOU UNDER MY SKIN






Ti sento, sotto la mia pelle


ti sento nel mio cuore


sei dentro di me







DA OGGI







Accadono, a volte, delle situazioni nelle quali uno si trova coinvolto e non ne sa bene il perché. Una di queste è il fermo del proprio lavoro a causa di mancanza di commesse. Esiste una parola, che è molto comune di questi tempi per definirla disoccupazione e da oggi anch'io la vivo, sono entrato a pieno titolo e pieno merito nella famiglia dei senza lavoro. 

Non ne faccio un dramma, la sento come un'opportunità e inizio a guardarmi intorno alla ricerca di qualcosa di nuovo, anche se il periodo invernale non mi aiuta. Non sono stupido, ho altissime competenze, 24 anni di esperienza e tutto questo non si butta in un water e si tira lo scarico da un momento all'altro. Sono poi abbastanza intelligente, da saper resettare il tutto ed essere in grado di ricominciare daccapo in qualsiasi tipo di settore.

Perché scrivo ciò? Semplice, potrei trovarmi nella necessità di non essere presente come sempre qui sul mio blog e questo non significa che ho smesso di avere i pensieri o i sentimenti che conoscete, ma che semplicemente mi manca il tempo o lo spazio per potermi dedicare come sempre e come voglio all'isola. 

Non sparisco, anzi ho in mente tante nuove idee e poi sono così legato a questo luogo, che non è fisico, ma è fatto di me, di ciò che sono e che ho condiviso con voi, che non potrei mai abbandonarlo, per nessun motivo al mondo. E comunque sia, tra i cinguettii e altro, quotidianamente mi farò sentire in giro.

Portate quindi un pò di pazienza, tutto tornerà normale a breve, spero e tornerò a rompervi le scatole come sempre.





HENNA





Adesso basta sangue ma non vedi
Non stiamo nemmeno più in piedi...un po' di pietà
Invece tu invece fumi con grande tranquillità
Così sta a me che debbo parlare fidarmi di te
Domani domani domani chi lo sa domani sarà
Oh oh chi non lo so quale Dio ci sarà io parlo e parlo solo per me
Va bene io credo nell'amore l'amore che si muove dal cuore
Che ti esce dalle mani che cammina sotto i tuoi piedi
L'amore misterioso anche dei cani e degli altri fratelli
Animali delle piante che sembra che ti sorridono anche quando ti chini per portarle via
L'amore silenzioso dei pesci che ci aspettano nel mare
L'amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare
Ok ok lo so che capisci ma sono io che non capisco cosa dici
Troppo sangue qua e là sotto i cieli di lucide stelle
Nei silenzi dell'immensità
ma chissà se cambierà oh non so se in questo futuro nero buio
Forse c'è qualcosa che ci cambierà
Io credo che il dolore è il dolore che ci cambierà
Oh ma oh il dolore che ci cambierà
E dopo chi lo sa se ancora ci vedremo e dentro quale città
Brutta fredda buia stretta o brutta come questa sotto un cielo senza pietà
Ma io ti cercherò anche da così lontano ti telefonerò
In una sera buia sporca fredda
Brutta come questa
Forse ti chiamerò perché vedi
Io credo che l'amore è l'amore che ci salverà
Vedi io credo che l'amore è l'amore che ci salverà




FELICITA'






Felicità, su quale treno della notte viaggierai?

Lo so che passerai,

ma come sempre non ti fermi mai







LUCIO DALLA - Pecorella





E com'è vero, che negli occhi c'è tutto e che ogni sguardo è un mistero.

Vedo che anche tu ti commuovi, finalmente ti avvicini, dimmi cosa provi.

In piedi, nuda rimani in piedi, pecorella ti vedessi nuda come sei bella
 
è niente vicino a te, quella stella: brutta quella stella!



Meraviglioso l'assolo finale.................





LUCIO DALLA IL NUOVO CUSTODE




Per quanti anni mi hai tenuto compagnia?

Forse una trentina di sicuro più di venticinque e lo sai, si tu adesso lo sai, ad ogni donna della mia vita ho impresso addosso una canzone come un tatuaggio, una delle tue.

Cara o Pecorella, se erano storie destinate a finire, Futura per mia figlia e per tutte le casualità legate ad essa e chissà se lo sai per una sola, quella che vorrei vivere in questi giorni e per sempre.
Si la mia vita si è mossa, si è formata intorno a te, al tuo modo di essere artista, alla tua sensibiltà e non è un caso se mi sento come se mi fosse mancato un maestro, un mentore, il mio faro.

