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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


NUOVO TRADUTTORE







Questa è semplicemente un'informazione di servizio, nulla di più che una semplice comunicazione.

Mi è stato fatto notare qualche giorno fa, da un nuovo naufrago, che il traduttore che avevo messo in alto a destra nel blog, non funzionava bene e dopo un'attenta verifica (ho premuto sul pulsante e non è successo nulla) ho provveduto alla sostituzione del widget, con un nuovo traduttore. Quello originale di Google, per intenderci.

Non che la cosa possa in qualche modo smuovere o cambiare il senso delle idiozie che scrivo in italiano, rendendole più chiare a chi le legge in una lingua diversa, stupidità sono e stupidità restano e nemmeno aumenteranno il mio pubblico all'estero, dove in realtà questo blog funziona benissimo (ma ve ne parlerò nei prossimi giorni) è semplicemente un di più che offro a quelle persone, che non conoscendo la nostra lingua, si approcciano ai miei post.

Grazie della pazienza

CANZONI STONATE - Cara



Non sarebbe mai stato credibile questo mio spazio senza una canzone di Lucio Dalla e questa è perfetta adesso 




CARA - Lucio Dalla





Conosco un posto nel mio cuore

dove tira sempre il vento

per i tuoi pochi anni

e per i miei che sono cento....




Non smetterò mai di pensare che questa sia la più tragica e al tempo stesso la più dolce della canzoni d'amore dedicate al momento in cui ci si lascia, mettendo così la parola fine ad un amore. 

Le parole che ho scelto per racchiudere il senso della canzone, come sempre, non sono mai casuali.







CI SARAI - Francesco Renga



Tienimi tra le tue braccia 
ancora per un pò 






IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BING BANG - Jovanotti



Il piu grande spettacolo 
dopo il bing bang 
io e te

IO E TE





PENSIERI INNAMORATI 029



Sei la mia festa di San Valentino quotidiana.


PENSIERI INNAMORATI 028



Hai un sorriso così bello, che rendi migliore chiunque possa vederlo.

(cit. Homer Simpson)



AMMOREMIO








Erano anni che non scrivevo un racconto, erano anni che non mi cimentavo con qualcosa di complesso come una storia, ed ho dovuto ricominciare con qualcosa che fosse per me familiare, cosa lo scoprirete verso la fine. 
Spero non vi dispiaccia lo scritto nel suo complesso, che vogliate condividerlo se dovesse piacervi e vabbè, che dire, buona lettura.



Era una serata particolare, l'indomani sarebbe stato il suo compleanno, le sue nozze d'oro con la vita e siccome quel anno l'avvenimento sarebbe coinciso con un lunedì (mai come adesso aveva un senso odiare un inizio di settimana), avevano deciso che avrebbero festeggiato da soli il giorno prima.

Si erano quindi svegliati tardi quella domenica mattina e nella semioscurità della loro camera si erano concessi un pò di coccole a letto, così come fanno i giovani innamorati, quali d’altronde erano per davvero, perché seppure l'età anagrafica ricordava loro che la fanciullezza era passata da un bel po’ di tempo, la felicità e l'euforia dei loro cuori, faceva invidia chi li conoscevano.

E come dar loro torto? Era successo tutto in fretta, incredibilmente e dannatamente in fretta, che ripensandoci ancora oggi, dopo alcuni anni, facevano fatica a capacitarsi di cosa era capitato loro.

Si erano conosciuti e quasi frequentati per alcuni mesi. C’erano stati saltuari scambi di saluti e cordiali frasi di circostanza, poi all'improvviso, senza una sola ragione, senza un valido motivo, quasi per caso, la vita aveva fatto scoprire loro che erano indispensabili l'uno per l'altra, avevano capito che le loro esistenze erano state prima di quel momento vuote e inutili e che non avrebbe avuto alcun senso vivere separati.

Questa scoperta però coinvolgeva automaticamente tutte le altre persone che facevano parte delle loro vite, compagni, figli, parenti e amici. Si resero conto sulla loro pelle, nell’istante stesso in cui decisero di dare quella svolta inattesa alle loro vite, che avevano terremotato le altrui esistenze e questo rallentò di molto il processo di assestamento, ma non lo fermò perché erano nati per vivere insieme e nulla avrebbe impedito ciò.

