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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


IL TUO SORRISO




Ho iniziato il mese che non riuscivo a sorridere e chiudo il mese desiderando un sorriso, com'è strana la vita

IL TUO SORRISO - Pablo Neruda



Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.
Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.


L'URLO DEL SILENZIO




Le cose spesso capitano per caso, ma non esiste il fato, l'ho detto e lo ribadisco, di ciò sono convinto e fino alla morte vivrò con questa certezza.
Perchè inizio così un post? Semplicemente perchè mi sono ritrovato a leggere per puro caso una lettera postata su un blog. L'autore è un ragazzo gay, che non nasconde la sua sessualità già dal titolo del blog e prima di continuare vorrei fermare su carta un concetto che per me è importante.
Nel proprio letto ognuno è libero di ospitare chi vuole, l'unica regola è il massimo rispetto per il/la partner, a cui non va MAI arrecato volontariamente nessun dolore.
Riprendendo il filo del discorso interrotto in precedenza, penso che questo scritto (che riporto in seguito) è quanto di più intenso e struggente ho letto negli ultimi tempi, un grido di dolore che non lascia indifferenti, ma la cosa che più colpisce è il modo stesso in cui è stata scritta, credo onestamente di essere stato coinvolto pochissime volte così. Ho provato un senso di invidia enorme verso il ragazzo, capace di trasportare su carta i suoi stati d'animo in un modo così preciso e vivido.
Questa piccola perla persa nel mare magnum di internet è un qualcosa a cui va data tutta la visibilitò che merita, perchè è davvero speciale, io ho avuto la fortuna di pescarla e spero di darle un pò della luce che merita, così come auguro a questo ragazzo che non conosco e che non conoscerò mai, di amare e di essere riamato sempre con questa stessa intensità.




Mi sento inquieto.
Mi sento come una nave che viaggia in mare senza timone.
Mi chiedo come mai si debba percorrere tanta strada per poi trovarsi sempre a ripassare nello stesso tortuoso sentiero.

E avrei voglia di parlare.
Tanto.
Avrei voglia di fermare qualcuno e raccontargli esattamente come sono andate le cose e come sono.
Ma non so, forse arriva un punto in cui non si può più raccontare nulla perchè il silenzio è stato troppo forte, troppo lungo, troppo esteso e non ci sono parole per romperlo.

Non siate preoccupati per me.
E' che in questi giorni tutto è così tremendamente uguale a quei giorni di quattro anni fa e io sento che non c'è altro posto in cui andare a gridare nel vuoto, se non questo.
Perchè è qui che si sono sempre raccolte le mie urla quando nessun altro poteva sentirle e non conosco altro posto in cui poter continuare a conservarle se non questo.

Magari tra qualche giorno sarà tutto finito e di nuovo sembrerà tutto normale, ma adesso, stasera, qui davanti a questo computer il mio cuore è terribilmente pesante e altro non resta che chiamare all'appello voi, che mi siete stati sempre a sentire e a sopportare e avete continuato a chiamarmi, anche quando non avevo proprio voglia di affacciarmi su questa finestra.
Avete continuato a lanciarmi i sassolini sul vetro, anche quando fingevo di non sentirli.

Io spero che questo ritorno qui giù sia breve, brevissimo e indolore.
Perchè, se così non fosse, vorrà dire che Lui sarà rimasto e che io avrò ancora bisogno di togliermi i pallini di piombo di dosso e dovrò farlo qui dove il mondo di fuori è lontano, anche se sempre terribilmente vicino.


Per il blog di Giammy clicca qui


SOTTOFONDO MUSICALE:


ASCOLTA IL TUO CUORE: Laura Pausini (Kaeaoke)
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IL SOGNO CONTINUA


Permettemi una premessa, necessaria per questo post ancor di più per altri che lo hanno preceduto, questo mio scritto sarà lungo, forse anche esageratamente lungo, non lo so adesso che ho iniziato a scarabocchiare dove mi porteranno le idee che fermerò su questo foglio bianco, quindi se non vuoi perdere inutilmente tempo con questo "papiello" sei ancora in tempo a sospendere la lettura.


Quando nel gennaio dello scorso anno ripresi l'idea di un blog, avevo poche idee che mi frullavano per la testa e molto confuse. Cercavo di dare vita a questo luogo, desideravo creare un posto dove scambiare idee e opinioni in libertà, dove chiunque avesse la facoltà di esprimersi civilmente e scambiare esperienze, creare una sorta di mini comunità fatta di persone che conoscendosi avrebbero poi potuto interloquire su tutto.
Venivo già dall'esperienza di un blog, che però in realtà era solo un raccoglitore di brani, di quei pezzi che quotidianamente inviavo tramite il messenger di yahoo, un embrione di ciò che ritrovi qui sostanzialmente. Quell'esperienza però non mi aveva soddisfatto appieno e volevo creare qualcosa di diverso.
E poi avevo un altro motivo, recondito anche per me e che ho scoperto con il passare del tempo, ho "usato" l'isola come una sorta di escamotage simile a quello attuato da Sherazade, fatte ovviamente le dovute proporzioni. Forse non tutti ricordano la storia della figlia del Gran Visir, che con la sua arte oratoria e l'enorme fantasia di cui era dotato, evitò la tremenda e sicura sorte l'aspettava, parliamo della storia intorno a cui ruotano "Le mille e una notte" per intenderci.
Fatto sta che io ho cercato di legare a me una persona, che ho sempre ritenuto importante, usando questo trucco e puntando sulla sua curiosità. Un rapporto il nostro fatto di amore e odio (sopratutto il secondo), un vincolo al quale non sono comunque riuscito mai a rinunciare, neppure dopo immensi litigi e parole che avrebbero schiantato qualsiasi altro legame. Un sentimento, spero reciproco e che in un periodo, nemmeno tanto remoto, si era ricucito, ma che adesso vive di nuovo di silenzi e gelo, che sono la base, il pane quotidiano di questa nostra amicizia.

