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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


VOGLIA DI SOLITUDINE




A volte mi capita di avere voglia del nulla, desidero che sia il vuoto assoluto a circondarmi e null'altro, mi sveglio e sento di essere stufo di tutto ciò che mi contorna, stanco dell'oppressione che la quotidianità mi arreca, quella maledetta routine alla quale rifuggo per natura e che invece sempre più spesso ammanta le giornate.

Tutto ciò mi porta ad isolarmi, cercando di restare in compagnia di me stesso, consentendomi così di riflettere in santa pace, di avere finalmente il tempo di gustare fino in fondo le cose che mi sono successe, negative o positive che siano state.

La chiamo "VOGLIA DI SOLITUDINE".

Vedi naufrago, io credo che non sia assolutamente un male fermarsi ogni tanto e ragionare, assaporare la vita che si è vissuta, cercando poi di trarne spunto per dei cambiamenti, ovemai fossero necessari, perchè alla velocità con la quale viviamo ogni nostro giorno tutto ciò che facciamo è sempre più istintintivo, quasi animalesco e riflettere è diventato un optional per derelitti senza impegni. Sarà, ma preferisco essere visto come una bestia rara e spolverare il cervello usandolo, che non correre il rischio di doverlo poi restituire al creatore come nuovo.

Viviamo sempre più la solitudine come una malattia da debellare, un cancro da estirpare il più velocemente possibile. Anche a casa, se non si accende un pc e ci si connette a un social network, a una chat o a una qualsivoglia comunità, abbiamo l'impressione che ci sia qualcosa da riempire, il tempo. Ecco, io a tutto ciò preferisco spesso il silenzio, la tv accesa con il volume bassissimo, quasi impercettibile e una montagna di panni da stirare (se non tracimano dalla cesta, non mi sento quasi mai obbligato a metterci mano) con l'analisi di tutto ciò che è stato il mio vissuto che mi aspetta. Certo così le faccende domestiche diventano epiche, a volte ci metto ore per fare ciò che una comune massaia fa in poche decine di minuti, ma non ho nessunissima voglia di essere veloce, anzi faccio della lentezza la mia valvola di sfogo, perchè penso, ripenso, rimuggino su ciò che è stata la mia vita nei giorni precedenti e quale direzione dare a quelli che verranno.

Ed è così che prendo la decisione definitiva di cambiare lavoro o semplicemente di cercare altre opportunità occupazionali, è così che capisco che giro a vuoto intorno a determinate persone e che è forse è il caso di decidere su che tipo di senso dare a certi rapporti e forse è proprio così che capisco quanto voglio davvero bene alle persone, perchè è pensando a loro, capendo che ogni momento della mia giornata è vissuto comunque in funzione di ........... che riesco a prendere coscienza della profondità dei miei sentimenti.

Ora non è detto che tutto ciò porti a una conclusione immediata, decisioni drastiche da mettere in pratica istantaneamente, ma capisco e so cosa fare perchè è sedimentata dentro di me una decisione e non figlia di una casualità, dell'umore del momento anche se spesso e volentieri il mio istinto ci ha indovinato.

Forse non tutte le mie conclusioni sono figlie dei miei momenti da "asociale", non tutte saranno azzeccate, ma almeno so che ad esse ci sono arrivato dopo dei ragionamento e non in base agli umori del momento. Forse tutto ciò è un limite, un freno al cuore che io creda debba sempre comandare sul resto, ma ho imparato che a dare subito tutto si viene presi per pazzi e non compresi fino in fondo e allora forse è meglio rallentare, riflettere e capire.

Voglia di solitudine.


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SOTTOFONDO MUSICALE:

LA SOLITUDINE: Laura Pausini Karaoke version
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INUTILI PAROLE




A volte rincorrere le parole è inutile. Si compongono le frasi utilizzando le lettere che ci regala l'alfabeto, ma esse sono incapaci di contenere, di riprodurre tutto ciò che realmente un cuore innamorato ha dentro. Certe emozioni non possono essere ridotte a semplici segni da scrivere su un foglio di carta.

Solo gli occhi potrebbero davvero urlare il bisogno di vivere e condividere la stessa aria della persona amata. Solo le labbra che si cercano e si congiungono in un bacio saprebbero urlare senza il bisogno di usare la voce, quanto desiderio e passione brucia dentro.

No, ridurre il tutto a un semplice e spesso banale "ti amo", è imbarazzante e offensivo verso quello che davvero si vive dentro. Molto meglio un silenzio carico della forza devastante di un sentimento puro, che una frase vuota, insulsamente ripetuta solo per prendere in giro chi l'ascolta.