Si presero il loro tempo, tutto quello che serviva loro, ma alla fine trovarono un equilibrio, decisero e procedettero spediti per la loro strada, spiegando a chi potevano spiegare e mettendo di fronte al fatto compiuto, chi non avrebbe avuto i mezzi per capire.
La loro scelta fu felice, ed ancora oggi lo erano, certi che tutta quella gioia non li avrebbe abbandonati facilmente.

Ed ora stava rientrando a casa, dopo aver esaudito quel suo strano desiderio, un paio di pizze per cena. Strano perché avevano pranzato in un ottimo ristorante vicino al mare, dove  ovviamente servivano esclusivamente pesce, scelta sulla quale si era impuntato lui, perché non aveva assolutamente voluto che lei si mettesse ai fornelli quel giorno.

Era una cuoca di mestiere, di quelle che avrebbero resuscitato i morti con il solo profumo dei suoi piatti, ma era allo stesso tempo parte della festa e non al servizio della stessa. Lei era la sua sorridente metà, senza di lei non avrebbe avuto senso festeggiare quel compleanno e non avrebbe mai voluto che i suoi occhi incantevoli verdi mostrassero un solo barlume di stanchezza. L’amava per davvero ogni giorno di più e anche se tutto ciò poteva sembrare impossibile, chi lo ha detto che le vie del cuore debbono seguire quelle del raziocinio?

Erano passati poco più di due anni, da quando l’aveva conosciuta ed amata, ma ogni istante era stato per lui eterna felicità, ne serbava il ricordo in maniera indelebile e questo gli consentiva di essere sempre premuroso nei suoi confronti.

Le pizze non erano un gran che e nessuno più di lui poteva saperlo. Era di orgine meridionale ed aveva vissuto sin troppo tempo nei ristoranti, ricevendone però in cambio la capacità di affinare il palato a tal punto che riusciva a sentire ogni sorta di retrogusto nei piatti che assaggiava, ma che la pizza fosse pessima, quello lo avrebbe capito chiunque, anzi nessuno più della sua dolce metà poteva saperlo, ma lei la desiderava quella margherita e avrebbe avuto quella pizza.

Girò con la mano destra la chiave nella porta, mentre i cartoni in bilico sul braccio sinistro e fu accolto dalla solita luce soffusa del salotto, che tanto gli piaceva. Era un’ambientazione che  sapeva di intimo, aveva il dolce gusto di baci e carezze scambiate sul divano, era la  loro isola felice, una penombra che spesso nascondeva a prima vista i loro piccoli e intimi momenti di reciproco desiderio, nullo che non si possa fare alla luce del sole, ma a loro, quel gioco di ombre piaceva da morire. Avevano passato splendide ore immersi in quell’assenza di luce, stuzzicando delicatamente i reciproci sensi, prima concludere poi tra le pareti della loro stanza, quel sensuale gioco di eros e amore.

Si avviò verso la cucina, dove avrebbe posato i contenitori sul tavolo e stava per chiamarla, quando la intravide che gli andava incontro, felina, con indosso soltanto la sua camicia azzurra preferita, abbottonata soltanto con gli ultimi bottoni in basso, così da nascondere a malapena la sua intimità, ma rendendo estremamente sensuale ogni suo movimento.
Aveva forme generose che si intravedevano all’interno di quella scollatura artificiosa e la gola gli andò in fiamme in un solo istante, perché sapeva cosa quei lembi di stoffa nascondevano alla sua vista.
Aveva poi sciolto i capelli, che le arrivavano sino al colletto della camicia e non aveva nemmeno un filo di trucco. Era naturalmente bella e si era vestita soltanto di quella tremenda bellezza che fece prigionieri lui ed il suo cuore qualche anno prima.

Amava quella donna, la amava alla follia e non lo aveva mai mai mai sfiorato un solo dubbio, sin dall’istante stesso in cui lo aveva stregato con il suo sorriso. Lei lo rendeva felice, semplicemente perché esisteva.

