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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


AGGIORNAMENTI VARI 2011 - n° 03








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Woaw, il guardiano è ancora capace di fare una sottrazione a mano, starai pensando. No, non è questo che voglio farvi sapere, ma voglio evidenziare il risultato di questa operazione. Quelle sono le pagine di questo blog visitate dal 27 gennaio 2011 al 27 febbraio 2011, in pratica nell'ultimo mese (fonte google). 
Questo vuol dire che in un solo mese ho ricevuto molte più visite di tutto il primo anno di vita di questo blog. Questo vuol dire che la media giornaliera di visite è di gran lunga superiore all 400 unità, questo vuol dire grandissima responsabilità verso chi si approccia qui da me e se possibile ancora maggiore attenzione verso le cose che pubblicherò in futuro. 
Grazie dell'attenzione a tutti voi naufraghi, a voi che siete qui periodicamente e non sporadicamente, a voi che mi onorate della vostra presenza e del vostro affetto.



UNA STORIA   clicca qui

Allora, partiamo dalle dolenti note. 
Mi sono impantanato o meglio mi ero trastullato sul fatto che i primi due capitoli sono venuti fuori facilmente che davanti al terzo mi sono bloccato, non perché non sappia cosa scrivere, ma perché ho davanti due opzioni e quindi sono al bivio che deciderà il futuro dei protagonisti. Gran bel dilemma non sapere cosa scegliere avendo varie possibilità ed è ancor più brutto che non avere idee.
Però ho preso una decisione, inizio a pubblicarlo e lo farò a breve, con cadenza settimanale e probabilmente togliendo spazio a una delle rubriche fisse. E' una scelta dettata dal fatto che non riuscirò a comprimere la storia in soli 5 capitoli e quindi così avrò tempo a sufficienza per scrivere, riscrivere, cancellare e poi stendere definitivamente ogni capitolo della storia.
Quindi a breve (forse già a fine settimana) si comincia, spero di non deludervi troppo.



IO SONO QUI

Questo nome dice poco a pochi. 
E' il mio altro blog pubblico, quello che da oggi ho chiuso al pubblico e che sto cambiando totalmente (anche per questo non c'è il rimando diretto). 
Ho intenzione di stravolgerlo del tutto e di farne un luogo dove raccogliere tutto ciò che scrivo. Non ho un archivio ordinato dei miei racconti e delle mie poesie e forse è il caso che inizi a dare un senso al mare magnum di cose che ho messo nero su bianco.
Comincerò con il racconto, che lì sarà pubblicato di continuo, anche per dare modo a chi volesse, di recuperare quando ne ha la possibilità, un eventuale capitolo perso.



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Notizie sulla vicenda 0, come interpretare la cosa?
Io mi auguro sempre in maniera positiva, anche se onestamente tutto questo silenzio dell'opinione pubblica intorno alla vicenda, tutto ciò che succede nel mondo arabo al momento, mi fa temere che al più presto il regime iraniano possa passare alle vie di fatto e avvisare il resto del mondo (distratto da altro) solo ad esecuzione avvenuta.
Brutto a dirsi, ma estremamente probabile sapendo come ragionano di solito i dittatori fanatici religiosi. 
Di cuore, mi auguro di sbagliarmi.



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DIETRO LE QUINTE








Quando scrivo un post come quello di venerdì scorso (AL BUIO clicca qui), il giorno dopo spiego sempre che ho bisogno di una piccola pausa, per lasciar decantare tutto quello che è successo intorno a quello scarabocchio. 
Oggi che è lunedì, rispetto al momento della pubblicazione, di giorni ne sono trascorsi tre, ma mi prendo lo stesso un momento tutto mio, per lasciar scorrere la gioia che è confluita in me dopo aver preso coscienza dei vostri commenti. 
Emozionanti.

Il fatto è, che un post come quello ultimo, è un'esperienza totalizzante in primo luogo per me che lo scrivo. 
Io non sono capace di pensare ad un racconto, io lo devo vivere in prima persona e quando succede com'è successo mercoledì sera, poi viene fuori la necessità di metterlo nero su bianco immediatamente.
Il problema nasce poi successivamente, perché non sono mai contento delle parole che adopero, cerco sempre di migliorarmi, rendere sempre più fluidi i concetti, voglio che chi mi legge si immedesimi e sia partecipe del mio stesso stravolgimento. 
Ogni post del genere è un parto davvero difficile.