STELLA MIA


Io vorrei amarti di più, ma chissà se esiste di più
tu sei vissuta in mille canzoni mille emozioni, mille non so
E son qui a parlare ancora di te
come fossi pioggia fresca per me, pioggia di maggio, limpida luce
per sempre amore insieme a te
Come stai dolce stella mia
quanto tempo ti ho lasciata sola sulla scia
ti ho conosciuta mentre il giorno andava via
e sei arrivata tu splendida armonia
Quanta volontà dolce stella mia per restare qui vicino a me,
la mia pazzia, mi hai sopportato con la tua dignità
io mi vergogno un po' ma adesso tu sei mia, sei mia
Io vorrei tenerti così nuda sul mio petto così
senza staccarmi, senza ferirti per sempre amore, sempre così
Come stai dolce stella mia
quante volte ti ho lasciata sola sulla scia
io mi agitavo e non vedevo la ferita che ogni volta si riapriva
quando me ne andavo via sì me ne andavo via
e non tornavo più fino a quando il cuore
mi scoppiava di maliconia
e tu in silenzio mi abbracciavi amica mia
io mi vergogno un po'
ma adesso tu sei mia, adesso tu sei mia




PENSIERI SCIOLTI







Per tutto quest'anno e oltre in cui ho scritto dei post per questo mio spazio, essi sono stati uniti da una sola costante, il fatto che nascessero direttamente sulla tastiera di un pc. Non importava se ispirati o meditati, se scritti sull'onda di un'emozione o sulla base di pensieri che si erano consolidati in me, tutti e dico tutti venivano sempre e comunque digitati.
Questo no, questo è stato scritto a mano, facendo un saggio uso di alcuni pizzini di carta che avevo con me, fogli sciolti sui dorsi dei quali ho fissato le emozioni mentre nascevano, proprio nel mentre le vivevo. Qui al computer le ho poi semplicemente riscritte, dandogli una forma che sia recepibile da chiunque parli la lingua italiana, cercando però nello stesso tempo di non cambiare il senso delle cose e soprattuto i sentimenti che le hanno ispirate. Non so se l'operazione potrà riuscire gradita, forse la troverai solo una serie sconclusionata di pensieri sciolti, a me andava di fargli prendere vita anche sul blog ed eccoli qui di seguito, sta poi a te farmi sapere se li hai graditi o meno naufrago, se ti hanno coinvolto o se li hai trovati poco interessanti.
Buona lettura





La mia discesa oggi a Salerno, non è nata certamente sotto i migliori auspici o meglio i motivi che mi ci hanno riportato non erano di sicuro quelli che mi muovo solitamente quando vengo "a casa", ma ci sono degli obblighi ai quali non ci si può sottrarre e quindi gioco forza non posso sottrarmi a questa passeggiata infrasettimanale.

Per fortuna mi sono liberato in fretta "dell'antipatica pratica" (credo di voler bene ad un solo avvocato sulla faccia della terra, è meglio stare lontano dagli altri quando esplicano le loro funzioni) e prima che quell'infernale aggeggio mangiatempo chiamato orologio segni inesorabilmente l'ora del rientro, vedo che ho un bel di minuti da trascorrere quietamente seduto su una panchina sul lungomare.

La giornata ormai volge al termine, il pomeriggio deve aver regalato più di qualche piovasco e quindi è meglio se mi accomodo su una delle sedute riparate dagli alberi, almeno mi bagno poco. Però che bella serata, l'aria è limpida, tersa a tal punto che la costiera amalfitana regala uno spettacolo mozzafiato. Quelle colline che si tuffano nel mare sono uno spettacolo unico al mondo, soprattuto se il cielo come stasera va a chiudere la sua giornata riflettendo i suoi ultima raggi direttamente sul mare, mozzafiato.

Questa panchina sarebbe un luogo perfetto per una di quelle chiacchierate che ti ricordi per sempre. Pur essendo infatti a pochi metri dal lento traffico cittadino, non ne avverto la presenza, i passanti sono sulle altre corsie che camminano lenti e io mi sento sereno e in pace con il mondo come non mi accadeva da tempo, come mai avrei creduto possibile solo una settimana fa. Si adesso avrei bisogno di avere affianco a me una persona con la quale dialogare con estrema semplicità, del più e del meno. Della Roma che ha gettato lo scudetto (maledizione) e della Grecia che in pratica emette spazzatura e non debito pubblico, ma anche di cinema e televisione, cosa mangiare a cena. Cazzeggio puro, ma fatto con estrema serenità, quella pace che solo le distese azzurre del mare di sera riescono a regalarti.

Per un attimo ho posato i fogli su cui sto annotando tutti questi miei pensieri sciolti così come nascono e inizio invece a rigirare il telefono tra le mani. La voglia di chiamare è tanta. Si premere ssul tastino verde, così, senza scrivere prima nulla, senza avvisare, "ciao, come stai? mi mancava la tua voce? era da tanto che volevo chiamarti, ma sai che tra di noi c'è questo strano muro che non riesco ad abbattere e non sapevo se ti faceva piacere".
No, non è assolutamente il caso, cavolo potrebbe non essere nelle condizioni di rispondere vista l'ora e ci rimarrei male rovinando così anche l'inaspettata magia di questa serata salernitana. Il mio tempo è comunque finito ed è giunta l'ora di lasciare tutta questa infinita distesa di acqua a chi non ne apprezzerà le profondità, reimmergendomi per quel che mi riguarda nella frustrante quotidianeità della mia vita.
Porto via con me la salsedine e le luci di Cetara che anche da qui riesco a scorgere. La prima verrà spazzata via (ahimè) da una buona doccia, le seconde saranno il rammarico di non aver condiviso con una persona speciale, una serata di pura magia.



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AQUA: Sakamoto
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A VOLTE SUCCEDE.........






