17 mag 2012

FOTOGRAFICO SPECIALE - Plastica




Non ho dimenticato o cancellato dal blog questo spazio, solo che mi era stato fatto giustamente notare, che stava diventando un'abitudine vuota di ogni significato, vero, ed allora, quando ci saranno delle immagini che colpiscono la mia attenzione, ritornerà tra di noi.

Queste che vedete, sono delle opere d'arte, realizzate con prodotti esclusivamente di plastica, che sono stati raccolti sulle rive delle Sardegna da un'artista che si chiama Annarita Serra. 
Le ho trovate semplicemente geniali.



















NEWS - Schifo




Rabbrividisco, ma questa è l'Italia, che schifo


Dal Corriere.it del  17 Maggio  2012


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INFANTILMENTE






In questi ultimi giorni una serie di immagini si sono fissate spontaneamente dentro di me, ognuna indipendentemente da tutte le altre e senza che all'apparenza avessero un solo legame logico che le le unisse.
Te le racconto.


Ero in giro per la mia città, passeggiando come al solito con la testa tra le nuvole e lungo la mia strada ho incrociato due giovani ragazzi, poco più che adolescenti, che con la sfrontatezza che solo i quindicenni sanno avere, si scambiavano teneri e appassionati baci, incuranti non solo di chi gli camminava affianco, che avrebbe potuto riconoscerli, ma infischiandosene dell'intero pianeta terra, perché l'unica cosa che desideravano al mondo, in quel momento gli apparteneva;


Ho visto un bambino, con poco più di quattro anni di vita, rincorrere un pallone e colpirlo di destro con tutta la forza e la gioia che aveva dentro, immaginando poi di trafiggere con il suo potente tiro un fantasmagorico portiere, liberando subito dopo un urlo carico di tutta la sua infantile felicità, per la rete appena segnata;


E poi ho notato lo stupore disegnarsi, poco alla volta, sul volto di una persona che approcciandosi alla lettura di alcune poesie, non riusciva in nessun modo a capacitarsi che l'autore delle stesse fosse seduto accanto a lei, che quelle parole erano frutto della mia sensibilità;


Tre situazioni diverse, tre circostanze, che tra di esse non presentavano a prima vista un vero punto di contatto, fino a quando non mi sono reso conto, di botto, come per incanto che invece erano tutte figlie della stessa emozione, la meraviglia.
Tutti si stavano infatti approcciando a ciò che gli stava succedendo, con quell'inconscia inconsapevolezza che prende ognuno di noi, quando ci troviamo di fronte qualcosa di piacevolmente inatteso, ed è qualcosa di così coinvolgente, travolgente e spiazzante, che lo si legge chiaramente negli occhi di chi ne è preda.

Ora, è chiaro a tutti noi, che la meraviglia è una piacevole abitudine per un bambino che si approccia alla vita e che inizia a frequentarne le emozioni, ma devo dire che proprio per questo è tanto più entusiasmante da vedersi, quando nasce spontanea su chi ha qualche anno in più di vita.
Noi adulti, per convenzione dobbiamo essere abituati e pronti a tutto, niente ci può o ci deve sorprendere e se anche succedesse, ci hanno sempre detto che bisogna dissimulare, mai lasciarsi prendere troppo la mano, mai lasciarsi coinvolgere e io in questo ci trovo tanto di sbagliato.
Stiamo diventando aridi, quasi cattivi, pronti a credere che l'altro menta e non sia come crediamo, come sentiamo, come si mostra, perché rimanere spiazzati, meravigliati non è più possibile, non è concepibile, dopo una certa età, quindi non è colpa nostra se non comprendiamo, ma è di chi sta facendo qualcosa di desueto, è lui in errore, non noi che ci stiamo meravigliando.

Il problema vero però, è che da grandi, sempre i benpensanti, ci dicono che non si può e non si deve credere più alle favole, come succede inesorabilmente al sottoscritto, ma io sono convinto che non bisognerebbe nemmeno limitare la propria gamma di emozioni a quelle che si possono tenere sotto controllo. Sarebbe come se ci mettessimo a disegnare l'arcobaleno con due soli colori, perderebbe tutta la sua magnificenza.

Forse è giusto non cedere sempre e comunque alla sorpresa, ma anche ricordarci che il self control è stato inventato solo ed esclusivamente per le macchine, gli automi privi di cuore. Gli uomini, hanno per fortuna, una loro caratteristica che li rende diversi l'uno dall'altro, l'imprevedibilità e allora tante volte mi chiedo, se ricominciassimo a vedere tutto ciò che ci circonda, l'intero mondo o anche soltanto chi ci è accanto, con gli occhi di un bambino, non sarebbe tutto più facile? Certo, così non risolveremmo i problemi, ma almeno l'ingenuità ci porterebbe a battere delle strade diverse, nuove, a volte così imprevedibilmente imprecise, ma tali da raggiungere inaspettatamente a diverse soluzioni.