Ecco, forse rappresentandolo come un parto, come un travaglio lungo e complesso, riesco a darvene un'immagine vicina al vero. 
Nello scrivere uno scarabocchio di questo tipo, devo essere bravo a  tirare fuori l'essenza più intima di quello che ho dentro, devo farlo con un mezzo improprio come le parole e far arrivare le mie sensazioni a chi mi legge, senza scadere nel volgare e cercando di non ripetermi. Converrete anche, che quando si parla di due persone che si amano, la cosa è davvero difficile.

Io non riesco ad immaginare l'idea di scrittura, come quella di liberazione. Per me ogni post è qualcosa di mio che regalo al mondo, di conseguenza poi lo seguo e non riesco a staccarmene. Sono a dir poco trepidante nelle ore successive alla pubblicazione, aspetto di sapere, di conoscere gli umori di chi mi legge e ho sempre il sacro timore di aver sbagliato. Credetemi, sono a dir poco in fibrillazione.

Poi iniziano a fioccare i commenti. 
Ecco, chi come me scrive un blog e lo fa incoscientemente, senza pensare troppo a cosa ne deriva, ha una sola soddisfazione, i commenti. Sono convinto che quello che scrivete in calce ad un post non deve per forza di cosa essere un complimento, ma rappresentare i vostri pensieri spontanei, quello che immediatamente vi viene da dirmi, quello che volete io sappia. 
Però spesso e volentieri (per fortuna) mi regalate dei complimenti e io ancora oggi non riesco ad abituarmici. Non riesco a capacitarmi del fatto di aver scritto qualcosa di "speciale" se non dopo qualche mese, quando mi trovo a rileggere un post, a farlo a mente fredda e a venirne di nuovo stravolto. Quindi sul momento l'unica cartina tornasole che ho per capire se ho sono arrivato al cuore delle vostre anime, sono le parole che mi regalate e credetemi fremo nell'attesa di sapere cosa ne pensate, sempre.

Ora tutto ciò, come ben capirete, è un'esperienza totalizzante, che mi prende e mi stanca sino al profondo dell'anima, per questo ho bisogno di "riposare" e spero non me ne vorrete se oggi lo faccio stravolgendo la routine di questo blog, non pubblicando il cortometraggio e avendovi raccontato il dietro le quinte di un post.

Vi devo un'ultima cosa e rispondo così alla stessa domanda, che mi è giunta spesso e da più parti.
Non esiste una donna che al momento che vive con me queste sensazioni e divide con il sottoscritto ciò che leggete. 
I miei sono un misto di ricordi e desideri, voglia che tutto ciò si avveri e speranza di viverlo, così come lo sento e non come lo scrivo, perché per quanto io voglia essere bravo, per quanto io cerchi di coinvolgervi nel racconto, non riuscirò mai a ridurre a lettere la grandezza di ciò che ho dentro e non perché dentro di me ci sia qualcosa di grande, ma perché è l'animo umano che è davvero immenso, quando ama.