Perché poi tante delle cose che ho scritto in questi 3 anni sul blog, sono sostanzialmente tue, sono venute fuori come partorite da te, non da uno stupido imbrattatore di carte. Non hai la più pallida idea di quante volte rileggendomi ho detto "ma che c'entro io con questa scrittura, qui dietro c'è lui" c'eri tu.

E adesso? Adesso dimmi tu, io qui cosa ci faccio tutto solo, senza di te, senza la tua geniale follia? Lucio non si lasciano così le persone orfane della tua poesia, non dovevi, non in questo modo.

Perchè adesso mi viene spontaneo chiedermi "Io a chi li affiderò i miei sogni prima di trasformarli in parole?"

E' da oggi che ti piango, pur senza lacrime, è da oggi che sto sfondando i miei timpani con la tua musica, centinaia di file, ma prima c'erano gli LP e le cassette, poi ci sono stati i CD. Lo sai, una volta una persona mi disse "La tua auto deve avere un antifurto speciale, se non metti prima un canzone di Lucio Dalla, non parte".

Già non partiva e anche se negli anni sono diventato meno Talebano musicalmente, tu lo sai sei il mio fulcro. Già sei? Dovrei usare il passato, eri, ma per me non sei morto, il Lucio che io amo non può morire, non morirà mai, è dentro di me ed è vivo, mi fa risentire i suoi testi, i suoi scherzi canori, mi intrattiene con i suoi giochi con il clarinetto.

Già, Lucio vive ancora e adesso forse ha un compito ancora più alto ed importante, forse adesso è il nuovo custode dei sogni e sarà lui a preservare tutti i nostri desideri, facendo si che le intemperie della vita non li scalfiscano.

Lucio, mi piace immaginarti adesso lì nella bottega, che stai prendendo in mano le redini della situazione, pronto per questa nuova avventura e ti prego, questa volta aspettami senza andare via, come hai fatto su questa terra, continua ad illuminare il mio percorso in questa vita con la tua poesia e stai tranquillo, io non ti dimenticherò mai e farò in modo che nessuno di  coloro che segue me, lo potrà mai fare.

Con devozione, affetto e tanto amore

D.







Alle porte dell'universo
un telefono suona ogni sera
sotto un cielo di tutte le stelle
di un'inquietante primavera




GIANLUCA GRIGNANI - La mia storia tra le dita





Sai penso che
non sia stato inutile
stare insieme a te.
Ok te ne vai
decisione discutibile
ma si, lo so, lo sai.
Almeno resta qui per questa sera
ma no che non ci provo stai sicura.
Può darsi già mi senta troppo solo
perche' conosco quel sorriso
di chi ha già deciso.
Quel sorriso già una volta
mi ha aperto il paradiso.

Si dice che
per ogni uomo
c'é un'altra come te.
E al posto mio quindi
tu troverai qualcun'altro
uguale no non credo io.
Ma questa volta abbassi gli occhi e dici
noi resteremo sempre buoni amici,
ma quali buoni amici maledetti.
Io un amico lo perdono
mentre a te ti amo.
Può sembrarti anche banale
ma é un istinto naturale.

Ma c'é una cosa che
io non ti ho detto mai.
I miei problemi senza di te
si chiaman guai.
Ed é per questo
che mi vedi fare il duro
in mezzo al mondo
per sentirmi più sicuro.

E se davvero non vuoi dirmi
che ho sbagliato.
Ricorda a volte un uomo
va anche perdonato.
Ed invece tu,
tu non mi lasci via d'uscita.
E te ne vai con la mia storia fra le dita.

Ora che fai,
Cerchi una scusa
se vuoi andare vai.
Tanto di me
non ti devi preoccupare
me la saprò cavare.
Stasera scriverò una canzone
per soffocare dentro un'esplosione.
Senza pensare troppo alle parole
parlerò di quel sorriso
di chi ha già deciso
Quel sorriso che una volta
mi ha aperto il paradiso.

Ma c'é una cosa che
io non ti ho detto mai.
I miei problemi senza di te
si chiaman guai.
Ed é per questo
che mi vedi fare il duro
in mezzo al mondo
per sentirmi più sicuro.

E se davvero non vuoi dirmi
che ho sbagliato.
Ricorda a volte un uomo
va anche perdonato.
Ed invece tu,
tu non mi lasci via d'uscita.
E te ne vai con la mia storia fra le dita.




SAKINEH NON DEVE MORIRE