Inizio a provare una sorta di insofferenza fisica sempre più forte, pesante, marcata, contro l'uso della violenza verbale, fatta a mezzo social network.
Sta diventando ormai una moda l'offesa pesante e greve, che ha 'forse' l'obiettivo di promulgare un'idea, ma che probabilmente ha il solo scopo di aggiungere un like al proprio post su facebook e compagnia cantata.
Io sono nato in un'epoca ormasi lontana e stato abituato al dialogo, allo scambio di idee, ad un idea gandhiana del rapporto tra persone, una conversazione fatts anche di confronti duri, aspri, senza mezzi termini, ma di sicuro non mi sono mai permesso di offendere personalmente qualcuno in modo inutile, vivendo tra l'altro l'impunità del web.
Davvero quindi non riesco a dare un senso a certi post che incitano alla violenza senza mezzi termini, non so farmi una ragione di chi sbatte la faccia di un giudice sotto una coltre di offese, solo perché una sentenza non gli garba, trovo inaudito che gruppi di persone siano additate come il male, a prescindere. A me tutto questo fa ribrezzo.
A me, se una cosa non piace, la dico alla persona in questione o comunque faccio in modo la notizia gli arrivi in maniera diretta e precisa, ne discuto e certamente non gli auguro tutti i mali del mondo o incito alla sua fustigazione a mezzo web. Io, e probabilmente sono io quello sbagliato, cerco di portare avanti le mie opinioni, il mio punto di vista e di sicuro non spero nel dolore altrui.
Ma questa delle offese ormai è diventata una moda, che tra le altre cose si alimenta da se e dove tutti ormai fanno a gara a chi la spara più grossa.
Ecco allora epiteti che vanno dalla TR..A a ZOC...A per la Boldrini, che può non piacere per quello che dice, ma non credo che per questo debba venire offesa in questo modo. Oppure l'incitazione a punire fisicamente la giudice, che applicando una legge che è di sicuro deprecabile, ha condannato un tabaccaio a risarcire i parenti del ladro che lo stava derubando, con il solo effetto immediato di aver visto la sua faccia seppellita sotto parole di odio indescrivibili ed il procon questo tipo di esempi potremmo continuare ancora all'infinito.
Però per me adesso è giunto il momento del punto fermo, personalmente trovo che la cosa sia ripugnante, parere personale ovvio, ma sulla base di questa mia idea d'ora in poi darò poco credito a chi scrive odio e chi fomenta odio con un retwit o una condivisione di post inutilmente volgari, offensivi o che incitano alla violenza.
È una scelta, sono d'accordo che ognuno fa del proprio profilo social ciò che vuole, ma io non mi sento di dare nessun credito a chi persegue questa strada, è una via che non mi appartiene e a cui non voglio dare nessun credito o appoggio, anche involontario.