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CLAUDIO BAGLIONI - E tu




accoccolati ad ascoltare il mare
quanto tempo siamo stati
senza fiatare
seguire il tuo profilo con un dito
mentre il vento accarezzava piano
il tuo vestito
e tu
fatta di sguardi tu
e di sorrisi ingenui tu
ed io
a piedi nudi io
sfioravo i tuoi capelli io
e fermarci a giocare
con una formica
e poi chiudere gli occhi
non pensare più
senti freddo anche tu
senti freddo anche tu
e nascoste
nell'ombra della sera poche stelle
ed un brivido improvviso
sulla tua pelle
poi correre felici a perdifiato
fare a gara per vedere
chi resta indietro
e tu
in un sospiro tu
in ogni mio pensiero tu
ed io
restavo zitto io
per non sciupare tutto io
e baciarti le labbra
con un filo d'erba
e scoprirti più bella
coi capelli in su'
e mi piaci di più
e mi piaci di più
forse sei l'amore...
e adesso non ci sei che tu
soltanto tu e sempre tu
che stai scoppiando
dentro il cuore mio
ed io che cosa mai farei
se adesso non ci fossi tu
ad inventare questo amore
e per gioco siam caduti coi vestiti in mare
ed un bacio e un altro e un altro ancora
da non poterti dire
che tu
pallida e dolce tu
eri già tutto quanto tu
ed io
non ci credevo io
e ti tenevo stretta io
coi vestiti inzuppati
stare li' a scherzare
poi fermarci stupiti
io vorrei cioè
ho bisogno di te
ho bisogno di te
dammi un po' d'amore...
e adesso non ci sei che tu
soltanto tu e sempre tu
che stai scoppiando dentro il cuore mio
ed io che cosa mai farei
se adesso non ci fossi
tu ad inventare questo amore.


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DOMENICALE - Arturo Brachetti





E' come con i grandi maghi, quando smetti di chiedere come fanno è il momento in cui inizi a goderti fino in fondo lo spettacolo. Io con lui non mi sono mai posto la domanda, ma ho una mezza idea della tecnica che usa, ma lo fa con una tale velocità e creando un sorta di simbiosi tra se e il pubblico tale, che rimanere estasiati è il minimo.


Adoro Arturo Brachetti



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FOTOGRAFICO - Parigi 2

Torre Eiffel vista dal Trocadero



Ognuno di questi luoghi rievoca un ricordo dolcissimo ed è  per questo che ho deciso di metterli tutti insieme. L'Italia è tutta stupenda, ma Parigi è da visitare.



I giardini del Lussemburgo




Notre Dame de Paris




La Senna di notte



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FOTOGRAFICO - Parigi 1

Parigi dalla Torre Eiffel

Ci sono stato, l'ho amata e ho dei ricordi stupendi legati a questa splendida città. Con queste foto gli rendo un piccolo omaggio e lo faccio anche a tutto ciò che mi ha lasciato dentro e che spero mi farà di nuovo provare.



Louvre



La metropolitana di Parigi



Montmatre



L'arco di trionfo


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PAUL MC CARTNEY - No more lonely nights



Non posso aspettare un altro giorno finchè non ti avrò chiamata

Hai il mio cuore su una corda ed è tutto in bilico

Ma un'altra notte solitaria - un'altra, un'altra
Potrebbe durare per sempre - un'altra, un'altra
Ci siamo dati la colpa a vicenda

Per me è sempre tutto lo stesso
Amore

Perchè so che ciò che provo è vero
Niente più notti solitarie
Niente più notti solitarie

Tu sei la luce che mi guida
Giorno o notte - Sono sempre là

Potrò mai perdere questo brivido - un'altra, un'altra
Di essrti vicino? - e un'altra, un'altra
E se ci vuole un paio d'anni
Per trasformare le tue lacrime in risate

E farò ciò che ritengo giusto
Niente più notti solitarie
Non ce ne saranno altre

Niente più notti solitarie...

E non andrò via finchè non me lo dirai

No, non andrò mai via

So che ciò che provo è vero
Niente più notti solitarie
Non ce ne saranno altre

Niente più notti solitarie...

E non andrò via finchè non me lo dirai
No

Non andrò mai via

E non andrò via finchè non me lo dirai
No

Non andrò mai via

Niente più notti solitarie
No
No







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AL BUIO







Due righe sono necessarie, prima che vi introduciate nella lettura che segue.

Chi mi conosce e mi onora della sua amicizia, chiacchierando con me e non con il guardiano, sa che una delle frasi che ripeto spesso è che ritengo che fare l'amore sia la sola "avventura" umana che coinvolge i cinque sensi e la fantasia. 
Questo post nasce da una domanda e da una sottrazione, cosa succederebbe, se due persone che realmente si amano, decidessero di negarsi uno sei sensi?


Buio compatto.