Li ho invidiati un po' tutti quegli attori impagabili, protagonisti indiscussi di scene bellissime, nelle quali chi si lascia infantilmente sorprendere, senza vergogna e senza pudore, riceve il premio di un'emozione intensa, un momento che comunque sia, formerà e segnerà per sempre il loro futuro.

Li ho invidiati perché, se è vero che prevedere il passato è uno sport di per se facilissimo, lasciarsi sorprendere dal futuro, è solo per chi vuole viverlo intensamente.




IL MONDO E' MIO





Non mi vergogno affatto di ascoltarla di tanto in tanto, non è una canzone per bambini, l'ho già scritto, è una canzone d'amore, semplice, puro altissimo, che porta a toccare quel cielo, dove solo un tappeto magico fatto di puro amore, ci può trasportare.

Non mi interessa affatto, se vengo o non vengo percepito per ciò che sono, è un problema di chi presume di conoscermi, ma io sono così, voglioso di emozionarmi anche con queste, che per gli adulti sono cose infantili, ma che io ritengo delle meraviglie







CLAUDIO BAGLIONI - Quante volte





me ne vado nella notte logorando strade
han lavato il cielo ed ora è ad asciugar sui muri
come quando i miei si vomitavano parole
ed allora mi mandavano a giocare fuori
tu non ci sei
tu non sei più con me
il mio amico sta dicendo che mi vuole bene
ha bevuto troppo e non ricorda più il nome
le finestre occhi spenti stanno già sognando
mulinelli di cartacce e le panchine vuote
non avrei voluto essere il primo della classe
non avrei voluto mai portare i primi occhiali
ho paura di specchiarmi dentro una vetrina
e scoprirmi a ridere di me e dei miei pensieri
sotto il tacco il tacco delle scarpe mezzo
consumato
un giornale spiegazzato pieno di pedate
grande prima eccezionale per il film dell'anno
avventura sesso e una valanga di risate...
quante volte ti ho pensato
sulla sedia di cucina
quante volte ti ho incontrato
nelle cicche che spegnevo
quante volte ti ho aspettato
quante volte ti ho inseguito
quante volte ho chiesto te...
e come gridavo sul cavallo del barbiere
il mio amico si è fermato e sta scalciando un sasso
lui non ha una donna perché ha l'alito cattivo
soffre un po' di tenerezza e parla con se stesso
guardo le mie dita gialle sono tanto stanco
di sputare i mozziconi di tutta una vita
giro salto e ballo come un orso ammaestrato
come vorrei fare a pezzi quella luna idiota
quante volte ti ho pregato
mentre mi graffiavi il cuore
quante volte ti ho guardato
mentre mi cavavi gli occhi
quante volte ti ho cercato
quante volte ti ho trovato
quante ho perso te...



16 mag 2012

HOLD ON MY HEART




Cuore mio, tieni duro
Aggrappati a quel sentimento
Sappiamo entrambi che siamo stati qua prima
Sappiamo entrambi cosa può accadere

Cuore mio, tieni duro
Perchè sto guardando oltre la tua spalla
Oh per piacere non avere fretta questa volta
Non mostrarle quel che provi

Cuore mio, tieni duro
Lanciami una corda di salvataggio
Terrò un posto per te
Da qualche parte nel profondo

Cuore mio, tieni duro
Per piacere dille di essere paziente
Perchè qua non c'è mai stato un tempo
In cui volevo qualcosa di più

Se in futuro riuscissi
a ricordare questo sentimento
E so che c'è una possibilità
Oh sarò lì, sì sarò lì, lì per te
Quando lo vorrai
Quando mi chiamerai oh sarò lì
Sì sarò lì

Cuore mio, tieni duro
Non farle vedere che stai piangendo
Non importa dove andrò
Lei sarà sempre qui con me

Cuore mio, tieni duro
Aggrappati a quel sentimento
Sappiamo entrambi che siamo stati qua prima
Sappiamo entrambi cosa può accadere

quindi cuore mio, tieni duro...                 






DIMMI SE QUESTO E' VERO





Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i loro lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E’ vero che le mie labbra sono
come il boccio del primo amore?
Che la terra, come un’arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E’ poi è vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E’ vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi, nelle mie labbra
e nei miei pensieri?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell’infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.

