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7 dic 2017

SEMPRE C' E' UN DOMANI - Gabriel Garcia Marquez







Sono giorni strani, giorni intensi, giorni in cui vorrei tante cose e che non riesco a raggiungere nessuna di esse. 

Sono giorni in cui tutto è difficile, complicato, quasi irraggiungibile.

Sono giorni in cui la cosa più facile da farsi sarebbe arrendersi allo scorrere di questo immenso fiume che ci trascina via, lasciandosi affondare in esso, un corso d'acqua chiamato destino, ma la vita non è fatta solo di oggi, la vita è fatta di tanti ieri e soprattutto ancor di più dei domani che ancora ci aspettano ed allora, ogni tanto, una buona poesia ci ricorda qual'è la cosa davvero importante da farsi adesso.





Sempre c'è un domani

e la vita ci dà un'altra opportunità

per fare le cose bene,

ma se sbaglio

e oggi è tutto ciò che mi resta,

mi piacerebbe dirti che ti voglio bene,

e mai ti dimenticherò.













23 gen 2017

SETE DI TE MI INCALZA - Pablo Neruda






Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.


Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.


Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.

La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.






8 mar 2016

DONNE IN RINASCITA - Jack Folla





Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.

Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?

E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.

Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...






12 feb 2015

IL SOGNO - John Donne






Per nessun altro, amore, avrei spezzato questo beato sogno.
 Buon tema per la ragione, troppo forte per la fantasia. 

Sei stata saggia a svegliarmi. 
E tuttavia tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi. 

Tu così vera che pensarti basta per fare veri i sogni e storia le favole. 
Entra tra queste braccia. 

Se ti sembrò più giusto per me non sognare tutto il sogno, ora viviamo il resto. 
Come un lampo o un bagliore di candela i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono. 

Così (poichè tu ami il vero) io ti credetti sulle prime un angelo. 
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore, che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo, quando interpretasti il sogno, sapendo che la troppa gioia mi avrebbe destato e venisti, devo confessare che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te. 

Il venire, il restare ti rivelò: tu sola. 
Ma ora che ti allontani dubito che tu non sia più tu. 

Debole quell’amore di cui più forte è la paura, e non è tutto spirito limpido e valoroso se è misto di timore, di pudore, di onore. 

Forse, come le torce sono prima accese e poi spente, così tu fai con me. 
Venisti per accendermi, vai per venire. 

E io sognerò nuovamente quella speranza, ma per non morire.











18 giu 2013

SOLO TU








Ho letto un pò di cose in questo periodo che sono stato distante dal pc e seppure ho provato a scrivere qualcosa, che ritroverete qui nei prossimi giorni, oggi ho il piacere di proporvi una poesia che mi ha molto colpito e che vorrei leggeste con calma e attenzione.


SOLO TU

Nessuno può salvarti se non
tu stesso.
sarai continuamente messo
in situazioni praticamente
impossibili.

Ti metteranno continuamente alla prova
con sotterfugi, inganni e
sforzi
per farti capitolare, arrendere
e/o morire silenziosamente
dentro.

Nessuno può salvarti se non
tu stesso
e sarà abbastanza facile fallire
davvero facilissimo
ma non farlo, non farlo, non farlo.
guardali e basta.
ascoltali.
vuoi diventare così?

un essere
senza volto, senza cervello, senza cuore?
vuoi provare
la morte prima della morte?
nessuno può salvarti se non
tu stesso
e vale la pena di salvarti.
è una guerra non facile da vincere
ma se c'è qualcosa che vale la pena vincere
è questa.


Pensaci su
pensa al fatto di salvare il tuo io.
il tuo io spirituale.
il tuo io viscerale.
il tuo io magico che canta e
il tuo io belllissimo.
salvalo.
non unirti ai morti-di-spirito.

mantieni il tuo io
con umorismo e benevolenza
e alla fine
se necessario
scommetti sulla tua vita mentre combatti, fottitene
del prezzo.

Fallo!fallo!
allora saprai esattamente di cosa
sto parlando.



Charles Bukowski

11 giu 2013

LA BUONANOTTE - 11 Giugno





Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li


Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante


Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te


Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello


Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?


Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore


Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!


Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.





Pablo Neruda











21 mag 2013

GABRIEL GARCIA MARCA - Sfogliando la luna






Il fatto che io non scriva più poesie, o che perlomeno quelle che scrivo non sono pubblicabili al momento su questo blog perché troppo intrise di dolore, non vuol dire che io abbia smesso di pubblicarle lo stesso. 

Oggi vi propongo un pezzo del premio Nobel, Gabriel Garcia Marquez, lo trovo perfetto per il mio momento storico.



Pronunzio il tuo nome


Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.

Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.

Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.

Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

T'amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?

Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?

Sarà tranquilla e pura?

Potessero le mie mani
sfogliare la luna!


Gabriel Garcia Marquez




16 apr 2013

JOHN KEATS - Voglio una coppa piena fino all'orlo





Che terribile bellezza!
Da quest'istante strappo dalla mia mente
qualsiasi altra donna
Terenzio, Eunuco,

Voglio una coppa piena sino all'orlo
E dentro annegarci l'anima:
Riempitela d'una droga capace
Di bandire la Donna dalla mente.

E non voglio dell'acqua poetica, che scaldi
I sensi al desiderio lussurioso,
Ma una sorsata profonda
Tracannata dalle onde del Lete,

Per liberare con un incanto il mio
Petto disperato dall'immagine
Più bella che gli occhi miei festanti
Videro, intossicandone la mente.

È inutile  mi perseguita struggente





11 apr 2013

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO





Le parole che non ti ho ancora detto,
si nascondono nel profondo del mio cuore,
ed ogni notte in silenzio, urlano il tuo nome.


Le parole che non ti ho mai detto,
sono figlie di un amore che mi devastano
perché vorrebbe vivere in te,
ma, condannato alla solitudine,
dilaniano ogni mio giorno in un oceano di dolore.


Le parole che non hai ancora ascoltato
non hanno bisogno della mia voce
perché tu le possa sentire,
ma avranno bisogno dei tuoi occhi, 
perché tu le possa vedere.


Le parole, le sole, 
che non ti mai detto,
aspetteranno per sempre che tu le voglia udire
e se mai verrai ad ascoltarle,
esse moriranno con me felici,
perché nulla al mondo è così grande,
quanto l'amore che saprebbero raccontarti
seppure tu lo avrai rifiutato.




21 gen 2013

JOHN KEATS - Non posso esistere senza di te







Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.


Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione come di dissolvermi:
sarei estremamente triste senza la speranza di rivederti presto.


Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.

Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.

Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.






PABLO NERUDA - Qui io ti amo





Avevo davvero voglia di tornare al mio blog alla grande..........




Qui ti amo.
Tra i pini scuri si srotola il vento.
Brilla fosforescente la luna su acque erranti. 
Passano giorni uguali, inseguendosi l'un l'altro.

Si dirada la nebbia in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte stelle.
O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte mi alzo all'alba e persino la mia anima è umida.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui io ti amo.

Qui io ti amo e invano l'orizzonte ti occulta.
Ti sto amando anche in mezzo a queste cose fredde.
A volte vanno i miei baci su quelle navi gravi,
che corrono sul mare dove non arriveranno.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
Sono più tristi le banchine quando ormeggia la sera.
Si stanca la mia vita inutilmente affamata.
Amo quel che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia lotta con lenti crepuscoli.
Ma poi giunge la notte e inizia a cantarmi.
La luna proietta la sua pellicola di sogno.
Mi guardano con i tuoi occhi le stelle più grandi.
E poiché io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie metalliche.




11 gen 2013

SERATA LE MIE POESIE - Patto d'amore





Stranieri al resto del mondo,
ci siamo amati in questo nostro azzurro nascondiglio,
estranei ad ogni umano pudore.


E adesso,
mentre sei dolcemente addormentata al mio fianco,
leggiadra, come sospesa in una bolla di sapone,
osservo la tua schiena nuda
e sento forte il desiderio di scrivere su di essa
la più dolce di ogni poesia.


Sfioro delicatamente la tua pelle,
mentre il cuore mi sobbalza nel petto
sussurrandomi frasi sconnesse e prepotenti,
che scorrono impetuose dentro di me
come un fiume in piena,
che nulla riesce ad arginare.