L'oscurità che abbiamo voluto per noi, per questa notte solo nostra, adesso ci circonda e ci avvolge. 
Sento la tua presenza, il tuo profumo e penetro all'interno di questa magica atmosfera alla ricerca del tuo io più profondo. Voglio percepire, vivere il tuo amore, sentirlo scorrere dentro di me come non abbiamo mai fatto fino ad'ora.

Ho creato sul pavimento un corridoio di candele, perché ci conducesse fino alla porta di questa camera da letto, calandoci però lentamente in questa nostra follia. Mi hai preceduto in questi pochi metri e le flebili luci che ti illuminavano rendevano ancora più dolce il tuo sinuoso corpo. Di te conosco ogni curva, ogni singolo neo e seppure ti ho fotografata dentro di me, non ricordo una sera in cui tu sia stata più bella di adesso, magnificamente femmina in ogni tuo passo.

Le mie mani scrutano delicatamente i tuoi abiti alla ricerca dei bottoni che li tengono insieme. Ho sempre amato spogliarti e mai ho voluto che lo facessi tu, avrebbe reso il nostro incontro volgare, ma ora con ancora più lentezza del solito,  lascio scivolare lungo i tuoi fianchi gli indumenti che indossavi sino a poco fa, così che di niente vestita ti offri alla mia immaginazione. 

Sento che mi cerchi e mentre ti avvicini sempre più il tuo profumo mi ruba l'aria. Lentamente ti accosti a me e brividi di piacere sconosciuti, lentamente pervadono il mio corpo, arrivando poi intensi e dirompenti al centro della mia testa, man mano che la tua pelle entra sempre più a contatto con la mia.

Anche se siamo al buio, supero la barriera di questa mia momentanea cecità con le mani che guidano le mie labbra di nuovo alla scoperta di ogni tuo angolo, la mia bocca ardentemente si ciba di te, di ogni millimetro della tua pelle. Assaporo il tuo corpo, lascio che i tuoi respiri si fondano con i miei, non riesco a capire dove sono di preciso, ma so che dev'essere da qualche parte in paradiso, perché mentre ti accarezzo il volto e le mani scostano leggermente i tuoi capelli, ho l'impressione di avere tra le mie braccia un angelo.

Fremi di passione e le mie labbra si appropriano delle tue, mentre ogni nostro respiro è fatto di desiderio e di amore. Sento in questo momento un'intensità quasi del tutto sconosciuta, come se fosse adesso la prima volta in cui ti regali a a me. Abbiamo ormai superato tutti i limiti fisici a cui ci obbligavano i nostri corpi, percepisco  le tue sensazioni come se le stessi vivendo dentro di me.

Sfioro i tuoi fianchi, stringendoti lentamente ancor di più il tuo corpo al mio, sento la sommità dei tuoi seni che prende delicatamente posto nella mia anima e tutto ciò mi fa tremare di un piacere sconosciuto, i sospiri  però mi muoiono in gola, vivo solo di te, mentre sento che mi vuoi ancor di più e io ancor di più mi dò.

Davvero questa notte ho capito quanto gli occhi non servono quando sono i cuori a parlare e mentre scivoliamo via da questa nuvola che ci ha ospitato, un riflesso di luce squarcia il buio per appoggiarsi sul tuo volto e così mi rendo conto di quanto oggi sei  bella più che mai, di quanto sono fortunato che tu sia mia.



Una sola cosa desidero aggiungere. 

Il sottofondo musicale (che ultimamente mancava), non è casuale. Ho scelto la base musicale di "ballando al buio" degli Stadio, sia per il titolo che è abbastanza simile a quello dl post, sia perché la melodia si sposa in maniera perfetta con quanto ho scritto e sia perché in qualche modo il titolo rilancia pure VUOI BALLARE CON ME? clicca qui, un altro scarabocchio che ho scritto un anno fa e che amato tantissimo.





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FIORELLA MANNOIA - Quello che le donne non dicono





Se qualcuna delle naufraghe che ormai hanno residenza stabile sull'isola, prova solamente a pensare che ho messo questa canzone, al posto d'onore di oggi, solo perchè sono un parac..o, beh ci ha preso :-)))

Scherzi a parte, è sin dall'inizio della settimana che avevo deciso che questa sarebbe stata l'ultima  di Fiorella Mannoia e non sapete quanto mi sono barcamenato per non cedere alla tentazione di inserirla in un qualsiasi altro giorno di quelli passati. Non sembra, ma anche cercare delle canzoni da mettere qui è faticoso, ma  anche altrettanto gratificante,  visto il vostro affetto sempre crescente che mi portate.