A volte succede che d'improvviso, come per incanto, così come si sono materializzati, i problemi scompaiono o come nel mio caso ti danno il tempo di potervi porre rimedio prima che si ripresentino.

Dal tempo zero, quell'improvviso game over che ti sorprende proprio mentre credevi che ormai il record era tuo, all'insperato extratime, il bonus. Di sicuro non te l'aspettavi più e di certo non ci credevi, ma arriva ed è come una ventata di aria fresca e respiri a pieni polmoni, con le braccia aperte nel vento, ed eccoti li che si, respiri l'aria pura che ti circonda con tutte le tue forze, come se fosse la prima volta in vita tua, come se nascessi solo ora.

Certo sai bene che è solo per poco, ormai è certo che il tuo destino si svolgerà altrove e in modo diverso, ma almeno sei nelle condizioni di programmare, pianificare e sopratutto non sei sorpreso dagli eventi, ma hai la possibilità di piegarli alle tue esigenze.

E poi è nei momenti tristi che ti ritrovi accanto le persone, quelle che ti danno affetto e conforto senza che tu glielo chieda e sono li, non vogliono nulla in cambio se non esserti affianco, in sincerità ed amicizia, ed io di manifestazioni di affetto in questi giorni ne ho avute tante.
Francamente non mi aspettavo tanta solidarietà a prescindere, anche se ho visto i germi di tutto ciò nascosti nei commenti ai due post precedenti, li avevo trovato le traccie di sincere dimostrazioni di autentica stima, che poi si sono manifestate appieno nel momento del bisogno.

Voglio ringraziare quindi pubblicamente chi mi è stato vicino con i messaggi di affetto sia qui che su facebook, con le mail o con gli sms, quelli di voi che hanno deciso di fare il passaggio dal virtuale al reale conoscendomi personalmente. Credetemi, davvero mi hanno confortato e dato la voglia di continuare a combattere una battaglia che sembrava persa.

Il Guardiano quindi continuerà a rompervi l'anima con le sue elucubrazioni e distorsioni mentali, che però a quanto pare tanto gradite.


Grazie di cuore


P. S. Ma hai sentito che bella scelta musicale oggi? Ci voleva qualcosa di eccezionale naufrago e ho usato un pezzo che amo


SOTTOFONDO MUSICALE:

MAYBE: Yiruma
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LENTAMENTE MUORE



Per circostanze che non dipendono dalla mia volontà, ma vicissitudini della vita, mi sono allontanato in questi giorni dall'isola, ma la mia assenza perdurerà sempre più diventando mio malgrado una prassi. In pochi sanno cosa mi è successo e vorrei che la cosa rimanesse circoscritta a quelle due persone a cui l'ho comunicato e a cui porto tutto l'amore di questo mondo e che mai nessuna parola umana potrà racchiudere con una definizione.
Questo non vuol dire che Il Guardiano muore, ma è certo che il blog, come lo viviamo oggi, con i suoi appuntamenti quasi quotidiani, non sarà più così.
Mi dispiace tremendamente e farò in modo che le cose tornino così come sono adesso, quella che per me è la norma, ma non so ancora come, non so ancora quando e credetemi, sospendere adesso che qualcosa di buono per me stava venendo fuori, adesso che le persone iniziano a riconoscermi per quello che sono nella realtà è tremendamente difficile.
Dire che le lacrime che verso in questi giorni, in parte lo sono anche per il blog, non è sbagliato, però giuro che farò di tutto per esserci, per tornare, per riprendere, perchè vi voglio bene, perchè per me siete importanti, perchè siete una delle poche cose belle che mi sono capitate in questi anni.
Grazie della pazienza e della stima


Oggi Neruda, questa poesia erano necessaria, puoi far partire il video e/o leggerla.







LENTAMENTE MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.

LA VITA by The Renegade



Spesso capita che inserisco dei post che non sono scritti da me, poesie o testi di canzoni, prodotti di artisti affermati, una sola volta in passato ho pubblicato uno scritto nato di proposito per questo blog, quasi un anno fa, Ombre ByCariddi.
Oggi ci riprovo con uno scritto di un giovane amico, un ragazzo che ho conosciuto qui sull'isola e che ho imparato ad apprezzare, molto.
A lui ho chiesto di lasciare una traccia del suo passaggio, regalandomi dei pensieri che lo rappresentino ed è così che è nato questo post.
Ti chiedo di leggerlo con attenzione naufrago e se vuoi di commentare fallo, sarà per me e per lui un piacere sapere cosa ne pensate. Anche io mi esprimerò in merito nell'apposito spazio.


Amore, tutti che ripetiamo in continuazione la parola 'amore', ma l'unica cosa che riusciamo a fare è riempircene la bocca, perchè viviamo in un mondo che sostanzialmente l'amore non lo conosce. Siamo orde di corpi ciechi che si muovono ogni giorno al pallido sole della vita, esigendo amore e cercando di ricambiambiarlo senza però essere in grado di farlo.

Amore, cosa diavolo è l'amore?

Non parlo di quella fase della vita che è 'l'innamoramento', ma del sentimento che dovrebbe instaurarsi tra le persone, quelli che poi iniziano a definirsi tra di loro amici. In realtà siamo "sottoposti" a turbinii di emozioni che tante volte poi appoggiano tutto il loro essere sul vuoto, sul desiderio che esistano.

