8 mar 2010

E FEMMEN




Chi ha la sventura di seguire i miei scarabocchi da tempo, ha ormai capito l'amore e il rispetto che provo per l'universo femminile. Per me è festa tutti i giorni per il solo fatto che le donne esistono, vera ragione di vita, motivo per il quale non bisognerebbe mai smettere di ringraziare il Signore per averle create (ma di questo ho già scritto clicca qui).

Questo è solo un pensiero, che posto qui a tutte le donne che sono naufragate sulle rive di quest'isola.




E FEMMEN

'E femmene so comme 'e stelle
Si te pierde li 'a guardà
Ce ne stanno a mille a mille
Piccerelle, so scintille
Si l'affierre 'e ffai stutà
Lass'e' stà, lass'e' vulà
Pò te cuoci, te fai male
E cu chi t''a vuò piglià?
Si sapisse comme è bello
A vedè sti lamptelle
Ca se specchiano dint all'uocchie
'E chi è sape accarezzà
Una 'e lloro è a stella mia
Pecchè quanno 'a notte è scura
E stu core s'appaura
Pare comme si 'a sentesse
Ca me dice:
"Aiza 'a capa, sient addore?
Guarda 'ncielo e staje sicuro
Tanto io stongo sempe ccà!"



Traduzione...
Le donne sono come le stelle
Se ti perdi le devi guardare
Ce ne sono migliaia e migliaia
Piccole, sono scintille
Che se le afferri le fai spegnere
Lasciale stare, lasciale volare
Poi ti bruci, o ti fai male
E con chi te la vuoi prendere?
Se sapessi com'è bello
Vedere queste lucette
Che si specchiano negli occhi
Di chi le sa accarezzare
Una di loro è la stella mia
Perché quando la notte è scura
E questo cuore si spaventa
Sembra come se la sentissi
Che mi dice:
"Alza la testa, lo senti l'odore?
Guarda in cielo e stai tranquillo
tanto io sono sempre qui




6 mar 2010

AVRAI AVRAI AVRAI






Avrai, avrai, avrai la stessa mia triste speranza

e sentirai di non aver amato mai abbastanza

se amore amore avrai

5 mar 2010

QUALCOSA SUCCEDERA'





Qualcosa succederà e questa testarda solitudine finalmente spazzerà via.



Un sorriso, una parola, forse solo uno sguardo,

io sono qui e ti aspetto sereno,

pronto a vivere anche solo di ogni tuo respiro.



Arriverai, ne sono certo,

e ho già prenotato i biglietti per dare inizio ad un viaggio di sola andata,

destinazione il pianeta felicità.





Il mai abbastanza compianto Massimo Troisi amava dire che lui scriveva i film sulla base delle canzoni di Pino Daniele.
Era ovviamente una battuta, ma la bellezza di questo pezzo ispira davvero poesia e spero che nessuno dei due si offenderà se ad essa ho abbinato queste parole.


SOTTOFONDO MUSICALE:


QUALCOSA SUCCEDERA' versione strumentale Pino Daniele
clicca qui

4 mar 2010

ATTRAZIONE D'AMORE



ATTRAZIONE D'AMORE


Quanto sei bella questa sera
alle porte di un'eleganza
che dipinge la stanza.

Il profumo mi parla di te
tra le sillabe di un bacio
fermo alla soglia del tuo incanto.

Nutrimi di bellezza
in questa stagione di vita
che non si arrende ai sogni.

Voglio essere specchio del tuo candore
per fermare la tua gioventù
e innamorarmi ancora
nel segreto di una poesia.



Non so a voi, ma a me è piaciuta tantissimo. Trovo che quando in un rapporto c' è desiderio, passione, attrazione, tutto diventa poesia e niente è volgare, perchè è amore è la molla che fa girare davvero questo mondo.