Ci fanno compagnia certe lettera d'amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po'
è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si".
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà...
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c'è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po'
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate ,
ma potrai trovarci ancora quì
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro "si",
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"






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FIORELLA MANNOIA - Oh che sarà



Ah che sara' che sara'
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste e nelle parole
che accende candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza
quel che non ha ragione ne mai ce l'avra'
quel che non ha rimedio ne mai ce l'avra'
quel che non ha misura.

Ah che sara' che sara'
che vive nell'idea di questi amanti
che cantano i poeti piu' deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai e dai delle meretrici
nel piano derelitto dei bambini
ah che sara' che sara'
quel che non ha decenza ne mai ce l'avra'
quel che non ha censura ne mai ce l'avra'
quel che non ha ragione.

Ah che sara' che sara'
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare
che tutte le campane andranno a cantare
e tutti i figli insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
perfino il Padre Eterno da cosi' lontano
guardando quell'inferno dovra' benedire
quel che non ha governo ne mai ce l'avra'
quel che non ha vergogna ne mai ce l'avra'
quel che non ha giudizio.

Ah che sara' che sara'
quel che non ha governo ne mai ce l'avra'
quel che non ha vergogna ne mai ce l'avra'
quel che non ha giudizio.
Ha che sara' che sara'
quel che non ha governo ne mai ce l'avra'
quel che non ha vergogna ne mai ce l'avra'
quel che non ha giudizio







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MICHAEL JACKSON - Remeber the time




Ti ricordi quando ci innamorammo
eravamo così giovani e innocenti allora
ti ricordi com'è tutto iniziato
sembrava come paradiso allora
perchè è finito?

Ti ricordi in autunno
eravamo insieme tutto il giorno
ti ricordi ci tenevamo le mani
e ci fissavamo negli occhi (dimmi)
 
ricordi quei tempi
quando ci innamorammo
ricordi quei tempi
quando ci incontrammo la prima volta
ricordi quei tempi
quando ci innamorammo
 

ricordi quei tempi
come usavamo chiaccherare (lo sai)
stavamo al telefono dalla notte all'alba
ricordi tutte le cose che dicevamo come "ti amo tanto
non ti lascierò andare"
ricordi in primavera
ogni mattina cantavano gli uccelli
 
ricordi quei tempi speciali
continuano a ritornare nella mia mente
ricordi quei tempi
quando ci innamorammo
ricordi quei tempi
quando ci incontrammo la prima volta ragazza
ricordi quei tempi
quando ci innamorammo

ricordi quei tempi
quelle dolci memorie mi saranno sempre care
e ragazza non importa cosa fu detto
e non dimenticherò mai cosa avevamo baby
 
ricordi quei tempi
quando ci innamorammo
ricordi quei tempi
quando ci incontrammo la prima volta
ricordi quei tempi
quando ci innamorammo
ricordi quei tempi
 
ooh ricordi quei tempi
ricordi ragazza ricordi quei tempi
al telefono io e te
sia all'alba due o tre
cosa ci è successo ragazza
 
ricordi quei tempi nel parco sulla spiaggia
ricordi quei tempi
io e te in Spagna
 
ricordi quei tempi
cosa cosa
 
ricordi quei tempi
ooh...nel parco
 
ricordi quei tempi
dopo la notte...



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ISTANTANEA




ORE                           7.20;


TEMPERATURA      1,5°;


CIELO                        Grigio scuro compatto, tendente al nero;


VENTO                       Presente, intenso, costante, ma non violento, anche se ho le mani irrigidite dal freddo;


ACCESSORI               Sciarpa e cappello d'ordinanza indossati, i guanti quelli non li sopporto. Se proprio devo rovinarmi le mani (l'unica cosa che di me curo) preferisco che succeda con il freddo.