E con questi presupposti nasceva l'isola, questi erano gli intenti consci e inconsci. Tutto ciò giusto un anno fa, il 27 gennaio 2009, data in cui veniva pubblicato il primo post.
Oggi sono qui per ricordare il primo compleanno di tutto ciò che vedi, un blog che nel tempo ha cambiato, se non proprio stravolto la sua idendità, sia grafica che nei contenuti. Eh si, perchè chi ha la sventura di seguirmi dall'inizio, sa che tutto era molto più scarno e forse meno bello e che man mano ho apportato dei cambiamenti, che io scambio per migliorie.
Ho modificato il colore iniziale, qualcuno forse si ricorda ancora il blu che faceva da sfondo nei primissimi giorni di vita del blog. Ho migliorato la fruizione dei post, inserendo la musica come sottofondo e quindi cercando di offrire già la migliore delle atmosfere possibili per poter meglio compenetrarsi nella lettura. Ho cambiato totalmente stile dei contenuti, perchè se ai primordi cercavo di essere molto più presente sul quotidiano, con il tempo ho iniziato a parlare di me e delle mie cose e sopratutto ho iniziato a scrivere, ed è diventato insomma una sorta di diario dell'anima e seppure alcuni pezzi sono secretati e fanno parte di una zona esclusiva, sostanzialmente leggendo quello che pubblico si riesce a comprendere come mi sento.
Cambiamenti che come avrai notato hanno avuto oggi una loro evoluzione, sono cambiati la foto e il colore, già da qualche giorno campeggia una frase tratta dal Piccolo Principe, a mo di motto, modifiche che mi riservo di valutare e di stravolgere ancora in questi giorni, ritengo che l'immobilismo mentale porta alla morte cerebrale.

I post.
Sai navigante quasi per caso ho iniziato a mettere giù dei pezzi che sono stralci di emozioni, post che sono venuti dal cuore e che mi sono stati ispirati da una stupenda musa, a cui non smetterò mai di volere bene, essi mi hanno portato a prendere coscienza del fatto che forse due parole in fila le so mettere e che malaccio poi non sono nello scrivere. Lo so, non si dovrebbe dire, non ci si dovrebbe mai autocelebrare, ma il piacere che in tutti questi mesi ho avuto nel ricevere da tantissime persone i complimenti per ciò che scarabocchiavo, mi ha fatto prendere coscienza del fatto che non sono poi così malaccio come credo di essere.
Vedi naufrago, un anno può scivolarti addosso o essere lungo, dipende sempre da come lo vivi, ma sopratutto dall'intensità che ci metti nel quotidiano, posso dire con estrema onestà che per me questo 2009 è stato pieno, perchè riempito dalla ricerca continua dell'ispirazione, dalla voglia di misurarmi con me stesso e capire se riuscivo comunque a esplicitare le mie emozioni in modo tale che potessero interessare chi le leggeva.
Credo, spero, che ancora qualche giorno fa con VUOI BALLARE CON ME, sono riuscito nel mio intento, o almeno quando ti senti dire che vien voglia di innamorarsi, beh a qualcosa è pur servito scrivere.
Vedi navigante, io sono il primo ad emozionarsi quando un post è armonioso, lo sento dentro di me e non come scrittore, ma come lettore. Ti sembrerà strano, ma quando poco prima di pubblicare qualcosa, mi metto lì, con il post finito, la foto ritoccata, la musica che parte e mi immergo definitivamente nella lettura, dimentico ciò che ho scritto e ne fruisco come se fossi un estraneo e se alla fine ciò che ho scarabbochiato mi piace, vivo una sorta di trance, sono nello stesso tempo contento di essermi espresso bene e altrettanto compiaciuto per aver letto qualcosa di bello, ma la somma delle due emozioni è fondamentale perchè capisco di più di aver dato vita ai miei sentimenti.

