1 nov 2017

LUNA NUOVA - 1° Parte









          Ancora qualche altra curva e quella Strada Provinciale di alta collina si sarebbe trasformata in lungo rettilineo, che lo avrebbe tranquillamente portato sino all'incrocio dove avrebbe dovuto girare. Era stanco di tutti quei tornanti ed il momento che desiderava sin dal tramonto si stava velocemente avvicinando. Non aveva nessuna fretta, perchè la notte sarebbe stata davvero lunga, ma non voleva nemmeno perdere tempo, aveva la necessità di sciogliere quel nodo che gli attanagliava il cuore e lo poteva fare soltanto raggiungendo la sua meta, immersa nel bel mezzo del nulla


          L'aria era frizzante e pulita, come solo le ore serali di fine settembre sanno essere, quei momenti capaci di regalare profondità e magia a chi ha la voglia e la possibilità di poterseli godere ed i finestrini della auto, lasciati leggermente aperti, gli restituivano sino in fondo la possibilità di respirare quel concentrato di profumi ed emozioni che lo circondavano. D'altronde, se da sempre poeti e cantanti si cimentavano nel descrivere la bellezza, che regala ai nostri occhi la fine di un'estate, un motivo doveva pur esserci? Anche se in realtà a tutto ciò lui non stava affatto pensando, perchè vi era semplicemente immerso e si stava infantilmente godendo quel momento unico ed intenso, quello che lui aveva battezzato come un viaggio verso l'incognito.


          Ecco, questo era tutto ciò che aveva realmente desiderato, ciò che aveva cercato, quello che gli serviva per creare una sorta di contrappasso alla confusione nella quale si era immerso soltanto la sera prima. Zero rumori, zero inquinamento, ma sopratutto zero luci, zero telefono e seppure amava visceralmente la festa del suo santo patrono, le bancarelle, il muro di gente che cammina felicemente senza meta, il momento in cui muore una stagione e ne inizia una nuova, lui quella sera lì l'aveva vissuta come un fastidio dal quale ripulirsi ed ora sentiva il bisogno di immergersi nel nulla più assoluto e mentre i fari della sua auto fendevano il buio compatto della notte, illuminando esclusivamente la strada che stava percorrendo, tutte quelle sensazioni gli stavano finalmente restituendo tutta la pace di questo mondo. In quel momento si sentiva non solo vivo, ma soprattutto sereno.


          Arrivò al bivio mentre la playlist che aveva scelto come sottofondo lasciava partire un Gino Paoli d'annata, rallentò svoltando a destra mentre le sue labbra anticipavano parole d'amore e si immise sereno su di un tracciato di campagna, che qualcuno aveva avuto la presunzione di chiamare strada, solo perchè in passato era stata asfaltata in ossequio a chissà quale politico locale. Ora di quell'asfalto era rimasta solo qualche vaga traccia lungo i bordi della carreggiata, così come del politico d'altronde e oggi, settembre 2017, quel tracciato poteva assumere tantissimi nomi, ma tutto era tranne che una strada.


          Rallentò ancora un pò l'andatura dell'automobile, semmai fosse stato possibile, mise in funzione gli abbaglianti e si rese conto di quanto fosse tenebroso tutto ciò che lo circondava. Non ebbe paura, non solo perchè ciò la zona gli era estremamente familiare, ma anche perchè si rifugiò nella stessa allegra fantasia, che ogni volta che si trovava lì, gli tornava immancabilmente in mente. Infatti riusciva quasi sempre a visualizzare la faccia di coloro, che eseguendo male le indicazioni di un navigatore satellitare, si trovavano nel bel mezzo di quella selva oscura di dantesca memoria, con i rami degli alberi ad invadere la carreggiata, riuscendo anche ad immaginare lo spavento che potevano creare gli occhi rossi di qualche animaletto di campagna che li fissava, nascosto nell'erba alta oltre al  terrore che poteva suscitare il latrare continuo ed incessante dei cani delle vicine masserie, il tutto senza poter disporre dello spazio necessario per invertire la marcia dell'automobile. Il più coraggioso di quegli automobilisti sarebbe impazzito di terrore al minimo imprevisto, anche perchè quella zona, soprattutto di notte, dava l'impressione di immergersi in un passato, cristallizzatosi nel tempo all'epoca degli anni 50 dello secolo scorso, oltretutto non esistevano segnali telefonici o qualsiasi altro modo per mettersi in contatto con il resto del mondo e chiedere così aiuto, aumentando l'inquietudine ed ovviamente la paura, che però doveva ammetterlo, in quelle circostanze avrebbe  così assalito chiunque.


          Lui però non poteva averne, semplicemente perchè conosceva bene quel luogo, ed oltretutto lì vicino c'era la sua meta.








26 ott 2017

CIAO






Oggi è il giorno in cui avrei dovuto iniziare a pubblicare sul blog il mio nuovo racconto, ma mi vedo costretto  a rinviare, perchè ci sono a mio avviso cose che sono più importanti, punto e basta. Una di queste è il dover rendere omaggio alle persone che a mio avviso lo meritano, soprattutto quando vengono a mancare.