Con le mani gli stava indicando il divano, lasciandogli balenare nella mente dolci fantasie che tra li a poco si sarebbero tramutate in tangibili realtà e così obbedientemente si sedette, aspettò che si avvicinasse e con le mani si avvicinaò a quegli ultimi bottoni della camicia…..



Un rumore in cucina, un miagolio, il gatto doveva avere fame.

Si riprese a fatica dal suo torpore, si era addormentato davanti alla TV e l’aveva sognata, di nuovo. Ancora oggi, dopo così tanto tempo, lei era musa e desiderio, fantasia e dolore, la sola ragione della sua vita per cui era ancora vivo ed il motivo che desiderava di morire ogni giorno. Lei era l’amore per cui avrebbe rinunciato a tutto per ricominciare daccapo, altrove, se solo lo avesse ascoltato, se solo gli avesse permesso di dirle guardandola negli occhi, che l’amava.

Abbasso il volume della TV, mentre Renato Zero iniziava a cantare Magari, perché in quel momento non aveva nessuna voglia di confondere la sua voce rotta dal pianto, con quella del cantante romano. Si asciugò per l’ennesima volta le lacrime con il dorso della mano, guardò fuori dalla finestra e si ricordò che quello che stava arrivando non era più solo il suo ennesimo compleanno, no, quello era l’anniversario del giorno in cui aveva capito che non avrebbe avuto mai più nessun altra donna nella sua vita. Quello che stava per iniziare era il giorno in cui lei gli aveva regalato il suo cuore, il dono più dolce e allo stesso tempo più tragico che avesse mai ricevuto, perché da lì a qualche ora sarebbe andata via, lasciandolo senza una spiegazione, senza una motivo, senza una parola, lasciandolo in balia di qualcosa tremendo, di immenso e  di imbattibile, l’amore infinito che provava per lei.

Ciao ammoremio, ovunque tu sia, sappi che il tuo cuore è in buone mani e lo custodirò in silenzio, con cura, perché la tua  felicità è per me la sola ragione di vita.
Ti amo

Sussurrò sottovoce, spense la luce e rimase in attesa, sdraiato sul divano, aspettando che si facesse giorno.







IL NOSTRO CONCERTO - Claudio Baglioni



Ovunque sei, se ascolterai
Accanto a te mi troverai
Vedrai lo sguardo
Che per me parlò
E la mia mano
Che la tua cercò 






ALMENO PENSAMI - Ron






Ah fossi un piccione
Che dai tetti vola giù fino al suo cuore
Almeno fossi in quel bicchiere
Che quando beve le andrei giù fino a un suo piede
Fossi morto tornerei
Per rivederla ogni mattina quando esce
Avessi il mare in una mano
Ce ne andremo via fino al punto più lontano
Almeno pensami
Senza pensarci pensami
Se vai lontano scrivimi
Anche senza mani scrivimi
Se è troppo buio chiamami
Prendi il telefono parlami
Io e la notte siamo qua
Ma come si fa
A tenere un cuore
Se ho le mani sempre sporche di carbone
Son già passati mille anni
Tanto è il tempo che ti guardo e non mi parli
Senza lei io morirei
Ma chiudo gli occhi e so sempre dove sei
Sempre più lontano
O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano
Almeno pensami
Senza pensarci pensami
Se vai lontano scrivimi
Anche senza mani scrivimi…
Se è troppo buio chiamami
Prendi il telefono, parlami
Io e la notte siamo qua
Ma come si fa
Almeno pensami
Senza pensarci pensami
Se vai lontano scrivimi
Anche senza mani scrivimi…
Se è troppo buio chiamami
Prendi il telefono, parlami
Io e la notte siamo qua…
Se è troppo buio svegliati
Se stai dormendo sognami
Se mi sogni io sono lì
Dentro di te
Sempre più lontano
O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano

PENSIERI INNAMORATI 027



Ci vuole troppa fantasia per immaginare un possibile futuro senza di te


PODCAST - Almeno pensami



Nuova puntata del mio Podcast, che premetto è stato inciso davvero in tranche emotiva 


KAMIKAZE - Lucio Dalla





fuori di te

c'è solo il vuoto,

perso...