'Amare' realmente una persona è difficile, 'amare' una persona è spesso rischioso, non solo perchè è veramente complicato incontrare un individuo capace di ricambiarci, ma soprattutto perchè sembra quasi che sia 'sbagliato' darlo tutto questo affetto. Sembra che sia una cosa da extraterrestri provare dei sentimenti in questo mondo e spesso si viene epitetati come deboli nel momento in cui li manifestiamo;

Credo che siano quantizzabili in eserciti il numero di persone che è rimasto ferito dai propri sentimenti, uomini e donne troppo fragili per accettare le troppe persone insensibili che li assediano, quelli che si vestono da 'forti' per limitare la loro vita a qualcosa di effimero e superficiale, come può essere il vivere i sentimenti.

E mentre tutti siamo implicitamente convinti che chi nella vita si comporta 'male' pagherà nel postmortem le proprie colpe, io inizio a credere che in un mondo in cui regnano la cupidigia, il dolore e la sofferenza, in un mondo dove ipocrisia e le guerre moltiplicano le morti nel nome del tornaconto economico di pochi, ecco io inizio a pensare che se c'è qualcosa di 'superiore', quel qualcosa è perfido, un'entità maligna. Perchè l'amara verità che sto quotidianamente constatando e che mi mozza il fiato e gonfia il cuore di lacrime è che la vita è solo dolore e lacrime imposteci dagli altri e se un Dio esiste e permette, avalla tutto ciò, non può che volere che il nostro male

MIO PRINCIPE




Mai titolo nobiliare fù più appropriato a questo mondo,
Principe.

Ed è per te questo mio umile ringraziamento,
per te che ancora oggi sei in grado di fami ridere e di farmi piangere.

Tu Principe che sei la vera faccia di un popolo spesso villipeso,
un vessillo che sventolerà sempre alto e maestoso, sulla città di partenope.

Tu che hai dimostrato coi fatti
che gli uomini di cuore sono quelli capaci di donare in silenzio.

Tu principe accetta questo misero omaggio,
nato dall'esigenza di volerti ringraziare
per tutti i momenti belli che ho trascorso nel tuo nome.








Il 15 aprile del 1967 è venuto a mancare un grand'uomo, poeta, autore, comico. Non ho mai avuto modo di scrivere dell'immenso piacere che provoca in me qualsiasi lascito che il Principe De Curtis ha fatto a noi suoi posteri.
Totò è stata la maschera pubblica di un uomo con un cuore immenso, capace di amare come pochi e in grado di farlo capire agli altri come nessuno.
Ancora oggi i suoi versi e le sue canzoni sono in grado di far tremare gli animi e un omaggio, oggi, anniversario della sua morte, mi sembra doveroso, quasi un obbligo per chi come seppure non lo ha vissuto come contemporaneo, ancora sente viva la sua presenza.


P. S. Questo post è stato scritto quasi un mese fa, perchè ispirato dalla bellezza del video chmpeggia in alto e dall'emozione che ha suscitato. Il caso (a cui io non credo) però ha voluto che oggi mi trovo a ricordare commosso un altro grande della comicità e non solo, quel Raimondo Vianello che stamane ci ha lasciato.
Non sono parole di circostanza, davvero sono stati due immensi artisti, uomini che con una battuta erano in grado di fulminarti, farcendoci ridere e riflettere nello stesso momento e forse non è stato affatto caso che li ha accomunati nel giorno del decesso.
Lassù da oggi il Paradiso è di certo un posto migliore e di sicuro più allegro.




CUSCINETTO




Quando tornando sull'isola, mi trovo davanti a degli apprezzamenti per le cose che ho postato, è per me sempre un momento di enorme gioia, non tanto perchè ciò che scrivo piace, ma perchè credo di essere riuscito a trasmettere ciò che vivo dentro e quindi da ciò scaturisce davvero un'emozione intensa. Quando poi succede come in questi giorni, che uno scarabocchio come IRRIPETIBILE diventa oggetto di tante attenzione e complimenti, un pò di imbarazzo credo sia normale.

Il problema viene adesso, perchè diventa difficile cambiare registro di colpo, perchè se è vero che quel post è frutto di un momento di un'ispirazione intensa è altrettanto vero che continuare sulla stessa falsariga sarebbe facile, ma frutto di un esercizio di stile e non di un momento di passione pura e io qui voglio solo inserire ciò che vivo e per come lo sento mio.
Nasce quindi l'esigenza di creare un cuscinetto tra ciò che è stato e quello che verrà, per non far perdere forza ai futuri post, perchè forse quello che leggerai domani non ti piacerà quanto quello di ieri, forse lo troverai semplicemente orripilante, ma sicuramente il confronto diretto sarebbe impietoso e quindi ingiusto.

Però non ti ho fatto nemmeno passeggiare a zonzo sull'isola inutilmente, perchè la canzone che ascolti in sottofondo è molto bella e credo che da sola basta a renderti la giornata più lieta.

Grazie ancora dei tanti complimenti e spero ancora di essere ispirato in futuro nello scrivere, così com'è successo nei giorni scorsi.