E' stato un anno intenso per tutte le persone che ho conosciuto grazie al blog, che come guardiano si sono avvicinate a me e che mi hanno reso partecipi della loro vita, persone a cui voglio un gran bene e a cui ne vorrò sempre. Tutte, nessuna esclusa, chi c'è ancora e chi è sparito, perso nei meandri di una vita difficile o disordinata.
Voglio però ringraziare in particolar modo chi si espone e inserisce alla fine dei post dei commenti (quasi tutti positivi), grazie a voi, perchè anche questi sono stati uno sprone a continuare. Ne ho ricevuti tanti belli ed emozionanti di commenti, un pò ovunque e tutti mi sono rimasti dentri.
Sai naufrago, io rileggo spesso le cose che ho scritto e cerco di capire come avete accolto i miei scarabocchi dai commenti che trovo in calce, apprezzandoli tutti per la franchezza. Tra i tanti però uno ha un posto particolare nel mio cuore, quello che più di altri mi ha emozionato alla lettura, l'ultimo fatto al post del primo ottobre IL CIELO NELLA NOSTRA STANZA, mi ha emozionato, mi emoziona e mi emozionerà sempre come la persona che lo ha scritto, immensa e sconosciuta musa a cui non smetterò mai ogni giorno di inviare un bacio.
E così eccomi di nuovo qui, dopo un anno, con oltre 10.000 visite all'isola, più di 150 post pubblicati tra la parte pubblica e quella privata e la voglia di abbandonare tutto di nuovo che mi attanaglia, perchè penso a cosa posso scrivere che non ho già scritto, cosa posso dare di nuovo a te essendomi già messo a nudo. Vedi ripetermi lo trovo antipatico a prescindere nella vita, figuriamoci in un blog e quindi trovare nuove idee, nuove ispirazioni è sempre più complicato, ma le persone che mi vogliono bene, l'interesse generale e comunque il desiderio di dare continuità a un impegno assunto con me stesso, quello di sensibilizzare e aiutare concretamente i bimbi sfortunati, beh tutto ciò è di stimolo ad andare avanti e a migliorarmi.
Ecco il mio impegno per il 2010, se riuscirò a centrare lo stesso numero di visite che oggi ha questo blog, alla data del 8 dicembre, il mio versamente pro unicef quest'anno sarà doppio rispetto allo scorso 2009.
E quindi, il sogno continua...............



video



SOTTOFONDO MUSICALE:

PARTE DELLA COLONNA SONORA DEL FILM "LA VITA E' BELLA" clicca qui

SENZA PAROLE



ASCOLTA LA CANZONE PRIMA, DI PREMERE SUL LINK CHE HO INSERITO QUI SOTTO.






E' stato il filo conduttore di tutto il 2009, l'unica cosa seria che sono riuscito a fare con questo blog. Continuerà a essere il centro di gravità permanente dell'isola.


SIAMO ....



Di questa giovane ragazza catanese ho già pubblicato in passato un'altra poesia e ci tenevo tantissimo che fosse suo questo post, per me significa molto. Ha una grande sensibilità e seppure bimba nell'età ha una vita intensa e pregna di emozioni, che la rendono adulta, cosa che devo dire a onor del vero ho riscontrato in altre sue coetanee o quasi. Una sua frase martedi mi ha aperto il cuore e le auguro che il suo desiderio si avveri al più presto, se lo merita. Volendo chiedere la sua amicizia su Facebook basta cercare DAMA ELFICA.
Per ciò che concerne il guardiano? Beh oggi si chiude un ciclo importante, fosse solo per le ricorrenze che si succederanno in questi giorni. Ho lo spirito adatto per affrontarle e speriamo bene.
Un bacio e a presto



Siamo scatole infinite
colme di magia
contenenti pezzi di vita
e frammenti di sogni

Scatole vuote
da riempire
di emozione

Pagine bianche
su cui scrivere

A volte macchiate
altre
con una bella grafia
ma vuota di ogni significato

Siamo stanze
da arredare
da colorare

Alcune con porte
inaccessibili
Porte che per quanto
si provi a sfondare
resteranno chiuse
Celando il loro
mistero
all'interno

Siamo melodie armoniose
stonate
Melodie incomplete

Stelle ferme
in un cielo infinito
Stelle cadute

Siamo attimi
da cogliere
Emozioni
da vivere

Siamo vivi

Siamo morti

Siamo un cerchio
infinito
di varianti

Siamo l'infinito

Figli di luce
e buio

Ninìel





VOCE 'E NOTTE

Ti racconto la vera storia che ha ispirato una delle più belle canzoni che ho mai ascoltato. Una storia vera e struggente messa in musica.


Figlio del cancelliere Francesco Nicolardi e della tedesca Augusta Guell, Eduardo Nicolardi nacque a Napoli nel 1878. Il padre, amministratore de "il Mattino", conoscendo l’ambiente del giornalismo e della canzone, avrebbe voluto che il figlio terminasse gli studi di giurisprudenza. Ma il giornalismo e la poesia sono malattie congenite ed Edoardo lascia subito l’università.
Nel 1903 a soli 25 anni, è già il redattore del Don Marzio, un quotidiano molto popolare, e scrive poesie su settimanali umoristici e letterari; porta il cappello di paglia, impugna il bastone di bambù e ha un bel paio di baffi a torciglione, e la gente di lui dice: “si vede proprio che è un poeta”.
Fu proprio in quel lontano 1903 che Edoardo Nicolardi si innamora perdutamente di Anna Rossi, una bella ed esile brunetta di nemmeno diciotto anni, che abita nei pressi di casa sua. Viene corrisposto in eguale misura, ma da lontano, come si usava allora nelle famiglie borghesi.
Un giorno si decise a presentarsi in visita ufficiale a casa della ragazza per chiederne la mano. Venne accolto in una casa sfarzosa in un salotto pieno di mobili dorati e di ceramiche. Il commendatore Gennaro Rossi, padre di Anna, commerciante di cavalli da corsa, era uno degli uomini più facoltosi del rione. “Desiderate acquistare un cavallo ?” chiese al giovanotto. Edoardo accennò intimidito a un diniego. “No commendatore, io sono venuto qui per tutt’altri motivi. Sono venuto per chiedere la mano di vostra figlia Anna ”. “Bene” disse il commendatore, “Avete proprietà ? Avete rendite ?”. “Sono un lavoratore” rispose il giovane, “vedrete con me vostra figlia sarà felice”. Da li a un minuto Edoardo si ritrovò giù in strada, in via Stella, con un nodo che gli serrava la gola.
Nel frattempo il commendator Gennaro Rossi convocava sua moglie e la giovane figlia Anna, la quale dichiarò subito di corrispondere l’amore del giovane poeta. “Poche storie” disse il padre “tu sposerai Pompeo Corbera. Mezza Ischia è sua. Possiede, case coloniche e terme.” Pompeo Corbera era uno dei migliori clienti di suo padre, aveva esattamente trentacinque anni in più di lei, e già da un pezzo le faceva la corte. Anna si oppose a questo matrimonio con tutte le sue forze, pianse fin quasi ad ammalarsi, dichiarando tutto il suo amore per Edoardo, ma inutilmente: esattamente di li a due mesi, per imposizione del padre, sposava il ricco Pompeo Corbera.
Tornati dal viaggio di nozze ad Ischia, gli sposi vennero ad abitare a Napoli, in via santa Teresa al museo. Il giovane poeta, la notte, quando finiva di lavorare al giornale, andava solo e disperato sotto quei balconi. Una notte gli sembrò di vedere dietro quei vetri, al primo piano, la sua Anna che lo salutava: sconvolto andò al Gamrinus per un caffè e scrisse la poesia ‘VOCE E NOTTE, come uno sfogo con se stesso. Li considerava suoi versi personali, non voleva darli a nessuno. Solo dopo averli letti per caso, riuscì ad averli, ma solo dopo molte insistenze, il maestro Ernesto De Curtis, che li rivestì di una magnifica musica, struggente come i versi. L’editore Bideri pubblicò la canzone nel 1904 e fu subito un grande successo, sarà presente anche nel repertorio di Enrico Caruso. In quel 1904 i pianini la portarono in tutti i vicoli e nelle strade, e certo anche sotto i balconi di via Santa Teresa al Museo.
Ma la storia d’amore di Edoardo e Anna non finì così.
Dopo qualche mese, l’anziano e mal ridotto Corbera morì improvvisamente così la giovane vedova, allora diciannovenne, riuscì a sposare il suo Edoardo.
Ebbero otto figli.

E' proprio vero, le donne amano i poeti che le sanno esaltare fino a renderle immortali, desiderano i cavalieri che hanno la forza per farle sentire protette, ma alla fine sposano i ricchi che possono soddisfare le loro voglie.
Però il vero amore supera tutte le barriere, non ha gabbie in grado di incarcerarlo e se un uomo e una donna davvero si vogliono, saranno sempre in grado si superare gli ostacoli e le meschinità, ma questa mi sa che resterà sempre più un'utopia.
Il sogno romantico di un pazzo credulone





Voce di notte (traduzione in italiano)

Se questa voce ti sveglia nella notte,
mentre ti stringi al tuo sposo li vicino…..
Resta sveglia, se davvero lo preferisci, ma fingi di dormire profondamente.
Non andare alla finestra, per spiare, perchè non puoi sbagliarti,
questa è la mia voce, è la stessa voce di quanto noi due,
timidamente, ci parlavamo con il voi.

Se questa voce canta nel tuo cuore, ciò che non ti cerco e non ti dico:
tutto il tormento per un amore lontano, tutto l’amore per un tormento antico.
Se senti un gran desiderio di amare, una voglia di baci scorrere nelle vene,
un fuoco che ti brucia all'inverosimile,
baciati quel tizio, che t’importa di me!

Se questa voce, che piange nella notte, sveglia il tuo sposo,
non aver timore, vedi che la serenata è senza dedica,
digli di dormire e che si rassicuri!
Digli così: “Chi canta in questo vicolo forse è pazzo o lo strugge la gelosia!
Forse piange qualche grave malefatta...
Nessuno lo ascolta …
ma chi glielo fa fare di cantare?




Voce 'e notte

Si 'sta voce te scéta 'int''a nuttata, mentre t'astrigne 'o sposo tujo vicino...
Statte scetata, si vuó' stá scetata, ma fa' vedé ca duorme a suonno chino...
Nun ghí vicino ê llastre pe' fá 'a spia, pecché nun puó sbagliá 'sta voce è 'a mia
E' 'a stessa voce 'e quanno tutt'e duje, scurnuse, nce parlávamo cu 'o "vvuje".