L'uomo che vedete nella foto in alto è stato il parroco della mia infanzia/adolescenza, Don Andrea Vece e ieri è morto all'età di 89 anni. Lui è una delle persone che mi ha formato, ed è giusto che io oggi lo ricordi e questo non perchè è morto, ed è consuetudine farlo, ma perchè è stato davvero molto importante per me e per l'intera comunità di Madonna di Fatima in Salerno, di cui ho fatto parte per quasi 30 anni.

Don Andrea ha sempre agito nella sua vita a servizio degli altri, cercando di vivere la sua missione quotidianamente, regalandosi alla sua parrocchia e seppure non è mai stato un prete POP la sua comunità ha vissuto momenti davvero intensi ed importanti a cavallo degli anni ottanta. Eravamo un gruppo di ragazzi, giovani, adulti, che intorno alla figura di questo prete ha intrapreso varie strade, ma che ha sempre avuto il suo esempio al centro inconscio del nostro essere.

Don Andrea è stato uno di quei preti, che senza seguire le strada aperta dalle missioni, quasi per caso scoprì l'Africa profonda, quella povera, quella che ha vissuto le guerre più dure e le devastanti carestie che hanno caratterizzato la fine dello scorso millennio e seppure aveva da mandare avanti un'enorme comunità di ben quindicimila anime (avete letto bene 15.000), non lesinò mai il suo aiuto, la sua presenza e tutto ciò che poteva donare a quelle sfortunate persone e questo molto prima che tutte queste ONG diventassero di moda.

Don Andrea era un prete colto, uno di quelli che credeva ciecamente nel suo dover e voler essere prete, era un parroco che amava studiare, era un uomo che amava le arti e soprattutto adorava il cinema, a tal punto, che una delle sale d'essai più importanti di Salerno ha sede nel locale sottostante alla sua chiesa. Una sala cinematografica, che visto cartelloni di cineforum davvero unici, con film che sono stati proiettati solo lì e seppure per molti oggi andare al cinema è solo intrattenimento con il contorno di Pop Corn, Coca Cola ed effetti speciali, vi assicuro che la lettura critica di una pellicola, il capire il senso recondito di certe scene, apprezzare anche storie complicate, perchè raccontano qualcosa di importante, è quel quid in più che rende piacevole tutta la settima arte. Beh, forse oggi avete finalmente capito chi mi ha contagiato l'amore per i film e non ringrazierò mai abbastanza per averlo fatto.

Don Andrea è stato vicino ai ragazzi, l'ho già detto prima. Ci ha letteralmente regalato spazi per fare le nostre esperienze giovanili, sempre con educazione e rispetto dell'ambito in cui ci trovavamo, una chiesa e i locali attigui. Potevamo fare teatro, giocare a calcio, tennis, basket, cantare o anche preparare la funzioni della domenica, ed avevamo sempre lo spazio idoneo alle nostre esigenze a nostra disposizione, perchè lui aveva creato una parrocchia completa, al servizio di chi volesse avvicinarsi a quel mondo.

Don Andrea per tanti versi è stato un precursore, che forse ad un certo punto non ha saputo adeguarsi al mondo che cambiava troppo velocemente per il suo modo di essere, ma non posso dargli torto, perchè è dei giovani il dover essere all'avanguardia, cercare o creare le novità, non doveva spettare a lui il compito di mantenerci uniti mentre crescevamo e cambiavamo, ma è più facile e comodo addossare la colpa a qualcun altro (così come facevamo mentre ci perdevamo di vista noi dei gruppi giovanili), invece di assumersi delle responsabilità e lui si fece carico anche di questo fardello, che non gli spettava, dimostrando che amava davvero il ministero a cui si era regalato.

Don Andrea da ieri non è più in mezzo a noi, ma non smetterà mai di essere dentro di noi che lo abbiamo conosciuto, apprezzato, amato.

Don Andrea, ciao e che la terra ti sia lieve.






P. S. Rivedendo questo video, in alcune foto mi sono ritrovato, non nascondo che la cosa mi ha emozionato.





19 ott 2017

LUNA NUOVA - Introduzione







       Ebbene si, non so come sia stato possibile, ma alla fine eccomi di nuovo qua, davanti ad una tastiera ed un monitor a scrivere la prefazione ad un mio nuovo racconto e giuro, mi sento davvero teso ed emozionato come se fosse di nuovo la prima volta.


       Sono passati tanti anni dall'ultima volta in cui ho approcciato con impegno una tastiera per scrivere un racconto che fosse più lungo di una paginetta, ed affermare ora che molto di ciò che ci circonda si è trasformato in tutt'altro, non è affatto sbagliato. Oltretutto, questo cambiamento ha avuto luogo ad una velocità tale, che dovrei riconsiderare l'approccio stesso che ho con il web, ma questa è un'altra storia che non ci interessa in questo momento. Quello che ha in realtà importanza, al netto di tutte queste considerazioni, è il fatto che ho preso la penna e ho riempito undici paginette di un quaderno acquistato ad hoc, il tutto in una serata in cui mi sono ritrovato travolto da un'ispirazione talmente intensa che ho messo giù ciò che nasceva di getto e poi ancora carico mi sono seduto al pc e ho dato forma sul web ai miei appunti e in quest'istante so per certa una cosa, che tutta questa nuova tecnologia che ho a disposizione, non può togliere nè aggiungere nulla alla magia che può e sa regalare una buona ispirazione, quella scintilla che scocca dentro, che accende un incendio e che mi da non solo la forza di scrivere, ma che mi impone di farlo. Ecco, cos'è davvero importante, sapersi far travolgere dalla storia che nasce, così da essere capace di dare forma alle fiamme e lasciarsi bruciare dalle parole che si hanno dentro, perchè solo ciò che è figlio di amore e passione resisterà nel tempo, oltre le mode e alle evoluzioni dei tempi.