IRRIPETIBILE



PREMESSA: Questo non è un post per educande o perbenisti e sebbene non è certamente il più esplicito di quelli che ho scritto (quello l'ho riservato al blog privato), certamente è descrittivo di atmosfere molto particolari.
Di tanto in tanto lo sai che come Guardiano mi lascio andare e scrivo di queste cose, perchè sono convinto che l'amore vada vissuto a tutto tondo e se non c'è malizia, ma passione, nulla a mio avviso è offensivo. Poi, come ben sai, non troverai nulla di volgare, anzi a quanto pare in passato dei post simili hanno riscosso anche un certo interesse tra chi li leggeva e molti sono stati i complimenti.
Però è giusto che io ti debba avvisare naufrago, perchè la lettura potrebbe essere "
imbarazzante", potresti inoltre anche riscontrare passaggi già letti o comunque simili a qualcosa che in passato ho già descritto, nel qual caso tieni conto che parliamo di qualcosa che è vecchio quanto il mondo, riuscire ad inventare parole o situazioni nuove sarebbe davvero un impresa che va ben oltre le mie limitate possibilità.
Ti auguro quindi una buona lettura e se troverai che invece essa risultasse per te fastidiosa, smetti tranquillamente, tanto nessuno ti interrogherà mai su un mio post :-)




Buio tutt'inorno intorno, buio e silenzio, così che il vuoto che mi circonda inizia lentamente a riempirsi del desiderio che provo per te, della voglia che tu adesso sia mia, la stessa che so tu vivi per me.

Mi hai svegliato nel bel mezzo di questa notte e adesso invece di riprendere sonno voglio che il tuo corpo mi appartenga. Appoggio su di te il mio sguardo e ti vedo come se fossi qui affianco al mio, soavemente nuda. Il tuo respiro intenso e carico di desiderio è di nuovo presente tra di noi. Le tue labbra che si schiudono lentamente mentre si avvicinano al mio petto, sono il centro gravitazionale di ogni mio pensiero. E' desiderio puro, intenso, talmente forte che lo sento vivo e pian piano prende forma colorando questa stanza, che fino a poco fa era solo un punto nero al centro del mondo.

Finalmente sei nuda, libera da ogni vestito, libera da tutte le paure che ci frenavano, nessuna remora più che ci possa in qualche modo fermare, così ti offri a me, perchè anche tu adesso sai per certo di volermi, lo senti a tal punto che non hai più nessun timore di essere mia.

Il tempo delle sottili allusioni è ormai finito, il gioco della seduzione reciproca è teminato, adesso respiro l'aria che ha assunto il tuo profumo, sento il sapore della tua bocca che mi invade e mi rendo conto che fremo mentre con le mani lentamente mi sfiori lungo i fianchi. Brividi intensi, che aumentano a dismisura quando sono io che accarezzo i tuoi seni con la punta delle mie labbra, adesso sono il tuo uomo e lo sarò ogni volta che lo vorrai, per tutto il tempo che mi vorrai.

Spazio e tempo sono ormai delle convenzioni che non hanno più nessun senso in questa luogo dove io e te viviamo solo di magia. Vorrei morire adesso per l'intensità del piacere che mi regali e non smettere mai di soggiacere al tuo corpo che sento lentamente muoversi lungo il mio. Hai il controllo completo di ogni mio desiderio, un solo corpo che si muove all'unisono, come sincronizzati dalla voglia di scoprire quanto può essere intenso il piacere dell'altro e stai sicura che io ho tutta l'intensione di sentirti vivere un momento sensa eguali, quello che sanno condividere solo due persone che si cercano quanto ci siamo cercati noi due.

Insieme io e te, senza più nessun confine che ci possa dividere, senza che più nessun limite ci obblighi ad essere clandestini, liberi finalmente di vivere un amore al quale non avrei mai creduto, ma sul quale avrei scommesso la vita. Ed ecco che proprio adesso mentre sento dentro di te scoppiare intensa la mia passione, scorgo una lacrima scendere lentamente dai tuoi occhi e capisco che anche tu stai godendo di un istante irripetibile nella nostra vita, almeno fin quando non ricominceremo di nuovo ad essere l'uno parte dell'altro, come in questo momento.

Ti voglio e ti vorrò per sempre, perchè null'altro potrei chiedere alla vita per essere felice.