Si 'sta voce te canta dint''o core chello ca nun te cerco e nun te dico;
tutt''o turmiento 'e nu luntano ammore,
tutto ll'ammore 'e nu turmiento antico...
Si te vène na smania 'e vulé bene,
na smania 'e vase córrere p''e vvéne,
nu fuoco che t'abbrucia comm'a che,
vásate a chillo...
che te 'mporta 'e me?

Si 'sta voce, che chiagne 'int''a nuttata, te sceta 'o sposo,
nun avé paura...
Vide ch'è senza nomme 'a serenata,
dille ca dorme e che se rassicura...
Dille accussí: "Chi canta 'int'a 'sta via o sarrá pazzo o more 'e gelusia!
Starrá chiagnenno quacche 'nfamitá...
Canta isso sulo...
Ma che canta a fá?!




8 E 1/2




E' infantile nasconderlo, quando si pensa di aver scritto qualcosa di bello, che ti ha emozionato e che viene dal quel posto che si chiama cuore, nel momento in cui lo rendi pubblico, esiste un mix fatto di attesa ed emozione, sei impaziente di sapere se piacerà anche ad altri e se sopratutto chi doveva sentirlo suo ha compreso.
Oggi no, oggi per me è sopratutto importante rendere omaggio a un immenso italiano, un uomo che in questo giorno avrebbe festeggiato 90 anni e che non c'è più, Federico Fellini.
Oggi pubblico per un mio piacere personale e lo faccio pubblicamente, senza nascondere questo post sulla parte escluiva dell'isola, credo sia giusto che la memoria di un uomo così importante debba essere onorata come si deve e anche se onestamente so che in pochi hanno davvero coscienza di ciò che ha rappresentato per la cultura italiana Fellini, spero che questo mio modestissimo omaggio possa far scoccare una scintilla di curiosità verso il maestro.
Ho amato e amo il cinema in tutte le sue forme, l'ho sempre detto, da Alvaro Vitali a Totò, da Kurosawa al più sconociuto dei registi africani, la settima arte ha sempre esercitato su di me un fascino che non riesco a descrivere. I film, tutti i film, dai vecchi bianco e nero agli attuali 3D (a proposito com'è avatar, ancora devo vederlo) sono magia.
Potrei scrivere qui per ore di quanto sia stato per me emozionante "l'incontro" con Fellini, faccio parlare le immagini, metti quindi in pausa il lettore nella colonna a destra (la splendida colonna sonora di 8 e 1/2) e fai partire la scena che mi ha ammaliato.
Era il 1987, il film Ginger e Fred, cineforum parrocchiale e da li è stato immediatamente amore. La scena non è stata scelta a caso, ma cercata. 23 anni fa il maestro dipinse quella che sarebbe poi diventata la TV. IMMENSO.
Osservala con calma, gustati i dialoghi, ci sono delle battute che lasciavano presagire le Marie De Filippi e suoi epigoni, i tecnici che vedrebbero volentieri la puntata, perchè fatta del nulla, del buio, ma sopratutto due insuperabili attori, Giulietta Masina e Marcello Mastroianni.




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- Pensa diranno, si erano lasciati trent'anni prima e si sono ritrovati per morire insieme.

- Mah, oggi queste storie qua non commuovono più nessuno




SOTTOFONDO MUSICALE:

COLONNA SONORA DEL FILM 8 E 1/2

VUOI BALLARE CON ME?



Il sottofondo è parte integrante di questa lettura, senza perde moltissima della sua forza e gran parte della sostanza che lo pregna, quindi se la trovi fastidiosa, non toglierla, ma abbassa leggermente il volume delle casse.
Credimi, scorrendo per una seconda volta questo post mi sono trovato a farlo al ritmo di quest magnifica sinfonia ed è stata un'esperienza sconvolgente, ho voluto ancor di più che quello che leggerai diventi sostanza e che non sia solo in tutti i miei sogni.


Parte lento, come un lungo e infinito corteggiamento, ma già le prime note riscaldano il cuore e tutto ciò che ci è intorno di colpo assume infinite tonalità di rosso, il colore della nostra passione senza limiti.

Profumi, odori, sguardi fieri e sensuali si intrecciano, i nostri corpi di colpo si avvinghiano e si desiderano, la musica sin dalle sue prime note è penetrata fin dentro le nostre vene ed è da li si propaga nell'aria al ritmo dei nostri cuori.
E' una sottile metafora dell'amore questo tango, che sento diventare sempre più avvolgente e intrigante ogni secondo che passa.
Ti allontani e ti riprendo mentre fissi i tuoi occhi nei miei e quasi sfidandomi poni la tua bocca a un millimetro dalla mia con le labbra che ormai si sfiorano, ma d'improvviso la tua testa scatta girandosi verso destra e in me aumenta la voglia che ho di baciarti.

E' tango quello che sentiamo, ma per noi è desiderio fuso e confuso dal suono di mille violini che scandiscono il tempo con le loro note acute. Sento il sangue che mi ribolle dentro eccitando i sensi e così desidero che non finisca mai questo ritmo incandescente, che ti unisce a me.
Lascio scorrere il palmo della mia mano lungo la tua schiena e per quanto è possibile ti avvicino così ancor di più a me, al punto tale di sentire il tuo respiro caldo e intenso propagarsi sul mio petto. Ho il pieno controllo del tuo corpo, ogni suo movimento è mio, avviene in me e con me perchè è così che voglio, che ti voglio, sei mia.
Aumenta il ritmo o forse è il mio cuore che batte ancor di più all'impazzata, mentre volteggiando ci stiamo amando come se fossimo sul nostro talamo.