Sei dentro ogni mio desiderio
da quando mi hai sussurrato amore,
un'ondata di sole,
che ha squarciato il buio che incupiva la mia anima.


Adesso so finalmente che ci sarai oltre le barriere del tempo,
infinitamente,
perdutamente insieme.


Con naturale grazia ti giri,
mi guardi,
sorridi
e stringendomi a te
suggelli con le tue labbra il nostro patto d'amore.










SERATA LE MIE POESIE - Ho voglia





Vivo albe e tramonti con la stessa frequenza,
senza nessuna predilezione,
con lo stesso identico amore.


Percorro le vie del quotidiano
cercando la giustezza,
sforzandomi di essere equo.


Ogni giorno che arriva è diverso dal mio ieri.
Lo sento scorrere dentro di me,
mi invade prepotentemente con tutta la sua forza,
lo amo come ho amato il primo,
come se fosse l'ultimo.


Osservo chi mi circonda,
chi vive con me e chi con me vuole vivere,
ascolto silenzioso
sussurrando se posso ciò che sento.


Ho ormai smesso da tempo
di colorare sul volto trasparente di chi incrocio
arcobaleni di emozioni
che vedo solo io.


Vivo così di minime esigenze,
per non morire più dentro
inseguendo facili illusioni.


Le ferite dell'anima si sono rimarginate,
i vecchi dolori li ho seppelliti sotto un mare di sorrisi,
Le nebbie che mi oscuravano il cuore si sono ormai dissolte.


Adesso ho solo voglia di due occhi che sappiano parlare ai miei,
urlando nel silenzio passione, desiderio,
amore.




SERATA LE MIE POESIE - Oggi





Ho deciso di riprendere quest'appuntamento del venerdi, con qualcosa che mi è familiare, le mie poesie. 

Ho  intenzione di riproporne qualcuna  di quelle che meno ripubblico, non perchè le ritengo meno belle, ma perchè hanno la capacità di sfuggirmi quando cerco qualcosa da postare su twitter e facebook. 

Diciamo che questa sera intendo rendere onore anche a delle altre mie composizioni, meno note.



Ubriacarsi di stanchezza,
soltanto per riempire un silenzio.

Scivolare con la mente lontano dal cuore,
perché altrimenti avrebbe spazio il dolore.

Fermarsi ad ascoltare 
 il sangue che scorre nelle vene,
e chiedersene il perché?

Tutto ha un senso, lo so,
ma oggi fatico a trovarlo.





A TE SI GIUNGE SOLO ATTRAVERSO DI TE - Pedro Salinas






Avevo preparato per oggi un post un pò particolare, anzi molto particolare direi, ma la mancanza di ADSL nel momento cruciale, quello della stesura finale, non mi ha consentito di mettere in ordine gli appunti, di completare la necessaria correzione e rendere scorrevole la lettura, così come piace a me.

Mi sono quindi fatto consigliare da chi ne sa più di me su quale tipo di lettura oggi vi avrei potuto proporre e mi è stata segnalata questa poesia che non conoscevo, l'ho letta e mi è piaciuta immediatamente. 

Quindi, come spesso capita, da un impedimento momentaneo nè è venuto fuori qualcosa di eccezionale e non vi preoccupate, potrei dire non gioite troppo del fatto che non sia riuscito a pubblicare qualcosa di mio, perchè comunque sia il blog oggi mi vedrà comunque protagonista, basterà solo pazientare qualche ora e...........


P. S. A chi ne ricava piacere, consiglio il sottofondo musicale che ho aggiuntoin calce alla poesia




A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato
con te.
Lì mi hai portato tu.

Come potevo imparare il cammino
se non guardavo altro che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l’istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci
oltre a te che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio, che assenza
essere dove si è!
Aspetto, passano treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finchè tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perchè so che là dove sono stato
nè ali, nè ruote, nè vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perchè so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te.






19 dic 2012

JOHN DONNE - Il sogno




Ho avuto modo di leggere questi versi ieri sera e sono stati come un fulmine a ciel sereno, perchè qualcosa di immenso stava squassando il mio cielo sereno. Non sono nemmeno stato in grado di catalogarli immediatamente, talmente sono completi, immensi, carichi di amore vero. 