VIAGGI ORGANIZZATI





Per anni ho avuto un'ammirazione smisurata, quasi viscerale per Lucio Dalla, per la sua musica, i suoi testi. Mi hanno formato, plasmato, fatto diventare l'uomo che sono.
Poi con il tempo certe esagerazioni giovanili si attenuano, il nero o il bianco si fondono e assumono tante tonalità di grigio, anche quello che per tanto tempo ti era sembrato una sorta di profeta perde forza, perchè poi alla fine scopri che è legato al denaro più di quanto credevi. E allora succede l'irreparabile, tutto cade nell'oblio, inizi a dimenticare. Dimentichi le ore liete passate con le cuffietta ad ascoltare un nastro fin quasi alla sua consunzione, dimentichi l'ansia con la quale aspettavi un nuovo lavoro e la cura con la quale registravi la cassetta originale su altre TDK (te le ricordi naufrago le TDK 90) così da poterti portare dietro sempre la tua musica e non consumare l'originale che era riposta come una reliquia. Dimentichi le canzoni che ti avevano emozionato, cresciuto, plasmato per l'appunto.
Poi una mattina leggi le news su un quotidiano online, vedi che hanno l'esclusiva delle immagini dell'ultimo tour, cerchi quindi la canzone su youtube e per puro caso ti imbatti di nuovo in un'emozione che si era nascosta, quella di questa testo. L'amore come mi è sempre piaciuto immaginare, il colpo di fulmine, uno sguardo e da quel momento i due mondi che si fondono senza limiti, senza remore, senza che nessuno possa intromettersi. L'amore che fonde i secondi, i minuti, le ore, li comprime e li dilata, ne fa quello che vuole, perchè sei con la persona che ami e l'ultima cosa a cui pensi è che esiste un mondo che ti circonda. C' è lei con te, quindi a che serve il resto dell'umanità?
Viaggi Organizzati è per me anche questo, un'emozione che esiste da sempre e sarà tale per sempre e ti invito ad ascoltarla, a leggere il testo, ad aprire il cuore per recepire il messaggio che nasconde, l'amore non ha e non vuole limiti.


Ah, Lucio Dalla è stato davvero un autore immenso prima che diventasse "matto", uno che ha descritto tutto le sfumature dei colori dell'anima e anche se da anni ha deciso di essere più commerciale che poetico, la sua produzione fino al 1990 rimane sconvolgente, a mio modestissimo avviso.


VIAGGI ORGANIZZATI - Lucio Dalla


Quando c'erano i cavalli, non si arrivava mai
Veniva buio presto, e presto era gia' tardi
La notte non finiva mai
Tu chi sei
Tu cosa vuoi
Quella bella mattina si mosse qualcosa, la loro vita cambio'
Era fermo davanti alla vetrina, lei s'innamoro'
Ma adesso tu chi sei
Perche' non parli mai
Cosa vuoi
Quella notte guardarono le stelle, la notte non finiva mai
Si guardavano negli occhi mentre passavano due guerre
Si tenevano la mano
Per non lasciarsi mai
Ma dimmi tu
Chi sei
Con quella faccia bianca e quegli occhioni blu
Che non si chiudono mai
E' piu' di un'ora che mi guardi tu
Chi sei
Io sono il cielo dietro all'angolo
Sono un viaggio che farai
Sono un progetto sono un calcolo
Chiudi gli occhi
T'innamorerai
Ma potrei sdraiarti sotto un albero, fare solo quello che ti va
Giocare con il cuore elettrico accenderti spegnerti accenderti spegnerti accenderti spegnerti accenderti
Se ci fosse davvero un posto cosi' bello, e' chiaro che ci andrei
Partirei adesso, partirei scalzo, partirei in mutande
Anzi m'innamorerei
Ma non ho capito bene tu
Chi sei
Con quella faccia bianca e quegli occhioni blu
Che non si chiudono mai
E invece e' bello chiuderli di notte senza sapere se ti sveglierai
O stando ad occhi aperti confondere la notte andare in giro
Senza sapere dove vai
Invece tu
Non vuoi
Tu cosi bella tu
Non puoi
Staccarti da quel muro e poi venire giu'
Con noi
Che siamo cieli senza angoli
Andiamo dove vogliamo noi
Senza progetti come gli angeli
Liberi
Possiam salire sopra gli alberi
Scendere
Giocare con i cuori elettrici spegnerci accenderci spegnerci accenderci spegnerci accenderci spegnerci accenderci



ANGELO SPELACCHIATO






Oggi non ti scrivo nulla naufrago, il corpo centrale di questo post è copiato di sana pianta e io qui l'ho solo incollato.
Nei miei giri sono stato fulminato dalla profondità dei pensieri del "capitano" e ho pensato che era affine a tanti dei miei pensieri minimi, a quelli che quotidianamente formulo e che sono sostanza per me.
Continuando poi a sbirciare il blog, mi sono reso conto che l'autore degli scritti è anche colui che disegna buona parte delle immagini che campeggiano e la mia ammirazione si è così fusa all'invidia, sono totalmente incapace di fare qualsiasi cosa che sia ragionevolmente avvicinabile all'arte e trovare così tanto talento in una sola persona diventa anche un pò frustrante.


P. S. Mi sono permesso di "usare" la stessa foto e lo stesso sottofondo, trovo che siano perfetti. Davvero in questo caso non c' è assolutamente niente di mio.