Vedo i tuoi capelli lasciare scie luminose nell'aria mentre si muovono sincopatamente, sento che ansimi e mi rendo conto che anche il tuo desiderio diventa sempre più fisico.
Il tuo corpo non ha più segreti per me e sento tangibile il piacere che provi di essere tra le mie braccia, perchè senti di essere amata come solo io so fare, perchè sai che per me non esiste nessun'altro luogo al mondo dove vorrei essere adesso, perchè tu tu sei la sola donna che voglio adesso e per sempre.

Di colpo trovo il coraggio per osare, rendendo reale quella che nemmeno un minuto fa era solo una mia lucida follia. Un audace movimento e così sbottono il tuo vestito che scivola morbido lungo i tuoi fianchi, estasiato per un solo attimo rimango ad ammirare il tuo angelico corpo. Di nulla vestita continui a ballare senza distogliere il tuo sguardo fiero dal mio viso, come se nulla fosse successo, come se fosse la cosa più naturale del mondo, un uomo e una donna che si amano al ritmo di questa sinfonia travolgente.

E' tango, ma sta diventando un incendio con la mia bocca si appropria della tua, liberando la voglia che ho che tu sia mia.
Non so più nemmeno da quanto tempo la musica è ormai finita, ma nessuno dei due ha la voglia di interrompere questa armonia fatta di labbra che si sovrappongono, di dita che sfiorano, di passione e desiderio

Tutta la notte continueremo a cercarci incessantemente, io lo voglio, tu lo vuoi e allora che sia ancora tango, amore mio........



Imparare a ballare il tango è sempre stato uno dei miei desideri più nascosti. Ho invidiato chi lo sa fare e gli artisti che con successo nel tempo hanno scritto canzoni al ritmo di questa stupenda melodia. Da tutto ciò nasce questo post che non ho semplicemente scritto, ma anche metaforicamente ballato. Ho così respirato piano l'aria che mi circondava, liberato il cuore dall'inverno che vi albergava e mi sono ricordato che la vita vale la pena di essere vissuta, sempre e per sempre con la forza e l'intensità di un tango.


Ti propongo infine la visione di una scena del film "MOULIN ROUGE" che altro non è che lo stesso tango ballato magistralmente. Ti invito a cogliere l'intensità e la bellezza della coreografia. Chiudi il volume al lettore qui di fianco a destra e guarda qualcosa di assolutamente SUBLIME






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Superfluo dire che c'è un'ispiratrice per questo post.

Ci sono persone che entrano in un modo strano nella nostra vita, ma che poi diventano perno di ogni respiro, pensiero, desiderio, volenti o nolenti che siano.

I THINK YOU


SOTTOFONDO MUSICALE:



EL TANGO DE ROXANNA



TI CERCHERO'






quando

ritarderai al primo appuntamento

mi chiederai se stavo qui da tempo

e poi nel freddo dell’inverno nel mio letto il tuo corpo scalderò









ORMAI SEI MIA



Nella piccola storia di questo blog, tra oggi e domani succederà qualcosa di importante, il primo piccolo evento di questo gennaio 2010. Desidero che tutto ciò avvenga sotto lo sguardo propiziatorio di Pablo Neruda e della sua poesia che amo di più e della stupenda melodia di Albinoni, Adagio in G minore, eseguito con un occhio di riguardo al suono della chitarria classica.
Da leggere e ascoltare.


ORMAI SEI MIA
Ormai sei mia. Riposa coi tuo sonno nel mio sonno.
Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
presso me sei pura come l'ambra addormentata.
Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l'ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.
Ormai le tue mani aprirono i pugni delicati
e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,
i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,
mentr'io seguo l'acqua che porti e che mi porta:
la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,
e senza te ormai non sono che il tuo sogno solo.

ELEMOSINA


Dare me moneta signore, per piacere.

E' tutta la giornata che sono qui davanti alla porta di questo supermercato e adesso che la mamma fa mangiare la sorellina, ti chiedo io i soldi, signore.

Fa freddo, è tutto il giorno che fa freddo, piove, ma domani è natale e tu stai comprando un giocattolo alla tua bimba, fai felice anche me signore, domani è Natale. Dare me moneta signore. Natale? Io non so cosa abbia di diverso il Natale rispetto agli altri giorni? Ah si, il supermercato è chiuso e io non devo chiedere l'elemonisa e così posso giocare con gli altri bambini del campo. No signore io non gioco come tua figlia con quel giocattolo nuovo che a Santo Stefano sarà dimenticato, noi giochiamo a nascondino tra le baracche, speriamo che non piova.

Dare me una monetina signore. Ah, non me la dai perchè i grandi rubano? Ma io sono piccolo e devo portare i soldi a casa, sennò il papà si arrabbia e picchia la mamma e fa male anche alla sorellina che poi non mangia. No noi maschietti no, niente botte.