Ed è con questo quadro generale dell'ambiente che mi circondava, che questa mattina ho aperto il cancello del cantiere. Quando ci sono queste condizioni meteo estreme, ringrazio sempre il mio "immeritato" foglio di carta, che mi consente un riparo invece di obbligarmi a rimanere all'aperto per otto ore di fila.
Il fatto è che non solo la temperatura è bassa, ma che viene sbattuta in faccia tagliente, costante, incessante, da un vento freddo davvero Caino, perché non soffia da un'unica direzione, ma che muta continuamente lato e quindi il corpo percepisce una temperatura molto più bassa di quella che realmente viene segnalata dal termometro della macchina.
E' un po' come quando d'estate l'umidità alza la temperatura di 5 o 6 gradi, con la sola differenza che lì i pensieri si fanno liquidi, qui invece si solidificano come cubetti di ghiaccio ed è inutile immaginarsi alle Maldive o teneramente abbracciato alla mamma dei tuoi desideri, il vento continua a soffiare e il freddo a farsi sentire.

Oggi è così gelida la mattina, che gli operai di solito restii a perdere anche una sola ora di lavoro, sono scappati a casa lasciandomi solo e io che ho degli appuntamenti qui, passo il mio tempo ad osservare la punta dei cipressi che ho di fronte ondeggiare a tempo con le folate di vento, mentre delle gazze cercano riparo nel piano interrato del fabbricato.
E' così tranquilla questa zona, che già di suo i rumori della città arrivano ovattati, quando poi il vento soffia in direzione contraria come adesso, non si sente davvero nulla e mentre tutto taceva, mi sono concesso il lusso di imprimere con calma l'istantanea di questi momenti su un foglio di carta e di scrivere un racconto che ieri sera è venuto da solo a galla (non quel racconto, un altro) e che spero di pubblicare domani, facendovi così passare un fine settimana "fuori dall'ordinario".

Però adesso mi devo riprendere, il rappresentante tra poco arriva e io devo svestirmi in tempo dei panni del guardiano e indossare quelli del compito geometra, ricordandomi però di non togliere dal volto la mia espressione tranquilla, che ho di certo in questo momento.




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FIORELLA MANNOIA - Io posso dire la mia sugli uomini



Qualche giorno è molto meglio
qualche giorno non mi sbaglio
vedo chiaramente quel che c'è
le colline, le vetrine
la mia stanza da imbiancare
questa faccia che va bene... già com'è.
Guardo in faccia il sole
fino a lacrimare
fino a che... si vedrà
chi per primo abbassa gli occhi

Le mie amiche sono amare
se si parla un po' d'amore
tanto ognuna sa comunque... quel che sa

Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò.
Ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò

. . . . . .

Qualche giorno è proprio meglio
ogni minimo dettaglio
sento chiaramente quel che c'è
le risate, le sirene,
le sorprese di un aprile
questo cuore che va bene... già com'è.
E profumi e odori
sono un po' più veri
fino a che... si vedrà
chi per primo abbassa il cuore

Le mie amiche sanno stare
dalla parte dell'amore
tanto ognuna sa comunque... quel che sa

Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò.
Ma posso dire la mia sugli uomini
la tazza di latte che scotta
e quella coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò

Qualche giorno è sempre meglio
guardo avanti e non mi sbaglio
so precisamente cosa c'è per me

E posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò.
Ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò...



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DIANE KRALL - The look of love



Ho visto lo sguardo 
di un bambino con un sonaglio
  Ho visto lo sguardo 
di un eroe in una battaglia
  Ho visto lo sguardo di una tartaruga dal cuore malato d'amore
Ma lo sguardo che ti lascia scosso è lo sguardo di amore

  Ho visto lo sguardo di un fantino  vincitore
  Ho visto lo sguardo di un uomo grasso a cena
Ho visto lo sguardo degli astronauit  nello spazio in alto
  Ma l'aspetto che chiude il libro è lo sguardo di amore

  Si tratta di tuono, i temporali
  La più dolce brezza
E 'amichevole, è spaventoso
  E' più sorprendente starnuto di un elefante