Oggi più che mai sono convinto del fatto che le persone con una sensibilità particolare che di solito sono quelle che amano leggere, scrivere, disegnare, l'arte in tutte le sue molteplici forme - e non rinchiudersi ad esempio in una discoteca a rintronarsi con della musica per non pensare, sono quelle che nella vita soffriranno di più, avrannno più sovente di altre dei periodi di scoramento.
Non so se capita anche a voi, ma ci sono periodi in cui la mia sensibilità diventa ancora più acuta e mi rinchiudo nel mio mondo senza volere nessuno intorno e rifletto sul senso della vita, sulla sua utilità effettiva, sulle varie ingiustizie che ci sono e su come è difficile vivere in una società cosi' superficiale e votata all'apparire invece che all'essenza delle cose.
Dovendo lavorare e stare a contatto di continuo con la gente, spesso mi sforzo di essere un po più "uniforme" e di parlare delle solite stronzate e di argomenti comuni. Per poi viene fuori la mia vera anima, e quel senso di inadeguatezza che talvolta diventa soffocante.
Il senso di trovarmi fuori posto in ogni posto, talvolta persino inopportuno, è grande ed arriva a causarmi un malessere fisico. Sovente, come battuta, affermo che vorrei possedere la sensibilità di un termosifone. Magari essere un pochino più cinico, un pochino più indifferente verso ciò che mi circonda. Ma non esiste scampo da questo stato, che strisciante mi corrode le giornate.
Trovo rifugio nello scrivere, nel disegnare, anche semplicemente nel buttare giù pensieri,quasi ad estirparli dalla mia testa per alleggerirla.
In quest'ultimo scorcio di settimana mi sono dovuto confrontare con tutta una serie di queste problematiche. Ed è questo che ha generato lo stato di prostrazione nel quale sono miseramente caduto.
Non chiedo scusa di ciò. Anzi sono in qualche misura orgoglioso del mio essere fragile davanti a queste cose. E questo perchè il mio benessere interiore nasce dalla possibilità di poter donare benessere e attenzioniagli altri. E' pressochè vincolato a questo. Insomma, una specie di Angelo Custode, a dire il vero un pochino spelacchiato. Immensa è la gioia nel sapere che per mio tramite qualcuno riacquista il sorriso, o comunque uno stato di benessere che prima non possedeva, o aveva smarrito.
Se per varie circostanze questo circuito viene interrotto, immediatamente entro in sofferenza, con risultati a volte devastanti.
Il paradosso sta proprio qua. Nella necessità non di ricevere attenzioni, ma nell'esigenza di riuscire a elargire attenzioni. Il mio star bene dipende da quanto riesco a far star bene chi in qualche misura entra in contatto con me. Ed è anche questo uno dei motivi che mi inducono a pensare che spesso dovrò confrontarmi con questo problema, non foss'altro che per il fatto che non sempre si riesce a fare per gli altri ciò che vorremmo effettivamente fare, in tutta la sua intierezza.




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Buona continuazione



SOTTOFONDO MUSICALE:


GYMNOPEDIE N° 1: Erik Satie clicca qui

CONSIDERAZIONI





A volte ho l'impressione che le cose che mi vengono spontanee, quelle che vorrei comunicare qui, trasformerebbero questo blog in una sorta di diario, mentre invece ho riservato un antro di quest'isola per quello. Un luogo mio, dove riesco a liberarmi, proprio perchè ad esso non vi accede nessuno.
L'isola è invece un luogo nato per lo scambio di idee e di opinioni, un posto dove nel tempo in tanti sono transitati, qualcuno si è guardato intorno prima di andare via, qualcun altro mi onora della con la sua presenza e credimi naufrago è un piacere vedere che quotidianamente sono tante le persone che approdano qui.

Intorno a questo e ad una frase che mi è stata detta tempo fa, che ho ragionato per un pò in questi giorni. Si discuteva amabilmente tempo fa di questo blog con un'amica e ad un certo punto mi ha detto "tu usi l'isola per mostrarti in un modo diverso da quello che sei" volendo sottintendere che per me è diventato tutto ciò un mezzo di seduzione.
Io su questa frase mi ci sto arrovellando da tempo e il perchè è presto detto, mi chiedo se ci sia un fondo di verità, se io ho davvero creato (inconsciamente, sia ben chiaro) questo mezzo per cercare di avere nuove amicizie femminili (perchè poi era quello il senso della frase) o se invece dietro a tutto questo lavoro c'è davvero la voglia di chiacchierare con le persone, comunicare con gli altri usando questo mezzo.
Questo mi ha portato a riflettere su ciò che in quest'anno o poco più è successo intorno a me. Ho riflettuto sulle persone che ho conosciuto? Se in qualche modo ho cercato di approfittare di loro? Se ho davvero usato il blog per circuirle? Le risposte che mi sono dato, facendo una serissima e approfondita analisi critica, sono una lunga serie di NO.
Certo è vero, ho conosciuto tante persone che mi hanno apprezzato prima per quello che scrivo e poi per come sono e indubbiamente questo è merito dell'isola, ma non ho fatto in nessun modo distinzione tra i sessi e mi sono approcciato a tutti nello stesso modo, anzi forse ho avuto maggiore pudore verso le donne che non con gli uomini.
Non ho cercato di rapportarmi diversamente da quello che sono, c'è stato nei miei atteggiamenti sempre tantissima coerenza, sia verso chi è approdato qui sin dalla prima ora e sia verso coloro che vi sono arrivati nel tempo, nessuno ha subito alcun tipo di avance che potesse poi trasformare il tutto in un'amicizia di tipo intimo.
E quindi se sostanzialmente non ci ho mai provato a creare dei rapporti di tipo "fisico" grazie al blog, perchè ho dato quest'impressione? La domanda credimi è lecita e me la devo porre naufrago, perchè ho tantissimo rispetto per l'intelligenza della persona che ha fatto le considerazioni a monte di tutto ciò. Desidero quindi che tu mi aiutassi a capire, perchè se qualcuno è arrivato ad avere quest'opinione di me, certamente da qualche parte devo aver sbagliato.

Ecco, lo so, ero partito dicendo che non volevo scrivere di me e dei miei pensieri e poi mi ci sono ritrovato immerso fino al collo, ma credimi naufrago è necessario che mi chiarisca questo dubbio, anche e sopratutto grazie al tuo aiuto. Per me è importante correggere gli eventuali errori di approccio alle persone, perchè se è pur vero che non si può piacere a tutti è anche certamente vero che essere conosciuto per qualcosa di diverso da quello che sono mi darebbe estremamente fastidio.



SOTTOFONDO MUSICALE:


IO VORREI... NON VORREI: Lucio Battusti (karaoke versione)
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CARA






Non ricordo se ho già "usato" questa canzone per scrivere qualcosa qui, ho un vago ricordo che mi spinge a credere di si, ma onestamente non ho nessuna voglia di cercare nell'archivio del blog una conferma o meno della cosa e comunque è questo lo spunto di oggi, l'ispirazione che cerco di trasmetterti con questo post e quindi così sia.

E poi credo onestamente che esistono solo altre due o tre canzoni in grado di rappresentare così bene il momento in cui due persone si salutano dicendosi addio. Io però adoro questa, perchè a mio avviso solo le immagini che Lucio Dalla riesce a farci visualizzare, sono davvero poesia silenziosa e rendono meno struggente un momento che per sua stessa definizione lo è.

Le pietre tombali sono difficili da rimuovere dal di dentro, quindi è inutile accanirsi intorno a un moribondo per cercare di rianimarlo, se non lo vuole lui per primo non potrà mai riprendersi e tornare a volare.

D'altronde non bisogna dimenticarsi che a questo mondo nulla è eterno, tutto o quasi è destinato a finire o esaurirsi, sopratutto se non c'è l'impegno delle persone per cui questo non accada.

Perchè è facile riempirsi la bocca con i per sempre, molto più difficile risulta che quel per sempre, sia poi realmente eterno.








CARA

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.........

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

La notte sta morendo
ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e' sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia

CORE 'NGRATO





La storia ci è maestra e ci insegna, ci plasma su di essa e ci mette nelle condizioni di cambiarne la rotta, ma nulla potrà mai cancellarla, mai nessuno potrà cassare le cose belle che ci sono state tramandate.

E così è stato per la bella musica, essa non ha tempo, semplicemente lo attraversa e giunge a tutte le generazioni che la seguono, influenzandole comunque. Possiamo amare la classica o la tecno, la house o i cantautori, ma le belle melodie, lo sono e lo saranno per sempre e per tutti, comunque sia.

La premessa è d'obbligo, perchè l'ascolto di una canzone di musica napoletana potrebbe non essere gradita a tutti i naufraghi, ma a volte basterebbe mettere da parte i pregiudizi, porsi scevri e sereni all'ascolto e potremmo scoprire (o riscoprire) delle perle, così come è per me Core 'Ngrato.

Ti aggiungo di seguito il testo e la sua traduzione letterale, oltre al collegamento al video. Buon ascolto.


CORE 'NGRATO


Catarì, Catarì,
pecche' me dice sti parole amare?
pecche' me parle, e 'o core me turmiente,
Catarì?
Nun te scurda' ca t'aggio dato 'o core,
Catarì, nun te scurda'!
Catarì, Catarì,
che vene a dicere
stu parla' ca me da spaseme?
Tu nun ce pienze a stu dulore mio
tu nun ce pienze, tu nun te ne cure.
Core, core 'ngrato,
t'haie pigliato 'a vita mia,
tutt'e' passato
e nun ce pienze cchiu'!

Catarì, Catarì
tu nun o saie ca 'nfino int''a na chiesa
io so' trasuto e aggio priato a Dio,
Catarì
e ll'aggio ditto pure a 'o cunfessore
I' sto' a suffrì pe chella lla'!
Sto a suffrì, sto a suffrì
nun se po credere
sto' a suffrì tutte li strazie
e 'o cunfessore ch'e' persona santa
m'ha ditto: figlio mio, lassala sta', lassala sta'!
Core, core 'ngrato
t'hai pigliato a vita mia.....



CUORE INGRATO


Caterina, Caterina,
perche' mi dici queste parole tristi ?
perche' mentre mi parli, mi dai tormento al cuore,
Caterina?
Non ti dimenticare che ti ho dato il cuore,
Caterina, non te ne scordare!
Caterina, Caterina,
che significato ha
questo tuo parlare che mi mette ansia?
Tu non ci pensi a questo mi dolore
tu non ci pensi, tu non te ne curi.

Cuore, cuore ingrato,
ti sei preso la mia vita,
tutto e' passato
e non ci pensi piu'!

Caterina, Caterina
tu non lo sai che perfino in una chiesa
io sono entrato e ho pregato Dio,
Caterina
e glielo detto anche al confessore
Io sto soffrendo per quella !
Sto soffrendo, sto soffrendo
non si può credere
sto souffrendo tutti gli strazi
e il confessore che è persona santa
mi ha detto: figlio mio, lasciala stare, lasciala stare!

Cuore, cuore ingrato,
ti sei preso la mia vita,
tutto e' passato
e non ci pensi piu'!