SLAVE TO LOVE






Dille che aspetterò
Al solito posto
Con gli stanchi ed estenuati
Non c’è scampo
Al bisogno di una donna
Devi sapere
Come chi è forte diventa debole
E il ricco diventa povero
Stai correndo con me
Non toccare la terra
Siamo quelli dai cuori senza riposo
Non quelli in catene
Il cielo sta bruciando
Un mare di fiamme
Anche se il mondo sta cambiando
Io sarò lo stesso
La tempesta sta scoppiando
O così pare
Siamo troppo giovani per ragionare
Troppo cresciuti per sognare
Ora uno scatto sta facendo girare
La tua faccia verso la mia
Posso sentire la tua risata
Posso vedere il tuo sorriso
No, non posso scappare
Sono uno schiavo d’amore









MIA CARISSIMA






Le musica e la lettura mi rilassano, mi fanno superare agevolmente i momenti difficile, regalandomi senza nessun preavviso, gioie inaspettate. 

Ieri mattina, mentre ero alla ricerca di un momento di svago, ho optato per la lettura di questa breve lettera di Jonh a Fanny e mi è venuta voglia di farvela leggere, perché seppure stringata, seppure semplice, seppure priva di altissimi momenti poetici, gronda amore da ogni singola lettera.

Mi auguro davvero che adesso siano insieme per l'eternità, ed oltre.....



Mia carissima Fanny,

  il potere della tua benedizione non è di natura così debole da affievolirsi in ventiquattro ore - è come un sacro Calice consacrato una volta per sempre. Bacerò il tuo nome e il mio dove si sono posate le tue Labbra. Labbra! Perché un povero recluso come me dovrebbe parlare di cose simili? Ma, grazie a Dio, benché io le consideri piaceri più preziosi dell'universo, traggo una consolazione indipendente da esse, dalla certezza del tuo affetto. Potrei scrivere un canto sul tipo della Patetica di Tom Moore* sulla Memoria, se ciò mi fosse di un qualche sollievo. Ma no, non lo sarebbe. Sarò ostinato come un Pettirosso, ma non canterò in gabbia. La salute è il paradiso che sogno e tu sei l'Huri** - credo che questa parola sia tanto singolare che plurale - se è soltanto plurale, non importa - tu sei mille Huri.


Sempre tuo con affetto,

mia carissima,

J. K.

E' meglio che tu non venga.




* Tomas Moore (1779 - 1852), poeta irlandese, autore delle Melodie irlandesi, in cui unisce alla poesia, musiche tradizionali.

** Le Huri sono, secondo la tradizione islamica, giovani vergini che attendono gli uomini al loro arrivo in Paradiso







NEWS - La notizia delle notizie




Questo spazio l'ho creato, per dare risalto a tutte le notizie che vengono condensate nell'articolo che segue. Io non mi arrendo e anche se non sono un TG, ogni qualvolta leggerò qualcosa di interessante, la posto qui.



Dal Repubblica.it del  16 Maggio  2012


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EDUARDO DE CRESCENZO - Dove








E' una vita che cammino e non ti incontro mai
è una vita che ti penso eppure non ci sei
più ti voglio più ti cerco più ti sto perdendo
tanto che non lo so se esisti davvero o no
Dimmi tu dov'è che sbaglio allora cambierò
dimmi tu se c'è da ridere ed io riderò
io ti prego amore dimmi cosa devo fare
e quale strada c'è che porta fino a te
Dove devo cercare, per quali notti
quali vicoli nel fondo di quale mare
dentro quale mai città segreta
alla fine di che storia disperata
dove sei mio grande amore
Dimmi dove io devo andare
e che deserto attraversare
che montagne devo scalare
e tra quale gente ti confondi
dietro quale volto mai tu ti nascondi
dove sei mio grande amore
Dimmi tu devo volare o rimanere giù
dimmi se ho parlato troppo che non parlo più
io ti prego amore dimmi cosa devo fare
e quale strada c'è che porta fino a te
Dove devo cercare, ancora quanta solitudine
e che inferno devo passare, dentro quale squallida stazione
dietro che maledettissimo portone, dove sei mio grande amore
Dimmi dove io devo andare, e quale treno devo prendere
o imbarcarmi su quale nave,e tra quale gente ti confondi
dietro a quale volto mai tu ti nascondi,dove sei mio grande amore
dimmi dove devo cercare....
Dove sei mio grande amore, dimmi dove io devo andare...
Dove sei mio grande amore, dimmi dove