Mi sono solo ritenuto fortunato, perché provo, sento, vivo le stesse identiche emozioni.





Per nessun altro, amore, avrei spezzato questo beato sogno.
 Buon tema per la ragione, troppo forte per la fantasia. 

Sei stata saggia a svegliarmi. 
E tuttavia tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi. 

Tu così vera che pensarti basta per fare veri i sogni e storia le favole. 
Entra tra queste braccia. 

Se ti sembrò più giusto per me non sognare tutto il sogno, ora viviamo il resto. 
Come un lampo o un bagliore di candela i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono. 

Così (poichè tu ami il vero) io ti credetti sulle prime un angelo. 
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore, che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo, quando interpretasti il sogno, sapendo che la troppa gioia mi avrebbe destato e venisti, devo confessare che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te. 

Il venire, il restare ti rivelò: tu sola. 
Ma ora che ti allontani dubito che tu non sia più tu. 

Debole quell’amore di cui più forte è la paura, e non è tutto spirito limpido e valoroso se è misto di timore, di pudore, di onore. 

Forse, come le torce sono prima accese e poi spente, così tu fai con me. 
Venisti per accendermi, vai per venire. 

E io sognerò nuovamente quella speranza, ma per non morire.



17 dic 2012

SHEAKSPEARE - Sonetto 116





Recuperare energie e forze questo lunedì, sarà per me di certo un'impresa titanica, visto l'assurdo fine settimana che ho vissuto.
Vi risparmio quindi i miei pensieri sconclusionati di inizio settimana postandovi un sonetto di Sheakspeare che non conoscevo, almeno fino a venerdì scorso. 

La metafora del faro mi ha ammaliato, il finale è ragione di vita.



     Non sia mai ch'io metta impedimenti al matrimonio

di due anime fedeli; 
amore non è amore
se muta quando nell'altro scorge mutamenti,
o se tende a recedere quando l'altro si allontana.
    
Oh, no! 
Esso è termine fisso
che domina le tempeste e non vacilla mai;
esso è la stella di ogni sperduta barca,
il cui potere è ignoto, 
pur se ne misuriamo l'elevatezza.
     
Amore non soggiace al Tempo, anche se labbra
e rosee guance cadranno sotto la sua arcuata falce.

Amore non muta in brevi ore e settimane,
ma impavido resiste sino al giorno del Giudizio.

     Se questo è errore, e sarà contro me provato,
allora io non ho mai scritto, e mai nessuno amato.





7 dic 2012

SERATA NERUDA - Ho dormito con te tutta la notte






Tutta la notte ho dormito conte
vicino al mare nell'isola
eri selvaggia e dolce
tra il piacere e il sonno
tra il fuoco e l'accqua

Forse assai tardi i nostri sogni
si unirono nell'alto o
nel profondo
In alto come i rami che muove
uno stesso vento
in basso come rosse radici
che si toccano

Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava come prima
come quando non esistevi
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi cercavano ciò che ora
pane, vino, amore e collera
ti do a mani piene.

Perché tu sei la coppa che
attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te tutta la notte
mentre l'oscura terra gira
con vivi e con morti
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava
la tua cintura
ne la notte
ne il sonno
poterono separarci.

Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra
d'acqua marina
di alghe
del fondo della tua vita
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.


SERATA NERUDA - Lentamente muore






Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità."




SERATA NERUDA - Se tu mi dimentichi






Voglio tu sappia una cosa:

Tu sai come e' questo:

se guardo 

la luna di cristallo,il ramo rosso

del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te;
come se cio' che esiste,
aromi,luce,metalli,fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che mi attendono.



Orbene ,

se a poco a poco cessi di amarmi

cessero' di amarti poco a poco:

Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
che gia' ti avro' dimenticata:
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi 
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
levero' in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra



Ma

se ogni giorno,

ogni ora

senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile:
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi,amore mio,ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne ne' si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore,amata,
e finche' tu vivrai stara'tra le tue braccia
senza uscir dalle mie: