8 mag 2012

LE DICHIARAZIONI - Paura d'amare




Al Pacino non è attore che viene ricordato per i suoi film romantici, ma personalmente credo, che le sue interpretazioni in Scient of woman e qui in Paura d'amare, siano eccezionali.

La scena che avete visto, non è tecnicamente una vera e propria dichiarazione, ma quello che lui dice allo speaker per me lo diventa e io rimango rapito dalla sua bravura, ed è per quello che la ritrovate qui.

Ah, il film finisce così come segue....







VASCO ROSSI - Sally




Sally cammina per la strada senza nemmeno....
....guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
....di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa....
"ti può crollare addosso"!
Sally è già stata "punita"...
per ogni sua distrazione o debolezza...
per ogni "candida carezza"...
"data" per non sentire....l'amarezza!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente!
....ormai guarda la gente
con aria indifferente...
....sono lontani quei "momenti"...
quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"..
quando la vita era più facile...
e si potevano mangiare anche le fragole....
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia....
..........sopra follia!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...

Ma forse Sally è proprio questo il senso...il senso...
del tuo "vagare"...
forse davvero ci si deve sentire....
alla fine....un Po' male!....
Forse alla fine di questa "triste storia"
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare "i sensi di colpa"...
e CANCELLARLI da questo "viaggio"....
per vivere davvero ogni momento.....
con ogni suo "turbamento"!....
e come se fosse l'ultimo!

Sally cammina per la strada..."leggera"...
ormai è sera...
"si accendono le luci dei lampioni"...
"tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni"..
ed un pensiero le passa per la testa
"forse la vita non è stata tutta persa"...
forse qualcosa "s'è salvato"!!...
forse davvero!...non è stato "poi tutto sbagliato"!
"forse era giusto così!?!"....
........eheheheh!.........
forse ma forse ma si....
cosa vuoi che ti dica io
senti che bel rumore





7 mag 2012

SONATA AL CHIARO DI LUNA





Qualcuno usa la musica che propongo per addormentarsi, altri per sognare, l'importante è che renda più sereno l'animo, ma soprattutto che piaccia.






RICCARDO COCCIANTE - Sulla terra io e lei




Lei aveva un sorriso
chiaro e sentimentale
lei amava i fiori vivi
e i cavalli in libertà
la vita negli immensi campi arati
e la sincerità

Sulla terra io e lei
eravamo amanti e stranieri io e lei
noi due a piedi nudi
cercando l'orizzonte
io e le!
eravamo il mare e la terra io e lei
dimenticando il tempo
ne ieri ne domani
io e lei

Sulla terra io e lei
eravamo amanti e stranieri io e lei
io e lei
eravamo il mare e la terra io e lei
dimenticando il tempo
ne ieri ne domani
io e lei
sulla terra io e lei

E la vita continua
ne diversa ne uguale
fra sorrisi, pianti e guerre
senza mai una verità
e noi, cercandoci ogni attimo
fuori da ogni età




QUELLE COME ME - Alda Merini




La cosa più bella, più gratificante di questo mio blog, è che ho a che fare con tante persone che mi emozionano, semplicemente, regalandomi pezzi di se, mettendomi a parte di ciò che sono, rendendomi un uomo migliore.

Questa è una lama accuminata, che arriva diritta al cuore e lo rende migliore, perchè uscendo da esso, porta via tutto il brutto che vi alberga dentro.

Dedicata ad una persona speciale, che spero capisca quanto vale, perchè è per quelle come lei, che vale la pena di vivere.




Quelle come me regalano sogni,
anche a costo di rimanerne prive…
 
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come
una goccia d’acqua nel deserto…
 
Quelle come me tendono la mano
ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio
di cadere a loro volta…
 
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…
 
Quelle come me cercano un senso all’esistere e,
quando lo trovano, tentano d’insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo…
 
Quelle come me quando amano, amano per sempre…
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita…
 
Quelle come me inseguono un sogno…
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero…
 
Quelle come me girano il mondo
alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…
 
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…
 
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime…
 
Quelle come me sono quelle cui tu riesci
sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare,
senza chiederti nulla…
 
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che,
in cambio, non riceveranno altro che briciole…
 
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza…
 
Quelle come me passano innosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero…
 
Quelle come me sono quelle che,
nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…




TUO






Sento i tuoi penseri che scorrono lenti dentro di me,

creando solchi profondi, di infinito piacere.



Sei un desiderio radicato da sempre nella mia anima,
 
che rinasce ogni volta che incrocio il tuo sorriso

e tutto mi parla di te.



Voglio il tuo amore, che adesso non c'è

 e lo saprò attendere 

 finchè non capirai che il mio nome 

è nel tuo destino

che il mio nome è

persempretuo.





MAX GAZZE' - A cuore scalzo





A cuore scalzo ad aspettare
e i piedi sopra il cuore
ad aspettare pronti al salto
a cuore scalzo
saranno fiumi e cascate di perle saranno fiori sbocciati
da cogliere fino alla stelle
per noi che abbiamo tempo passiamo troppo tempo
ad aspettare l'attimo che
accende
a cuore scalzo
e i piedi sopra il cuore soffieranno emozioni leggere saranno bolle di cielo e sapone il cuore stanco
infondo a un bagno di sudore
per volare sperare soffrire
e impazzire per amore
sarà un volo di baci e farfalle sarà un abbraccio più forte e forte un brivido sfiora la pelle per noi che abbiamo tempo passiamo troppo tempo
ad aspettare l'attimo che accende
a cuore scalzo
e i piedi sopra il cuore soffieranno emozioni leggere saranno bolle di cielo e sapone il cuore stanco
infondo ad un bagno di sudore per volare sperare soffrire
e impazzire per amore
a cuore scalzo ad aspettare
e i piedi sopra al cuore
ad aspettare pronti al salto
a cuore scalzo




4 mag 2012

VIOLINI






Avevo voglia di violini, perchè volevo perdermi sulle loro corde e desiderare così il più folle dei desideri. 

Uno sguardo che mi guarda, pur non vedendomi, di una voce che desidero come se fosse aria, di emozioni che mi sconvolgono felicemente.


Volevo lasciarmi cullare da questa sinfonia e sentirmi sempre più vivo





WILD IS THE WIND





Questa canzone non va solo ascoltata, ma vissuta. 

E' passione pura, voglia di avere e di darsi, è intensità.

C'è la vita, che non è fatta solo di poesia, ma anche di desiderio.

Lasciatevi avvolgere e poi se proprio volete arrivare  fino in fondo  cliccate qui



Amami, amami, amami, di' che mi ami
Lasciami volare via con te
Perché il mio amore è come il vento, e folle è il vento
Folle è il vento
Dammi più d'una carezza, soddisfa questa mia fame
Lascia che il vento ti soffi nel cuore
Perché folle è il vento, folle è il vento

Mi tocchi,
sento il suono dei mandolini
Mi baci
Con il tuo bacio inizia la mia vita
Sei la primavera per me, sei tutto per me
Non lo sai, sei la vita stessa!

Come le foglie si stringono agli alberi
Oh, amore mio, stringiti a me
Perché siamo come creature nel vento, e folle è il vento,
Folle è il vento

Mi tocchi,
sento il suono dei mandolini
Mi baci
Con il tuo bacio inizia la mia vita
Sei la primavera per me, sei tutto per me
Non lo sai, sei la vita stessa!

Come le foglie si stringono agli alberi
Oh, amore mio, stringiti a me
Perché siamo come creature nel vento, e folle è il vento,
Folle è il vento








UNO





Questo blog è frequentato prevalentemente da donne e questa è la diretta conseguenza di come nel tempo si è evoluto il mio rapporto con questo spazio. 
Ora però, so già che sto per scrivere  uno poco adatto ad un pubblico femminile, ma ne sento forte l'esigenza. Essa è nata nell'istante stesso in cui succedeva il misfatto che l'ha ispirato e non riesco a frenarmi, quindi sappiate, che ciò che andrete a leggere, tratterà di un aspetto del calcio molto particolare. 
A voi la scelta se proseguire o no.



Il calcio, per sua definizione è uno sport di squadra e questa è decisamente l'ovvietà del secolo, però, seppure si gioca in 11 contro 11, non so se ci avete mai fatto caso, quando si parla di schemi, di reparti, di uomini, la somma degli appartenenti ad ogni formazione è sempre un bel 10. Ecco, vi siete mai chiesti il perché di quest'anomalia? 
Io no, perché quel ruolo lì, l'estraneo, l'ho ricoperto. Ero l'unidicesimo, quello che gioca solitamente una partita a se, avulso dal resto della squadra, spesso solo in mezzo a tanti compagni. Anch'io sono stato il portiere.