Grazie signore, Dio te ne renda grazie. Meno male mamma, un altro soldino, ma quanto sono brutti questi piccolini, sono più belli quelli grandi, vedo il tuo sorriso senza denti mamma quando ci danno quelli grandi. Dai mamma la prossima signora, quella con il giubbino pulito ce la da una monetina grande. No è andata via senza nemmeno guardarci. Cattiva.

Dare me una moneta signore. Perchè mi guardi così signore? Non ti ho toccato signore, non ho sporcato il tuo vestito con le mie mani. Ti fanno schifo lo so, ma stacci tu tutto il giorno qui fuori senza sporcarti e poi signore mica l'ho scelto io di essere povero? Ci sono nato così. Terzo di cinque fratelli. I grandi sono per strada, soli e io qui con la mamma. Io volevo andare a scuola, lo sai signore? Io si, volevo imparare le cose, sapere, ma tu ce lo hai mai visto un bimbo rom a scuola? Ma è perchè non mi ci fanno andare o perchè non mi ci vogliono? Io sono piccolo, questo non lo so, non ho risposte, solo domande e oggi fa molto freddo e mi chiedo perchè sono qui e non davanti al fuoco, al caldo.

Mamma, presto andiamo, ci sono quei signori che non ci vogliono qui, mamma scappiamo, nascondiamoci. Non ho paura mamma, non per me. Sono cattivi, ci odiano lo so, ma io sono piccolo e a me non mi fanno del male.

Signore, signore ti prego, dare me una moneta, la bimba piange, mamma non può allattare, ti prego fammi comprare da mangiare per loro. Te lo giuro non darò i soldi ai grandi, devo far mangiare loro, hanno fame davvero signore, non è per me è per la mamma è per la piccola

Ti prego dare me una moneta TE NE PREGO.......


A volte nascono così, un'immagine che trafigge il cuore, una sensazione, un'emozione e la mano comincia a scrivere e credimi la cosa più difficile è rileggere, è un pugno in pieno stomaco anche per me. Cosa dovrei fare non riportare nulla qui? mettere la testa sotto terra come facciamo sempre ed essere apatico, non avere cuore per le cose che ci succedono intorno, perchè questo è intorno a noi e dimenticarsene significa mandare a morire di freddo quel bambino.

DIAMO UNA MONETA A QUEL BAMBINO SIGNORE


SOTTOFONDO MUSICALE:


RIVER FLOWS IN YOU: Yiruma




PER ME PER SEMPRE




PER ME PER SEMPRE - Eros Ramazzotti

Io vorrei che migliaia di farfalle
colorassero l'aria intorno a me
poi vorrei vederle tutte quante
come un vestito posarsi su di te...
Così... vorrei cosi
così... sognarti così
Quando la festa comincerà
tu sarai regina
tutta la gente si fermerà
a guardarti stupita
Per i miei occhi tu splenderai
bella come il sole
infiniti voli del cuore
infinita felicità
quando penso che tu sei per me... per sempre
Poi come fa il vento con le rose
vorrei spogliarti soffiando su di te...
Così... vorrei così
così... amarti così
Quando la festa poi finirà
torneremo a terra
tutta la gente si ricorderà
d'aver visto una stella
Per i miei occhi tu splenderai
bella come il sole
infiniti voli del cuore
infinita felicità
quando penso che tu sei per me... per sempre
per sempre... per sempre.








 




DIARIO DI UN'INSONNIA



LA NOTTE E' FATTA PER DORMIRE


La notte è fatta per dormire o per fare l'amore e io invece sono qui con gli occhi che fissano il buio che mi circonda e i miei tormenti che passeggiano beatamente per la stanza.
La sveglia proietta sul soffitto una serie di numeri rossi, questa è di solito l'ora in cui suona e io invece stanotte, stamane, sono ancora sveglio.
Non ho sentito nemmeno la befana arrivare e credo non arriverà più, mi avesse portato almeno un pò di carbone avrei una distrazione, me l'andrò a comprare più tardi, me lo merito mi sa.
Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto diventa lunga una notte quando la si passa a pensare con gli occhi sbarrati e il cervello che senza sosta vaga alla rinfusa tra i cattivi pensieri che ne hanno preso il possesso.
Il silenzio dilata il tempo, i minuti prendono forme strane, sembrano mostri pronti ad azzannarmi. Mi sento come schiacciato a questo povero materasso, su di me ogni secondo che passa esercita il peso di cento macigni, sotto il cui peso rimango senza fiato. Speriamo che la rete regga, altrimenti non so se troverò un mobilificio aperto il giorno dell'epifania.
Eppure sembrava tutto iniziato per il verso giusto o almeno era questa l'idea che mi ero fatto del 2010, ma a quanto pare basta pochissimo, conversazioni, dialoghi, messaggi e una giornata di puro lavoro fisico per cambiare il punto di vista sulle cose.
Messaggi che aspetto invano e alla quale assenza dovrei essermi ormai abituato, ma non riesco però a ressegnarmici. A volte mi chiedo se è davvero così difficile trovare un minuto, forse solo un secondo per inviare un sms vuoto, ma lo so, il problema è il mio che mi aspetto qualcosa che so per certo non arriverà.
Messaggi invece che giungono demolendo una serata sotto il peso di pochi caratteri e seppure cerco di capire cosa mi disturba, cosa mi infastidisce, cosa mi mette a disagio e diciamolo pure mi inquieta, seppure dicevo mi sforzo di comprendere, non so dove cercare il motivo per tutti questi miei stati d'animo. O forse si?
Messaggi, comunicazione, pezzi di vita di persone a me care. Che abitano poco distanti o a migliaia di km da me. La presa di coscienza di insoddisfazioni e drammi (non trovo un modo diverso per definirli) è comunque terribile. Persone che meritano la felicità, più di ogni altra cosa al mondo e che si vedono rinchiuse in una gabbia dalla quale non riescono uscire o forse semplicmente non sanno come fare.
Comunicazioni scritte, dialoghi telofonici, che altro non servono se non ad aumentare ulteriormente la mia rabbia e la cosa assume toni allarmanti. Mi ritengo mite di natura, forse anche sin troppo arrendevole, ma sentire montare la furia cieca e desiderare di sfogarla con una rissa è davvero un punto di non ritorno, meno male che riesco ancora a controllarmi. Mi sa che una settimana in un eremo quest'anno non me la toglie nessuno.
Infine dialoghi conviviali, che hanno allentato la stanchezza di tante ore di sforzo fisico. Da quanto non passavo una giornata così? Due, no tre anni, erano decisamente tre anni che non mi mettevo alla prova per 6 ore di seguito e seppure digiuno per l'intera giornata ho retto botta, anzi il risultato è stato strabiliante. Devo essere orgoglioso dei miei 40 anni (ahimè quasi terminati) e del modo in cui ho resistito a uno sforzo di questa portata.
Stanchezza fisica, stanchezza mentale, eppure sono qui nel letto con gli occhi fissi nel buio ed è ormai ora di alzarsi, mi aspettano e non posso tardare. Sarà una lunga giornata ed io non ho dormito nemmeno un pò, mi sa che tra caffè e pocket coffee spenderò un capitale oggi.


LA NOTTE E' FATTA PER DORMIRE O PER AMARE, MA DI QUESTA MI RICORDERO' PER SEMPRE, PUR SENZA AVER AVUTO NESSUNA DELLE DUE ESPERIENZE.


SOTTOFONDO MUSICALE:


SONIDOS DEL SILENCIO: Musica andina

NON RIESCO A SORRIDERE



Ho spesso pensato in questi giorni come doveva essere il primo post dell'anno?
Allegro così da attirare una sorta di benedizione divina sul blog? Ma dai chi ci crede a queste cose.
Allora impegnato? Riprendere il filo del discorso mai interrotto, tenendo alta l'attenzione verso le problematiche dei bimbi e dei più deboli? Ma io non sono il grillo parlante di nessuno, non faccio le cose "
a comando" e sopratutto studiandole prima a tavolino.
E allora come?
Ho deciso e riprendo da dove ho interrotto, da una sorta di malinconia che fa da sottofondo triste alle mie giornate, dando voce a quel senso di incompiuto che domina ogni mia azione, a quella voglia di raggiungere la vera serenità, sapendo che osando un pò di più potrei forse agguantarla, basterebbe avere quel minimo di coraggio che occorerre in talune circostanze per fare il salto di qualità.
Ecco è da qui che voglio riprendere, da dove ho lasciato in sospeso, da come sono io dentro.


Il testo che leggi è quello della canzone che senti in sottofondo, l'ho scoperta per caso all'interno di un film che nulla ha a che fare con affari di cuore o altro, ma si sa i fiori sbocciano ovunque.





NON RIESCO A SORRIDERE SENZA DI TE



Lo sai, non riesco a sorridere senza te
Non riesco a sorridere senza te
Non riesco a ridere ne a cantare
Trovo ogni cosa difficile da fare

vedi, mi sento triste quando anche tu lo sei
Mi sento contento quando tu lo sei
Se tu solo sapessi cosa sto passando
Non riesco proprio a sorridere senza te

Mi sei venuta insieme proprio come una canzone
E hai illuminato il mio giorno
Chi l'avrebbe creduto che eri parte di un sogno?
Ora tutto sembra lontano anni luce

Lo sai, non riesco a sorridere senza te
Non riesco a sorridere senza te
Non riesco a ridere ne a cantare
Trovo ogni cosa difficile da fare

vedi, mi sento triste quando anche tu lo sei
Mi sento contento quando tu lo sei
Se tu solo sapessi cosa sto passando
Non riesco proprio a sorridere senza te

Ora alcune persone dicono che ci vuole davvero
molto tempo per trovare la felicità
Beh, ho trovato difficile lasciare dietro le spalle il tuo amore

E vedi, non riesco a sorridere senza te
Non riesco a sorridere senza te
Non riesco a ridere ne a cantare
Trovo ogni cosa difficile da fare

vedi, mi sento triste quando anche tu lo sei
Mi sento contento quando tu lo sei
Se tu solo sapessi cosa sto passando
Non riesco proprio a sorridere senza te