3 mar 2010

ADDOMESTICARE




Spesso mi capita di non avere idee importanti a tal punto, che ritengo meritino l'onore di essere fermate su un qualsiasi tipo di supporto, perchè quelle che scrivo qui, non devono essere semplicemente due parole messe in fila tanto per riempire uno spazio vuoto, ma qualcosa che sento necessario comunicare.

Succede quindi che per qualche giorno la mia voce è assente, altre volte invece mi affido a chi è davvero bravo e utilizzo poesie e brani musicali altrui, perchè trovo quei pezzi aderenti al mio stato d'animo. Oggi però non mi manca l'ispirazione, ma sono convinto che i video che seguono sono quanto di meglio potesse esprimere il genio umano per dire ciò che sento, affido così a loro le mie emozioni. Ascoltali con la dovuta calma e leggine il contenuto con la necessaria attenzione, te ne sarò grato naufrago.

Perchè vedi naufrago, fino a quasi due anni fa (maggio/giugno 2008) mi ero tenuto ben lontano dal "Piccolo Principe", ogni qualvolta iniziavo a leggerlo succedeva qualcosa di serio e grave che me ne faceva interrompere la lettura. Poi il caso (a cui non credo, è bene ribadirlo), un nick, una partita di biliardo, un momento di poca serenità e su indicazione di una carissima persona ho ripreso la lettura proprio da qui, dal pezzo che segue e a quel punto anche io sono stato "addomesticato" e mai come in questo periodo mi sento tale.

Quando un'amicizia sboccia, ed è bella quanto solamente una rosa sa essere, allora vale la pena di lottare con tutte le proprie forze perchè sopravviva ad ogni tipo di intemperia, perchè sia per sempre.



L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI







ADDOMESTICARE






1 mar 2010

MG






Cominciamo dall'inizio, non darò una sistemata ai miei pensieri, verranno fuori spettinati e così come prenderanno forma li leggerai, ivi compresi gli errori e le storpiature della lingua italiana, porta pazienza con me.
La prima delle considerazioni che mi viene da fare è che questo post lo volevo scrivere per inserirlo sulla parte pubblica dell'isola. Non lo faccio, o almeno non l'ho fatto ancora perché immagino che potresti arrabbiarti ed è una cosa che non voglio assolutamente, se però ritieni che non ci sia nulla di male, forse un giorno, con le dovute correzioni (che eventualmente mi suggerirai) potrò inserirlo anche li.
Bene, il tutto si incentra sulla frase di commento a indefinitamente, sintetica e sferzante come una frustata. Ti conosco bene e so che se ci tieni a dire qualcosa è perché la senti e non vuoi che la cosa passi sottotono. Però anche tu mi conosci, sei arrivata più di ogni altro essere umano sulla faccia della terra a denudarmi per quello che sono e se ho avuto dei momenti in cui non sono stato proprio un esempio di lindore è perchè comunque non ci si ripulisce dalla mattina alla sera delle scorie e del luridume che uno ha addosso.
Però io sono così e sto venendo fuori sull'isola per quello che sono o che forse cerco di diventare, quell'uomo a cui ambisco essere. E' probabilmente vero che troppo dolce fa male, me ne sto accorgendo sistematicamente sulla mia pelle, in molte persone mi dicono che voi donne non amate gli stronzi, ma da essi siete sistematicamente attirati, ecco forse me ne vedrei bene della vita se uscisse fuori la parte caina di me, almeno nel rapporto con l'altro sesso, ma io te l'ho sempre detto e spero dimostrato con i fatti, non faccio collezione di donne, non mi va di vantarmi tra 10/15 anni, quando avrò attaccato il membro al chiodo, delle mie conquiste, sei tu una delle prove vivente che non vivo per il sesso fine a se stesso, anzi.
Sia ben chiaro, non biasimo e non giudico chi lo fa, io non ci riesco, sarà semplicemente un mio difetto, un mio limite, ma io spero ancora che la donna che è con me nel momento del piacere è lì perché vuole me e non uno scambio di fluidi corporali.
E' vero, troppo dolce fa male, però quanto è bello camminare in riva al mare d'inverno e sperare che la volta successiva ci sia un motivo diverso per farlo, quanto è bello sperare che la prossima passeggiata non sia dovuta semplicemente a una coincidenza ma perché una donna ha le sue mani nelle mie o anche solo per seppellire un'altra pietra, come qualcuno mi insegno quasi due anni fa (non serve a nulla e lo sai anche tu, ma fa niente).
E infine MariaGrazia sai qual'è la cosa che più mi dispiace? Il modo stringato, sintetico con cui comunichiamo. Lo so, o almeno lo immagino, continui a giocare a biliardo, forse con qualche nuovo nick, ma intimamente ho sperato che un po' di tempo in più per conversare con me, con il messenger lo avresti trovato. Comunque sia mi accontento anche delle briciole del tuo tempo, sempre meglio che un silenzio che mi ha fatto davvero male.
E ricorda, a questo punto io non so chi sia faro per chi, perché se io quasi certamente non sono un riferimento per te, tu non hai mai smesso di esserlo per me.