  Ho visto lo sguardo di ogni singola sposa
  Ho visto lo sguardo che il borsista al suo fianco ha
  Ma c'è uno sguardo per il quale io darei la mia vita
 E adesso che  siamo bloccati in un meraviglioso abbraccio  è su quella tua faccia da favola
  E 'questo un aspetto favoloso del tuo amore per me
Questo è quello che voglio vedere
Il tuo sguardo di amore per me




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IPER - Regalami un sorriso






DUE PREMESSE NECESSARIE

  1. Credo che due anni nella vita di un blog, soprattutto se come questo pieno di cose da leggere e vedere, siano più che sufficienti per dichiarare "prescritto" un post e poter così scrivere intorno alla stessa idea un nuovo scarabocchio. Anche perché, seppure il titolo è simile a quello del marzo 2009, così come lo spirito di fondo, il punto di partenza e lo sviluppo sono di gran lunga diversi;
  2. Ho volutamente iniziato in maniera leggera il racconto di questa mia "avventura" in un supermercato con i post precedenti, in modo tale di poter poi arrivare a dire qualcosa di un po' più sensato con questo, che conclude la serie. Non voglio solo incupire l'animo di chi mi legge, ma far vedere che sono comunque capace di cogliere le diverse sfumature delle mie "vicissitudini" quotidiane, ed è con questo spirito che ho "impaginato" tutto il racconto;

 Nel momento in cui mi sono ritrovato nel parcheggio dell'ipermercato, ripetendo lo stesso suono di quando si stappa una bottiglia sottovuoto, potevo provare a fare una barricata di carrelli davanti all'ingresso e al check point avvisare i malcapitati che volevano entrare del pericolo a cui andavano incontro, ma fondamentalmente ero "distratto", non ero lì con la testa. 

C'era qualcosa che avevo visto, percepito, sentito nell'aria di quel magazzino che non riuscivo a capire, a vedere, un po' come quando leggo un romanzo giallo e non riesco a collegare i vari indizi. In pratica subliminalmente so chi è l'assassino, ma non riesco a capire chi è, ecco qualcosa aveva ucciso quel viaggio folle tra la gente e io non riuscivo a coglierne l'essenza.

Mi sono così seduto nella mia auto e come sempre meccanicamente ho acceso prima l'autoradio e poi il motore. La mia radio è sintonizzata quasi sempre su Radio Deejay e il sabato mattina mi diverto ad ascoltare "la bomba", il programma di Vic e Luciana Litizzetto. 
Più entravo nell'atmosfera del programma e più sentivo che i contorni del mio viso cambiavano, gli angoli della bocca si alzavano lentamente e pian piano ho iniziato prima a sorridere e poi a ridere, ed è lì che ho capito qual'era il tassello mancante della spesa, nessuno in quell'iper sorrideva, tutto era cupo, triste e io mi ero meccanicamente uniformato.

E' chiaro che la gente non è tenuta ad essere allegra e a sbellicarsi dalle risate per strada, è normale che men che meno lo facciano quando stanno per affrontare la cassa con un carrello carico di spesa, ma è certo che girando per strada, immergendosi tra le persone, gli estranei, uno si attende di trovarsi di fronte  uomini e donne con uno stato d'animo sereno, capaci di saper regalare all'occorrenza un sorriso, anche se di circostanza. 

E' ormai tutto maledettamente scuro, fateci caso, il viso di chi è davanti a voi in fila è quasi sempre rabbuiato,  rabbioso, il tizio al self service è torvo e pensa che vogliate sorpassarlo per servirvi prima, difficilmente si trova qualcuno che è in grado di usare non dico una cortesia, ma almeno dei modi gentili.
Io non sono un sociologo, non studio la società civile, le sue dinamiche e i comportamenti delle persone in gruppo nell'anno di grazia 2011, non ho risposte a queste domande che mi sono posto e anzi ne posso solo aggiungere delle altre, chiedendomi se è colpa della crisi o semplicemente ci siamo imbruttiti a tal punto da non considerarci nemmeno più una società. 