Si, quello che per sua definizione è da sempre il più pazzo di tutti, temerario a tal punto da buttarsi incoscientemente tra le gambe degli avversari solo per cercare di fermare un pallone. Uno che di paura ne deve avere davvero poca, perché anche se di contrasti duri non ne subisce quasi mai, nella migliore delle ipotesi, un paio di volte a partita deve buttarsi in terra a tutta velocità per fermare quella maledetta sfera che fila diritta in porta, sapendo tra l'altro che nessuno dietro di lui potrà in qualche modo correggere un suo eventuale errore e credetemi, quando si gioca a livello amatoriale, sui campi in terra battuta, ci vuole davvero tanto, ma proprio tanta incoscienza per tuffarsi, perché già sai che ti farai del male.

Ecco, quel ruolo all'interno di una squadra è davvero strano, perché se per gli altri la partita è fatta di coinvolgimento totale con o senza pallone, movimenti sincronizzati, scambi di opinioni costanti con i compagni, il portiere è spesso solo con se stesso, attento, concentrato, ma comunque sia solo in mezzo a tante persone e ci vuole davvero una forza interiore incredibile, per rimanere presenti per tutto l'incontro.

Oltretutto se poi andiamo ad analizzare l'intera storia del calcio, ci tornano in mente solo pochi portieri, Zoff, Buffon e pochi altri, perché solo alcuni sono stati capaci di quei grandi gesti che li hanno consegnati alla leggenda.
Del mitico Dino ho sempre davanti agli occhi la parata contro il Brasile nel 1982 ad un minuto dalla fine e la freddezza con la quale rimase immobile per far vedre all'arbitro che la palla era sulla linea. Di Gigi, invece, faccio fatica a trovare l'intervento che lo contraddistingue, ne ha fatti così tanti e tutti con una tale naturalezza, che fanno sembrare semplici ai profani del ruolo anche quelli impossibili. Si, è corretta l'affermazione che ha fatto ieri sera Maurizio Crosetti (giornalista di Repubblica), dicendo che è il miglior portiere che il mondo abbia mai visto giocare tra in un campo di calcio.

Però, anche questi campioni hanno commesso quell'errore che li ha fatti tornare umani. L'ultimo in ordine di tempo è quello di mercoledì sera, quando una maledetta palla è schizzata sul piede del portierone juventino, per poi andare in rete.
In quell'istante io non avrei mai voluto essere Buffon, o meglio non avrei mai più voluto provare quella sensazione, perché il gioco riprende comunque sia, la palla corre avanti lo stesso e i tuoi compagni cercano di mettercela tutta per recuperare l'incidente, ma tu sei di nuovo solo con te stesso e con il gol che ti torna di nuovo dentro, accelerato, rallentato, sei lì che lo rivedi in ogni modo e ti chiedi com'è stato possibile? Ma come? ho fatto miliardi di interventi impossibili, ho tolto la ragnatela dall'incorcio dei pali per evitare una rete e quella palla è entrata e ha rovinato una partita, forse un campionato.

Solo, uno contro se stesso, ma con l'aggravante che quel nemico è il peggiore che esista, perché conosce il lato oscuro e ti ci trascina dentro. Ci fosse di fronte, dopo un solo secondo, Maradona, Ronaldo, proveresti a fermarli, ma la palla è altrove, la squadra attacca, nessuno può confortarti e tu sei solo.

Uno.

Uno contro tutti, ma soprattutto uno contro se stesso. Uno che deve ricostruirsi, ma che deve farlo senza ripensare mai più a quel momento, altrimenti rischi di sgretolare quanto di buono hai costruito in un intero campionato, in tutta la tua carriera, perché quell'errore non macchierà mai la tua storia personale, ma se dovesse essere decisivo per le sorti finali della tua strada, sai già che ci saranno altre notti insonni a minare le certezze che hai costruito.

Ed allora, nulla deve più dipendere più da quel momento, ma lo sarà dal modo in cui entrerai in campo la volta dopo, dalla serenità che avrai nello sguardo prima della partita che segue e da come affronterai il fatto che dovrai restare di nuovo solo.
Uno contro il resto del mondo, ma che deve battere prima se stesso e la solitudine del ruolo, per dimostrare agli altri, che ogni campione è prima di tutto un uomo capace di sbagliare, ma che a differenza di tanti altri, si alza e ricomincia daccapo. Da solo.

Comunque sia, comunque andrà a finire quest'intero campionato, la cosa che adesso più mi preme di sapere e che osserverò con estrema attenzione, sarà quindi lo sguardo che tirerà fuori dall'anima Buffon, approcciandosi l'incontro con il Cagliari. Voglio vedere, come un vero numero uno si approccerà ad un nuovo scontro con la solitudine e i fantasmi che di certo in essa si annideranno.

In bocca al lupo, Gigi ....




FRANCESCO DE GREGORI - Leva calcistica della classe 68





Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.