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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


TENTAZIONI







So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni
Oscar Wilde




Ecco, oggi come oggi continuo a far mio l'aforisma dello scrittore inglese, sapendo che le uniche tentazioni che posso permettermi riguardano i Giga.

Si, i giga, quell'unità di misura, che regola ormai molto del nostro quotidiano e di cui non sappiamo assolutamente nulla. Infatti, se è vero che un metro, un chilo o un litro, sono ben definiti, regolati e confrontabili con qualcosa di simile, provatemi voi a dirmi cos'è in realtà un giga o anche suggerirmi come misurarlo?

Partendo quindi dalla certezza che non sappiamo assolutamente di cosa parliamo disquisendo di giga (intendo la maggior parte di noi comuni mortali) l'unica cosa di cui sono assolutamente certo, è che non bastano mai, siano essi riferiti alla memoria residenziale dello smartphone o alla micro SD che inseriamo nello stesso, sia essa la RAM del telefonino, sia infine la possibilità di scaricare dati da internet in un mese, la quantità di Gb a disposizione è sempre drammaticamente insufficiente.

Mi sono quindi attrezzato, ho comprato qualche mese fa uno smartphone con 64 Gb di memoria e 4 di RAM (una belva velocissima), ho da poco un contratto telefonico con la 3 che mi permette di usare fino ad 1 Gb al giorno in mobilità (e lo ammetto vergognandomene un pò, ma qualche volta mi è stato comunque insufficiente), ho acquistato oggi una nuova SD e una chiavetta che entra direttamente nella presa micro USB del telefono da un lato e dall'altro invece si inserisce nel PC, così da aumentare sino a 140 Gb la capacità di memoria che ho a disposizione, mentre sono fuori dall'ufficio.

Alcune considerazioni sono quindi necessarie, altrimenti si potrebbe travisare il tutto e si potrebbero aggiungere altri motivi validi per pensare male di me:

  • Lavoro ormai tantissimo con il cellulare (ma anche il tablet), mi servono quindi sempre connessi, veloci, efficienti e capaci. Ho app di tutti i tipi e di tutti i generi e da sempre mi piace la tecnologia applicata alla telefonia;
  • Scarico molta musica e altrettanti film, sono quasi sempre per strada o comunque fuori casa. queste due forme di arte sono solo modo di essere informato, di recuperare qualcosa che mi va di vedere o anche semplicemente di ascoltare qualcosa di piacevole;
  • Se prima di queste due considerazioni (non ne aggiungo altre, per mancanza assoluta di faccia tosta), dicevo se prima di queste due considerazioni potevate pensare che sono assolutamente pazzo, non posso fare altro che confermare la vostra sensazione.

In realtà (e qui torno a quando ho affermato nel cappello di questo post) non dovendo e non potendo che coccolare solo me stesso e soprattutto non avendo vizi particolari, trascorrendo ormai 350 giorni l'anno al lavoro (non avete letto male e non ho sbagliato a fare i conti, questi saranno i giorni in cui sarò operativo per l'intero 2017), in un modo o in un altro devo pur concedermi la libertà di cedere a qualche tentazione e purtroppo per me, i giga le mie sole tentazioni, non si possono misurare, ne toccare......






LO SGUARDO








Avevo visto anni fa (parliamo del novembre 2013) l'intervista che ho segnalato di seguito. 

Mi colpì tantissimo, per le cose che disse Agassi e soprattutto per lo sguardo che aveva mentre parlava. Ha degli occhi assolutamente espressivi, che danno senso e forza a quello che dice. 

Come ho già avuto modo di scrivere, ad inizio anno ho acquistato il libro che stava promozionando all'epoca (non lascio mai le cose in sospeso, se mi viene data l'opportunità di farlo) e dopo averlo quasi terminato, ho deciso di recuperare questo frammento televisivo e non me ne sono pentito.

Vi lascio quindi l'opportunità di godere di questo momento intenso di TV (poco più di 28 minuti, attenzione ai Giga), prendetevi il vostro tempo e cercate di comprendere la persona che ci ha deliziato per tanti anni con del bel tennis. 

Ah, se potete, recuperate anche voi il libro, vi fate sicuramente un gran bel regalo.

Per l'intervista clicca qui  (qualcuno mi odierà adesso .....)


P. S. Avevo scritto l'altro giorno che la finale degli Australian open era tra Federer e Nadal, dandolo come acclarato, solo che Nadal doveva ancora giocare (lo avrebbe fatto il giorno dopo, vincendo). Sono stato preveggente e fortunato.

P. P. S.  Avevo scritto l'altro giorno che la moglie di Federer avrebbe dovuto indossare quel maglioncino rosa, non l'ha fatto, ne ha indossato un altro molto più carino, ma pur sempre rosa, alla faccia delle critiche. Preveggente e fortunato

P. P. P. S.  La partita di ieri, è stata bellissima, avvincente e come diceva la gazzetta dello sport live, da considerarsi epica, lo è stata per davvero. Ha vinto lo svizzero, ne sono stato felice. Lo avevo scritto. Preveggente e fortunato

P. P. P. P. S.  Io ho visto l'intervista sabato, ho pensato immediatamente a questo post, avevo in mente di vedere la partita ieri e grazie allo streaming l'ho fatto, la cosa estremamente sorprendente è che affianco alla moglie di Federer c'era seduto Andre Agassi, che non ha nessun legame con lo svizzero. Non lo allena, non ne è il manager, nulla, assolutamente nulla, che io sappia e mi sono sorpreso, come su sette miliardi di esseri umani, si sono trovati affianco due delle persone che io avevo citato nel mio blog negli ultimi 15 giorni. Preveggenza??????

Forse devo cambiare mestiere e fare il mago????????? :-)))





LUCIO DALLA - Le rondini



Vorrei capire insomma 

che cos'è l'amore

dov'è che si prende 

dov'è che si dà 






27 GENNAIO 2017






Ed anche questo 27 di gennaio sono qui, la testa vuota come al solito, le mani sull'ennesima tastiera ed un altro compleanno di quest blog da ricordare.

Sono passati ormai otto anni da quando ho iniziato a scrivere, o per meglio dire scarabocchiare le mie sciocchezze, dando loro la parvenza di idee e fermandole nel tempo, così da potermene poi pentire rileggendole (qualche volta) o restare stupefatto riscoprendole (sempre più spesso). 

Il tempo trascorso (quasi 3.000 giorni), ha lasciato i segni nel fisico (seppure ancora prestante), nell'anima e nel cuore, ma non posso in nessun modo negare che questi sono stati otto anni davvero intensi ed importanti. Mi è successo di tutto, ad una velocità impressionante e seppure il mondo tutto intorno correva all'impazzata, mi rendo conto che anch'io, come uomo, non ho mai mollato la presa e allo stesso tempo devo ammettere che qualche volta come guardiano l'ho fatto, ma non mi pento di nulla, nemmeno dei miei errori. Penso da sempre che non sarei quel che sono, se non fossi inciampato nei miei errori e in tutta onestà, non credo di essere poi così male.

Ci sono stati gli alti e i bassi, come d'altronde in tutte le vicende umane, compleanni di quest'isola che venivano festeggiati con il rinnovamento grafico e altri come questo, in cui si ricorda semplicemente la nascita di questo spazio. Però ci sono dei dati oggettivi che non posso tralasciare, guardandomi dentro ed intorno, infatti oggi, dopo 8 anni, le mie dita corrono ancora veloci su una tastiera (più di una,  visto che ho apportato delle correzioni on the road), ogni tanto mi scervello per scovare una buona ispirazione per un altro pessimo racconto, mi diverte pensare che qualcosa di quello che mi capita, potrebbe essere un ottimo spunto per un post.

Oggi, così come all'inizio di questo percorso, scrivo quasi esclusivamente per me ed un paio di persone che impegnano un paio di minuti del loro tempo leggendomi, ciò mi rende mentalmente più libero, anche di sperimentare, cosa che potrei iniziare a fare a breve, sfruttando mezzi e attrezzi, che 8 anni fa non erano nemmeno immaginabili.

Spero di essere ancora qui, tra qualche anno, con qualche altro graffio da ricordare, un paio di post piacevoli in più da rileggere e di cui vantarmi con me stesso e la voglia di portare ancora avanti quest'avventura.

Consentitemi però di chiudere questi pochi righi ringraziando chi mi ha già fatto gli auguri, ricordandosene, ancor prima di questo scarabocchio.

"Grazia sei unica, sei tra le memorie storiche di questo spazio, probabilmente, molti di più di quanto no lo sia io stesso. Grazie"



PHIL COLLINS - You can't hurry love



METTO TUTTO IL TESTO, PERCHE' MI PIACE PER INTERO, COSI' COME LA CANZONE



Ho bisogno di amore, amore
Ooh, per alleviare la mia mente
e ho bisogno di trovare tempo
qualcuno da considerare mio;

Mia madre diceva
che non si può metter fretta all’amore
No, dovrai soltanto aspettare
Diceva che l’amore non arriva facilmente
Ma è una questione di scambio
non si può metter fretta all’amore
No, dovrai soltanto aspettare
Confida in un buon momento
Non importa quanto tempo ci vuole

Quanti dolori devo sopportare
prima di trovare l’amore che mi faccia vivere di nuovo
Proprio adesso l’unica cosa che mi fa andare avanti
quando sento la mia forza, ooh, è quasi andata via

Ricordo che mia mamma diceva
che non si può metter fretta all’amore
No, dovrai soltanto aspettare
Diceva che l’amore non arriva facilmente
è una questione di scambio
quanto tempo devo aspettare
quanto ancora devo soffrire
prima che la solitudine
faccia scoppiare il mio cuore

No, non posso sopportare di vivere la mia vita da solo
sono sempre più impaziente per un amore da considerare mio
Ma quando sento che io, io non posso continuare
beh queste parole preziose mi fanno andare avanti

Ricordo che mia mamma diceva
che non si può metter fretta all’amore
No, dovrai soltanto aspettare
Diceva che l’amore non arriva facilmente
beh è una questione di scambio
non si può metter fretta all’amore
No, dovrai soltanto aspettare
Confida in un buon momento
Non importa quanto tempo ci vuole, ora basta!

Adesso l’amore, l’amore non arriva facilmente
ma continuo ad aspettare
immaginandomi quella voce gentile
che mi parlerà la notte
e delle tenere braccia
che mi stringano forte
continuo ad aspettare
Ooh, fino a quel giorno
Ma non è facile (l’amore non arriva facilmente)
No, sai non è facile

Mia mamma diceva
che non si può metter fretta all’amore
No, dovrai soltanto aspettare
Diceva che l’amore non arriva facilmente
è una questione di scambio...



MATCH POINT





La signora immortalata nella foto, non passerà alla storia per la sua avvenenza e onestamente questa foto le rende ancor meno ragione del solito, resta però la moglie di uno dei più grandi tennisti della storia, Roger Federer  e da questo dato dobbiamo partire.

Ora chi non conosce lo svizzero, dovrebbe farsi un giro sul web (youtube in primis), per vedere cosa è stato capace di fare in carriera, capire come si è ricostruito più volte dopo alcuni infortuni, ma soprattutto per rendersi quanto sia davvero bravo. Un vero campione.

La foto che vedete sopra, così come per alcuni video che spopolano sulla rete in queste ore, è stata scattata durante l'incontro che si è tenuto stanotte agli Australian open, dove il marito ha vinto il suo match, arrivando in finale e trovandovi la sua nemesi, Rafael Nadal.

Si prospetta l'ennesima partita show tra i due, gran bel programma per sabato sera.

Torniamo però alla signora e a questa foto, che è diventata oggetto di scherno per la povera Miroslava. Infatti il suo maglione orribile (bisogno dirlo è davvero brutto) e la sua non prestanza fisica, l'hanno trasformata in un attimo in uno zimbello. Orde di maestri del pensieri via web, l'hanno immediatamente crocifissa, perchè l'immagine non è quella di una velina o similia. 

Ora potremmo disquisire per ore sulla non bellezza di questo capo di abbigliamento, ma ciò che mi lascia spiazzato è la vera forza mediatica che nasconde in se. E' bastato che venisse inquadrato, per demolire in un solo istante tutte quelle dotte disquisizioni sulla libertà che dovrebbero avere le donne quando scelgono come vestirsi, alcuni passaggi TV di questo pullover e in un amen tutti quei dibattiti che ci hanno insegnato a capire che la donna non è quel appare, ma quel che è, sono stati spazzati via in un attimo. Stupendo.

Stupendo, perché ha definitivamente crocifisso senza possibilità di appello, l'ipocrisia del politicamente corretto, quella branchia di pensiero che ci ricorda che dovremmo rispettare tutti sulla faccia della terra, per quello che sono e non per come appaiono. Ecco quindi sconfitto il nocciolo del finto perbenismo e del falso rispetto, che avevano già subito una sonante sconfitta con le elezioni di Berlusconi e Trump, misogeni e frequentatori di prostitute (la D'Addario e Ruby lo erano, i vari processi a carico di Berlusconi provano ciò, stessa cosa vale anche per Tump, per sua ammissione diretta, non accetto repliche a ciò).

Ed il bello (ovviamente sono sarcastico e lo specifico per chi non è capace di leggere tra le righe), è che contro la povera Miroslava si sono scagliate orde di donne, tutte stiliste o pseudo tali, presumibilmente le stesse che hanno scritto fior di post ed articoli, per protestare contro l'eccessivo costo del maglione sfoggiato della moglie di Renzi. Oramai siamo all'assurdo, il diritto alla critica è diventato obbligo di offesa, ed il villipendio è visto come sfoggio di humor, trovo ciò personalmente orribile. Le donne, che invece di creare un fronte unito e ribellarsi ai maschi, che le vedono solo come un pezzo di carne da spolpare, offrono loro il destro per nuovi attacchi, in quanto si inchiodano alla religione che contempla soltanto l'eleganza e la prestanza fisica. 
Se non sei figa, non meriti di apparire....

Consiglio quindi con molta umiltà alla signora Federer, di fregarsene delle chiacchiere e di indossare di nuovo lo stesso capo durante la finale, un pò per dimostrare al mondo che è superiore alle inutili critiche e un pò perchè ha portato fortuna al marito, mettendo poi all'asta il maglione su e bay, affermando sin da subito che il suo scopo è quello di da donare il ricavato a tutte quelle persone che non avendo nulla da scrivere, occupano comunque il proprio tempo, cercando di offendere il prossimo.

Forza Melania, ma soprattutto forza Roger, per me i Federer hanno già vinto il primo slam di quest'anno.




NO LIKE





Ci sono delle cose di cui non riesco a capacitarmi e seppure i miei pensieri corrono in controtendenza in questi giorni, non riesco a trattenerli e mi sento obbligato a parlarne.



Stiamo vivendo tutti insieme il dramma di coloro che si trovavano nell'albergo di Rigopiano e sono stati così sfortunati ad esseri lì in quel tragico momento. Parlo di sfortuna, perché è stata  di sicuro una serie di concause che ha portato all'innesco di tanto dolore e se ci sono delle responsabilità dirette, che hanno poi portato a questa strage, preferisco che prima vengano appurate e  conclamate, per potermi poi esprimere in merito, dopo aver preso coscienza dei fatti.
Non amo il giochino che impazza in rete, di dare addosso al prossimo per partito preso, anche e soprattutto se non so assolutamente nulla di ciò che dico, lascio ancora una volta il massacro mediatico ai coraggiosissimi leoni da tastiera e vili co...ni nella vita, io aspetto la verità.

Detto ciò, torno all'introduzione del post e ripeto che si basa su qualcosa che non capisco, probabilmente per mia dabbenaggine e mi riferisco ai fatti che riguardano soprattutto la spettacolarizzazione del salvataggio dei tre cuccioli trovati vivi nei resti dell'albergo sepolto dalla slavina.

Partendo dall'assunto che sono tre animali dolcissimi, molto belli e che mi fa estremamente piacere che siano scampati alla morte, non riesco a comprendere com'è possibile che essi siano diventati in poche ore delle star a cui sono state dedicate pagine di giornali, articoli televisivi, foto in ogni dove e tanto altro ancora, il tutto mentre si fa fatica a ricordare che nella stessa struttura risiedeva anche un rifugiato, quando ancora non si sa nulla di tanti che si trovavano in quel albergo, quando ancora due cuccioli di uomo sono sepolti lì sotto la neve, vivi o morti che siano.

Credo da sempre che debba esserci, almeno nella tragedia, quella misura di cui oramai abbiamo perso le tracce nella vita di ogni giorno e quel rispetto per il dolore altrui, che è comunque alla base del rapporto tra esseri umani, ed ancora una volta mi accorgo che mi sbaglio, perché  i mezzi di informazione e i facebookari di professione continuano ad inseguire quel pubblico che si esprime attraverso i like e siccome i cani e gli animali da compagnia in genere, li generano a dismisura, ecco che è sempre di più troviamo esposti al pubblico questi esseri viventi, trattati però come mere bestie, da chi ne sfrutta l'immagine per un proprio vantaggio.

Ormai è tutto mirato, tutto studiato a tavolino e l'elezione di Trump ci insegna, che il web è la nuova frontiera attraverso la quale si può raggiungere facilmente il proprio scopo, la meta da raggiungere  è lì e basta scovare quanti più mi piace, per poterla raggiungere, a costo di dire caxxate in continuità o come le chiamano ultimamente verità alternative, a costo di dimenticarsi di due bambini ed esaltare tre cuccioli, a costo di non parlare dei morti, perchè non fanno audience....

Mi spiace, io continuerò comunque a pensare che è meglio avere in vita un uomo, seppure potenzialmente cattivo, che un cane e se questa mia convinzione non mi porterà nessun like, pazienza, meglio onesto che ipocrita o peggio ancora insensibile.

A presto Edo e Samu....




SETE DI TE MI INCALZA - Pablo Neruda






Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.


Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.


Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.

La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.






CLAUDIO BAGLIONI - La vita è adesso






Sei tu che porterai il tuo amore 

Per cento e mille strade 


Perché non c'è mai fine al viaggio 


Anche se un sogno cade




ANTONELLO VENDITTI - Voglio te






voglio te, voglio te, voglio te

fino all'ultimo sguardo

all'ultimo istante all'utimo giorno che avrò.





BREATHE





Respira l'anima in me

respira il regalo del tuo amore per me


respira la vita che hai coperto prima di me


respira per farmi respirare













OPEN







Sto leggendo un libro, la cui copertina funge da introduzione a questo post e sin qui niente di nuovo, anzi chi mi conosce da un po' di tempo è autorizzato a pensare che sin qui tutto è restato esattamente come prima, si potrebbe quindi obiettare che ormai non faccio nulla di nuovo, ripetendo all'infinito un vecchio copione ed invece no.

Invece no, perché mi sto approcciando ad un genere letterario a me fino ad ora sconosciuto, le biografie o per la precisione, visto il caso, un'autobiografia.
Infatti ho sempre letto in passato cose abbastanza leggere, romanzi o come li chiamo io "fumettoni" per i quali non c'è la necessità di pensare e/o riflettere, un genere di letteratura per il quale non bisogna essere dotati di tanta intelligenza, basta avere un minimo di capacità nel visualizzare le situazioni che si stanno leggendo.
Lo ammetto, non mi è mai piaciuta l'idea di addentrarmi in qualcosa che fosse soltanto la mera riproposizione della storia e delle date salienti della vita di chicchessia, la cosa mi dava noia a prescindere e partivo quindi prevenuto.

Open invece mi ha incuriosito fin da subito (il libro è del 2011), sia per il personaggio Andrè Agassi che ne è il protagonista, un uomo che a suo modo ha sconvolto il tennis di allora portandolo nel terzo millennio, sia perché sin da subito le recensioni lo hanno battezzato come il capostipite di un nuovo modo di raccontare la vita di un essere umano. Ho deciso sin da subito che lo avrei letto.

Ecco, era il 2011, io l'ho acquistato il giorno dell'epifania 2017, ripensandoci a mente fredda ho forse lasciato passare sin troppo tempo per togliermi uno sfizio, ma sono uno che sa aspettare pur di godere appieno di un piacere e questo era il momento giusto per iniziare questa lettura. D'altronde, citando il claim di una bevanda "l'attesa è essa stessa parte del piacere"

Ho avuto modo di leggere fino ad oggi solo un centinaio di pagine, impegnandomi giusto un po' lo scorso fine settimana*, non sono per niente rimasto deluso, perchè ero già di mio affascinato dal personaggio, ma mi ha colpito il modo in cui è stato scritto il libro. Non riporta, ma racconta, fa della vita un romanzo e romanza la vita, rendendo estremamente interessante il tutto, scorrevole la lettura e intriga a tal punto, che viene spontaneo continuare. In pratica è scritto benissimo.
Con estrema sincerità, è qualcosa che mi ha dato ispirazione e voglia, ed è per questo che vi ho voluto mettere a parte di questa mia nuova lettura.



* Il giusto un pò fa riferimento al fatto che la cucciola (dovrei smettere di chiamarla così, sta crescendo, ma tant'è....) ha letto negli stessi tre giorni, tre libri intera di una saga. E' vero, si è alienata dal resto del mondo, ma ha letto molto più di me.








JOVANOTTI - Le tasche piene di sassi





Mi riconosci ho le scarpe piene di passi

La faccia piena di schiaffi

Il cuore pieno di battiti

E gli occhi pieni di te



Più che pubblicare un brano, mi piace l'idea di segnalare una frase, un pezzo, che mi ha emozionato nelle ultime ore. 


Ecco il senso che ispirerà le prossime pubblicazioni/riproposizioni musicali



IO ODIO LA NEVE







Ok, capiamoci, io non la comprendo per niente e di conseguenza la odio, lo dico sin da subito, in testa al post, così chi non trova interessante la cosa, può evitarsi il fastidio di sorbirsi i prossimi righi.

Il fatto è che non riesco proprio a trovare una ragione per la quale possa in qualche modo piacermi o regalarmi emozioni una coltre bianca, che copre e nasconde tutto. Personalmente non trovo nel freddo piacere e soddisfazione. 
Non c'è nulla, nel restare bloccati, che può farmi stare bene.

E' vero, sono di parte, perché essendo nato in un posto di mare e affermando da sempre che la mia anima è stata intinta sin da neonato in tutte le sfumature del azzurro (tranne uno dei due talloni, ma non dirò quale), io non posso che amare fino alla disperazione quella stupenda distesa di acqua e sale. 
Sono la sua varietà, la maestosità con la quale si porge e la capacità che ha di cambiare umore ed espressione in un attimo, che mi affascinano oltremodo. 
Non ricordo più quante volte, da adolescente, mi sono trovato da solo in barca e di colpo, uno scenario fatto di sole e limpidità, si trasformava in grigio ed agitazione, con il vento che si prendeva gioco di me, ma sapevo sin da allora che quella era vita, nulla è mai come sembra, niente è scontato, bisogna sempre restare all'erta o si viene punti. Il mare mi ha forgiato, con amore e grazia.