Di certo c'è, che io frequento "la gente" per lavoro da quando avevo 17 anni, da quando quell'estate invece di andarmene al mare, mi sono chiuso in un ristorante a guadagnare dei soldi da poter poi spensieratamente sprecare e credetemi, non ho mai visto e soprattutto vissuto "un'atmosfera" simile dal 1986 a oggi. 
Non so come se ne viene fuori, non so nemmeno se ci siano i motivi o la voglia di venirne fuori da quest'atmosfera, so solo che anche in questo caso non intendo conformarmi alla massa e continuerò ad avere il mio sorriso "ebete" disegnato sul volto e solo questa volta mi sono lasciato trasportare dall'umore generale. Perché se è seppur vero che la vita di oggi non è difficile, ma tremenda, se non sono capace di sorridere ad una bella donna, o davanti a un dolce o allo sguardo sbarazzino di un bambino, vuol dire che non sono in grado di regalare le giuste e dovute emozioni a chi ho per davanti.

Non pretendo, non penso di poter cambiare il mondo, ma voglio vivere solo un po' più sereno e non ho voglia di incupire chi ho di fronte. 








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FIORELLA MANNOIA - Le notti di maggio



Se questa è una canzone con cui si può parlare
se in questa notte di maggio io ti penso ad ascoltare
certe piccole voci che a volte vanno al cuore
in questi momenti con l'aria che si muove
io conosco la mia vita e ho visto il mare
e ho visto l'amore da poterne parlare

Ma nelle notti di maggio non può bastare
la voce di una canzone per lasciarsi andare
amore su quel treno che è già un ritorno
amore senza rimpianto e senza confronto
che conosci la tua vita ma non hai visto il mare
e non hai l'amore per poterne parlare

Ma è una notte di maggio che ci si può aspettare di più
e se questa è una canzone con cui davvero si può parlare
in questa sera ferita da non lasciarsi andare
in questa notte da soli che non ci si può vedere
e non ci si può contare ma solo ricordare
io conosco la mia vita e ho visto il mare
e ho visto l'amore vicino da poterlo toccare

Ma nelle notti di maggio non può bastare
la voce di una canzone per lasciarsi andare
nelle notti come questa che ci si può aspettare
se non una canzone per farsi ricordare da te
per farsi ricordare da te.


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SIMPLY RED - If you don't know me by now




se non mi conosci già da adesso
tu non mi conoscerai mai



tutte le cose
che ho dovuto affrontare
tu dovresti capirmi
come io capisco te
ora ragazza, io so la differenza
tra giusto e sbagliato
e non ho intenzione di fare nulla
per disturbare il nostro felice focolare
non agitarti tanto
quando arrivo a casa
un pò tardi la notte
perchè noi ci comportiamo come bambini
quando discutiamo ci agitiamo e litighiamo



se non mi conosci già da adesso
tu non mi conoscerai mai



tutti abbiamo I nostri
buffi umori
io ho il mio
donna anche tu hai il tuo
solo fidati di me come io mi fido di te
e dato che siamo stati insieme
dovrebbe essere così facile da fare
rimettiti in sesto
o potremmo doverci dire addio
quanto é bello un amore
se non riusciamo a capirci



se non mi conosci già da adesso
tu mai
tu non mi conoscerai mai


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FANTASIA





Ci sono volte in cui l'uomo ha il sopravvento sul guardiano e credo che questa non sia di per se una notizia, è una cosa  abbastanza normale. 

Ed è in giornate come queste, dove i miei impegni lavorativi non mi consentono di avere tempo a disposizione per questo mio hobby, che mi rifuggio nella tanto amata poesia, anche e soprattutto per non mancare al nostro appuntamento, che ha ormai una cadenza quotidiana.

Il fatto è, che per quanto io voglia preparare prima i post, per quanto io ne possa avere già di pronti all'uso, tutto quello che pubblico, lo pubblico anche e soprattuto per il mio piacere e inserire uno scarabocchio che non ha nessuna contiguità e continuità con quanto lo precede, mi darebbe enormemente fastidio.

Oggi vi regalo quindi una poesia, che a mio avviso è davvero bellissima, spero gradirete John Keats. 

A più tardi e grazie della pazienza che portate verso di me.

Fantasia

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.



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