SOTTOFONDO MUSICALE:

IO DOMANI: Marcella Bella
(beh, in qualche modo rappresenta comunque la nostra amicizia)

LA DURA LEGGE DEL CUORE





A volte nella vita, si fa l'errore di prendere pezzi di canzoni, frasi altrui o anche una serie di vignette e se ne fa ragione di vita, senza ricordarsi che gli artisti devono pur vendere per mangiare e che quindi quell'ispirazione ha come solo scopo il Dio denaro e non un reale sentimento.
Credo però che sia meglio vivere nell'illusione che un sogno possa realizzarsi, che nella certezza che la vita è davvero così brutta come la viviamo quotidianamente.


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RICORDATI DI ME - Antonello Venditti

Ricordati di me,
questa sera che non hai da fare,
e tutta la città è allagata da questo temporale
e non c'è sesso e non c'è amore,
ne tenerezza nel mio cuore.
Capita anche a te di pensare che al di là del mare
vive una città dove gli uomini sanno già volare,
e non c'è sesso senza amore,
nessun inganno nessun dolore,
e vola l'anima leggera.
Sarà quel che sarà,
questa vita è solo un'autostrada,
che mi porterà alla fine di questa giornata,
e sono niente senza amore,
sei tu il rimpianto e il mio dolore
che come il tempo mi consuma.
Lo sai o non lo sai,
che per me sei sempre tu la sola,
chiama quando vuoi,
basta un gesto forse una parola,
che non c'è sesso senza amore,
è dura legge nel mio cuore,
che sono un'anima ribelle.
Ricordati di me, della mia pelle,
ricordati di te com'eri prima,
il tempo lentamente ti consuma.
Ma non c'è sesso e non c'è amore,
ne tenerezza nel tuo cuore
che raramente s'innamora.
Ricordati di me, quando ridi,
quando sei da sola,
fidati di me,
questa vita e questo tempo vola.

26 feb 2010

INDEFINITAMENTE






Prima di procedere alla lettura di quello che segue, dai un'occhiata al video che ho incluso in questo post, è l'essenza stessa di tutto quello che segue.






Lo so, non è certo un vanto, considerando gli anni trascorsi al buio di un cineforum parrocchiale, in una sorta di estatica devozione davanti agli splendidi affreschi cinematografici di Kurosawa o alla malinconica perfezione della trilogia dei colori di Kieślowski. Eppure, tra i miei film preferiti, c’è anche questo: una pellicola hollywoodiana mielosa, fin troppo prevedibile, probabilmente la prova più evidente della mia conclamata mancanza di senso critico e/o di buon gusto cinefilo. Ma cosa vuoi da me, naufrago? Sono pur sempre uno di quelli a cui è piaciuto Joan Lui di Celentano, e questo, forse, dovrebbe bastare a spiegare molte cose.

Qui, di certo, l’analisi critica lascia il tempo che trova: la trama è scontata, gli snodi narrativi telefonati, e l’intero film sembra costruito esclusivamente in funzione del finale. Come direbbe Fantozzi: «Questo film è una ca...ta pazzesca!»

Eppure, c’è un “ma”.

Un “ma” enorme, ostinato, quasi commovente, che tiene insieme tutto il discorso e che, in fondo, dà un senso alla mia predilezione. La verità è che possiedo una visione irrimediabilmente romantica della vita, un sentimentalismo quasi imbarazzante, ostinato, che mi attraversa fino alle ossa. Perché vedi, io vivo nella pia illusione che, un giorno, anche per me, una donna possa pronunciare quel “indefinitamente” o, peggio ancora, quel “sono pazza di te”.

Ma — e sì, anche qui c’è un “ma” — non in una frase pronunciata distrattamente, gettata lì come un sasso in uno stagno senza onde.

No.

Deve nascere dentro quelle azioni spontanee, inevitabili, quasi inconsapevoli. Quelle cose che si fanno perché sembrano necessarie quanto respirare, intime e vitali. Quei gesti minuscoli e immensi insieme, che non vengono pensati, ma semplicemente accadono. Perché vengono da un luogo del cuore che non conosce strategia, né prudenza, né misura. Quelle cose che, come ti dicevo tempo fa, si fanno senza nemmeno rendersene conto, perché vengono da dentro e basta.

Mentre scrivo questo post, mi sono ritrovato, quasi senza volerlo, a vivere esattamente ciò che cercavo di raccontarti: quell’“indefinitamente” di cui parlo. E, lo ammetto, ho provato un moto sincero di invidia. Di quella bella, malinconica, che non ferisce ma insegna.

Ti racconto l’episodio, così forse comprenderai meglio, naufrago.

Per lavoro, mi è capitato di effettuare un sopralluogo in un’abitazione. Una di quelle case vissute, silenziosamente eleganti, dove persino gli oggetti sembrano custodire il peso lieve degli anni trascorsi insieme. Parlando con i padroni di casa — una coppia non più giovanissima, di quelle che hanno ormai attraversato tempeste e stagioni senza smarrirsi davvero — mi è capitato di “rubare” un gesto di una dolcezza infinita.

La signora, accorgendosi che il colletto della camicia del marito era leggermente in disordine, si è avvicinata senza interrompere il discorso. Con una naturalezza disarmante, quasi automatica, glielo ha sistemato delicatamente, con quella cura antica che appartiene solo a chi conosce ogni piega dell’altro, persino quelle invisibili.

Lui non ha detto nulla.

Nessuna parola. Nessuna teatralità.

Solo un gesto minuscolo.

Le ha sfiorato appena la mano, quasi impercettibilmente, con una delicatezza silenziosa che sarebbe sfuggita a chiunque altro fosse lì. Un gesto breve, semplice, invisibile ai più. Ma dentro c’era tutto: gratitudine, abitudine, amore, protezione, complicità. Una lingua segreta imparata in anni condivisi.

Io l’ho notato.

E l’ho invidiato.

Perché quello, per me, è “indefinitamente”.

Quello è “sono pazzo di te” pronunciato senza bisogno di parole.

Quello è amore, almeno per come lo intendo io: non nelle grandi dichiarazioni che abbagliano per un istante e poi evaporano, ma nei dettagli minuscoli che resistono al tempo, nella tenerezza ostinata delle abitudini, nei gesti che nessuno applaude e che proprio per questo sono veri.

Ecco, se devo essere sincero, credo che valga perfino il prezzo del biglietto su questa terra. O anche solo quello del cinema.

Sapendo che lì ti emozionerai davanti a una pellicola di celluloide, uscendo magari con gli occhi un po’ più lucidi del previsto; ma continuando, ostinatamente, a illuderti che sia proprio dentro quelle emozioni — o in un colletto sistemato distrattamente, in una mano sfiorata senza motivo apparente — che, forse, trovi davvero il senso di tutto.




23 feb 2010

DOLCE TORMENTO



Per un pò di tempo non l'ho più vista, era come scomparsa, persa e onestamente mi ero anche sentito un pò sollevato, era intenso dentro di me il rimorso per il dolore che le avevo causato.
Sai naufrago, passo quotidianamente davanti al suo negozio e sin dal primo momento che ho visto lei e la sorella si era creato tra di noi uno strano gioco di sguardi.

E' nata subito un'intesa strana e devo essere onesto, sono state entrambi per me una "tentazione" alla quale non avrei mai potuto rinunciare, sono un uomo con le mie debolezze e alla fine ho ceduto, mi sono concesso il piacere di avere una delle due ed è stata mia per lo spazio di una notte, è stata mia fino al mattino, dopo di che l'ho vista partire e me ne sono dovuto separare per sempre. Adesso so che non la rivedrò tanto facilmente, ma sono certo che la persona che ha con se Peppa le vuole bene quanto me e forse più di me, è in ottime mani. Adesso però è rimasta come un dolce incubo lei, la sorella.
Come ti dicevo prima era scomparsa per qualche tempo, non l'ho più vista, presumibilmente nascosta da qualche parte nel negozio e al mio quotidiano passaggio davanti alla sua vetrina, perdendomi nella stupenda oggettistica esposta, non riuscivo a ritrovarla, a vederla. Bah forse anche lei aveva trovato qualcuno che si n'era fatto carico, una famiglia che "l'aveva adottata", e invece no. Come un fantasma è riapparsa e da un pò di tempo è di nuovo al suo posto, con il suo sguardo ad incutermi soggezione, quasi volesse incolparmi del fatto che "la sorella" non è più con lei, come se questo fosse per me una colpa.
Vedi naufrago, il negozio dove in pratica vive, si trova sulla strada che intercorre tra il parcheggio per la mia auto e l'ufficio dove quotidianamente completato il mio lavoro, un luogo dove mi è fatto obbligo di recarmi. Ci sono dei percorsi alternativi, dei tragitti diversi che in qualche modo mi allontanerebbero da quell'attività commerciale e dalle sue splendide vetrine, ma sono un essere umano anch'io, davanti al bello non resisto e indubbiamente quel negozio ha della splendida mercanzia. Mi perdo quotidianamente nei binocoli da opera finemente rifiniti o nei fermacarte in argento arrecanti su di essi una sola parola in rilievo, scritta in tutte le lingue del mondo. Che belle poi le cartoline, le agende e quei giochi di moto perpetuo che tanto mi piacciono e infine il pezzo forte del negozio, i fari.
Chissà com'è i fari stanno diventando per me un dolce tormento e quelli che si trovano li, di tutte le dimensioni e le fattezze, realizzati in materiale diverso e che possono essere usati per vari fini, mi stanno tentando. Lo ammetto mi sono di fatto innamorato di un altro faro che ho intravisto giovedi sera. E' stupendo, bianco con il torrino celeste e una rete da pescatore lo contorna, ma ho resistito alla tentazione di farlo mio, anche perchè a quel punto la mia inizierebbe a essere ufficialmente una collezione e non una passione, ma chissà per quanto ancora resisterò e poi un altro dei motivi per cui ho desistto era la sua presenza. Lei con i suoi occhi inquisitori, quel suo silenzio carico di ogni parola del mondo e io mi sono sentito intimorito, a tal punto che distoglievo lo sguardo dal luogo in cui si trovava.
Ero fortemente tentato dall'idea di comprare quel faro, ero tentato dall'idea di comprare quello splendido faro per poi regalarlo, ero tentato dall'acquisto anche perchè pregustavo già il piacere che avrebbe arrecato a chi lo avrebbe poi ricevuto in dono, ma come potevo farle questo? Portare via quell'altro oggetto e lasciarla lì in quella vetrina ad aspettare ancora?
Quella splendida PIGOTTA non aspetta nessun altro che me e io mi sento quasi un vigliacco ad evitarla, so che vuole raggiungere la sorellina, ma la PIGOTTA non è solo una bambola, è un'adozione, è un impegno e non posso obbligare una persona a farsi carico di due di loro, anzi so che già la prima ha causato non poca gelosia negli abitanti della casa, una seconda non so come sarebbe accolta.
Io, come quasi tutti gli essere umani, non sono un santo e alle tentazioni cedo, sopratutto se mi prendono di testa, se come in questo caso il desiderio monta quotidianamente fino a superare i livelli di guardia e so per certo che prima o poi quella pigotta sarà mia, forse anche lei per il lasso di tempo di una notte sola, ma sarà mia.



Scusami naufrago se ho giocato con le parole per renderti un pò più intrigante la lettura, era solo un modo per portarti a finire il post e forse perchè no, instillare anche in te il desiderio di regalare in futuro una Pigotta.

Ti ricordo che ogni volta che una di esse viene adottata, l'UNICEF ha la possibilità di inviare un kit salvavita per un bambino appena nato in Africa.


P. S. Questo post si ricollega in qualche modo a un altro paio che ho scritto in passato. In entrambi i casi non è il completamento del discorso iniziato, ma solo una parte di essi.


P. P. S. Evitate di cercare di capire in quale luogo si trova la via in cui è stata scattata la foto, è volontariamente tratta da internet e non ha nulla a che fare con il negozio in questione.



SOTTOFONDO MUSICALE:


L'ELEFANTE E LA FARFALLA: Michele Zarrillo Karaoke versione clicca qui


19 feb 2010

IO SONO QUA





Galleggio intorno all'isola da qualche giorno ormai.
Il mio corpo è altrove, ma la mia mente è qui e seppure ho tante cose che vorrei scrivere, mi manca quello spunto che da forza all'ispirazione.
Leggo poesie, vedo o rivedo spezzoni di vecchi film, ascolto musica, cerco la forza per scrivere ciò che ho dentro. Cerco di riempire le parole di silenzio, per capire quali sono quelle che realmente meritano di prendere vita, per ora niente di nuovo.
Questo non significa che ho perso la bussola, anzi avendone ricevuta una da poco (anche se non ho mai capito come si usano) so sempre dove mi trovo, ma a volte vorrei perdermi per davvero per poter capire cosa sono e cosa davvero voglio o forse semplicemente prendere coscienza che non potendo avere ciò che desidero, devo rassegnarmi a quel che ho, poco o niente.
A volte davvero invidio chi usa la testa solo come appendiorecchie, anime semplici che chiedono alla vita solo il cibo e qualche soddisfazione sessuale (forse meglio dire sfogo).
Passerà anche questa, lo so, come le donne hanno i loro problemi ciclici, anche io ho le mie fisime o forse sono solo metereopatico, chi lo sa?
Passerà e voi riprenderete a leggere un tipo diverso di idiozie, quello che di solito pubblico e non quelle di questo genere.





IO SONO QUA

A volte vorrei non esserci mai,
oppure esserci ma restare invisibile;
Vorrei potere tutto, anche l'impossibile...

A volte vorrei volare e non smettere mai di sognare,

Vorrei che mi capissero senza bisogno di parlare;
Vorrei che tutto il mondo fosse più buono
E che le cose non fossero come invece sono;

Perché purtroppo è ben diversa la realtà:
Mi piaccia o non mi piaccia, io sono qua




P. S. Non mi prendo meriti altrui, la poesia è copiata da un altro blog clicca qui




17 feb 2010

WE ARE THE WORLD 25

PER NON DIMENTICARE HAITI

Arriva un momento in cui abbiamo bisogno di una chiamata,
quando il mondo deve tornare unito

C’è gente che muore
ed è tempo di aiutare la vita, il più grande regalo del mondo.








Mi ritaglio uno spazio in fondo a questo post per "ringraziarvi dell'enorme mole" di sms che sono stati inviati a favore della raccolta per i bimbi sofferenti di malattie cardiovascolari.
Meno male che non contano solo su di noi per avere una speranza si sopravvivere.