La neve invece cos'è? Acqua fredda, solidificata, che si poggia per terra e ti blocca. 
Lì dove prima c'erano strade, piazze, alberi, case, ora solo si para davanti ai miei occhi un'immensa distesa di bianco, bianco, bianco, monotonia a perdita d'occhio

Si, un giorno quella neve si scioglierà e sarà nuova linfa per le piante, ma quella è solo una conseguenza, per il momento sono bloccato.

Ok, nell'abitazione, al caldo, puoi dedicarti alla lettura, alla TV, a scoprire nuove opportunità che ti offre lo smartphone o altro ancora, ma pensandoci bene, sono le stesse identiche cose che sarei costretto a fare quando mi ritrovo malato, con la sola differenza, che io sto sin troppo bene e scoppio di energia.

E riflettendoci bene, la cosa ancor più antipatica di tutte, è che si è realmente impossibilitati a muoversi, perché tutto intorno è polare, a partire dalle temperature e quindi o indossi l'abbigliamento adatto e di conseguenza assomigli all'omino Michelin pre restyling, goffo e ridicolo nei movimenti o nulla, non puoi andare in giro e quindi casa, tv, libri etc etc

Ecco, io da anni, da quando ha fatto capolino frequentemente nella mia vita, cerco un motivo per farmi andare bene la neve, ma niente, non c'è nulla da fare, non lo trovo, probabilmente perché non c'è.

IO ODIO LA NEVE






POLVERE







Polvere ce n'è davvero tanta qui in giro da togliere, prima che tutto torni come prima, semmai succederà.

Certo, lo so bene, il posto più difficile da ripulire, lì dove tra le altre cose se n'è annidata davvero tanta e da dove dovrò cominciare ad usare molto olio di gomito, è  proprio dentro di me, ma almeno adesso di buono c'è che ho ritrovato la voglia di provarci.

Per l'ennesima volta, io, il guardiano, sono tornato a casa, anche se poi adesso sono conscio e sicuramente consapevole del fatto che dovrò trovare un nuovo modo di abitarla.

Mi sono infatti reso definitivamente conto, durante questa mia lunga assenza, che il modo in cui ho occupato questo spazio digitale per tanti anni, è ormai vecchio e soprattutto inflazionato, in pratica, quello che succedeva qui quotidianamente anni fa, è identico a quanto accadde ogni giorni sul 90% delle bacheche di Facebook. Stesso identico modo di comunicare, o quasi.
Dovrò lavorare molto su ciò che ho da dire, sul come lo vorrò porgere e anche sulle varie opportunità che oggi la tecnologia mi regala e che anni fa, era ancora inimmaginabile, la chiave del futuro dovrebbe essere lì, anche se non ho ancora ben chiaro i contorni del tutto.

Oddio, i toni e i modi  con cui mi sono espresso  negli anni e che sono stati e saranno la mia cifra stilistica, sono estremamente diversi da quelli che ritrovo durante i miei giri sul social network blu. Qui l'arroganza non è mai stata la benvenuta e la presunzione di essere sempre e comunque nella ragione, non ha mai albergato in me.
Poi è ovvio, ognuno ha le proprie opinioni e le difende, sulla base delle proprie convinzioni, ma questa è un'altra la storia.

C'è quindi di buono che vorrei riprovarci, senza avere nessun timore per il risultato, perché non devo rendere conto a nessun pubblico, in quanto questo blog, tranne qualche sporadico frequentatore, è ormai morto.

Anzi no, per la precisione lo era.

Da oggi si ricomincia