       Ecco, il modo in cui ho preso coscienza di qual'era una delle cose mi ha frenato in tutti questi anni, la mancanza di una buona ispirazione, la paura di non avere qualcosa di abbastanza buono da raccontare o che comunque non fosse così interessante da poter essere scritto. Ho spesso iniziato a mettere giù delle buone idee ed ho tanti bloc notes A4 su cui è stata scritta sola la prima pagina, però poi tutto si faceva buio, stanco, noioso e regnava il vuoto assoluto. Un vuoto che in realtà credevo fosse solo ispirativo, mentre invece mi mancava ancora qualcos'altro per superare quell'ostacolo, anche se non sapevo dare una forma a questo qualcos'altro.


       Sono passati così degli anni e in tutto quel tempo non mi sono mai chiesto cosa fosse a frenarmi, perchè non avevo preso coscienza che esistesse questo tipo di problema, fino a quando non si è risolto, anche perchè sono stato ingannato dal fatto che in questo lasso di tempo ho comunque scarabocchiato qualcosina, ho messo giù delle poesie, alcune anche belle, ma un racconto breve (lungo per i miei canoni) è tutta un'altra cosa. Un racconto breve è impegnativo, va approcciato per bene, lo devi curare in ogni sua parte e forma perchè risulti appassionante, ed io intimamente non avevo ancora preso coscienza che non avevo nessuna voglia di farlo, perchè non avevo nessuno sprone a farlo.


       Ecco, mi mancava qualcuno che mi incitasse, che mi dicesse continuamente che sono bravo, che il mio sarebbe stato un talento sprecato (cosa di cui onestamente dubito) se non avessi ripreso a scrivere con dedizione ed impegno. Fatto sta che oggi sono qui e sto mettendo nero su bianco la prefazione al mio nuovo racconto, che da poco è stato completamente riportato anche sul web (sto provvedendo a correggere le ultime pagine) e devo perciò condividere il merito di questa mia nuova avventura con chi mi ha dato fiducia, mi ha invogliato, spronato, quasi imposto di riprovarci, certo che merita molto di più di ciò che riesco a darle, perchè è nell'incoscienza di ciò che suscita in me. Ecco, lei non sa assolutamente quanto sia importante per me, spero intimamente che riesca a comprenderlo leggendo attentamente il racconto e tra le righe di esso. La parte finale del racconto è sconosciuta a tutti, anche a chi l'ha letto in anteprima aiutandomi a correggere le bozze, quindi il mio augurio è che tutti possiate goderne appieno la bellezza, ma che lei (che lo leggerà insieme a voi) possa arrivare a capire, ciò che non le sto dicendo. 


       Tornando quindi al racconto, non so onestamente quanto coinvolgente e bello possa risultare questo agli occhi di chi lo leggerà, perchè se è vero che per molti versi scrivere è come andare in bicicletta, in realtà non è affatto la stessa cosa, perciò voglio che sappiate che mi sono impegnato e soprattutto divertito nell'immaginare la storia, figlia di una bella ispirazione che mi ha appassionato alla scrittura, alla rilettura, alla correzione e a tutte le fasi di lavoro che sono necessarie per scrivere qualcosa di coinvolgente, così come lo intendo io, ma soprattutto voglio farvi sapere che mi piace ciò che leggo e che la settimana prossima ho intenzione di proporvi.


       Non mi resta quindi che augurarvi una buona lettura, ricordarvi per l'ennesima che non sono uno scrittore e che è tutto molto, ma molto, ma molto grezzo, ma soprattutto chiedervi di avere pazienza, perchè forse un giorno tornerò ad essere il guardiano di una volta, oggi probabilmente non sono all'altezza, ma ci ho messo tanto impegno in questo racconto e mi auguro possa piacervi.



P. S.: Sono ancora indeciso se dividere il racconto in più parti o proporvelo per intero, è un dilemma che spero di risolvere questo fine settimana, conscio che come sempre, sarà l'istinto all'ultimo momento, a farmi capire quale sia la strada migliore da seguire.

P. P. S. : Come per il passato, non consentirò nessun tipo di commento, fino al completamento del racconto, non mi piace l'idea che possiate giudicare qualcosa che non conoscete fino in fondo.




Grazie a tutti della pazienza, ma un abbraccio speciale va chi mi ha aiutato nella stesura, completamento, correzione di questo racconto












14 set 2017

RINASCITA





          Gli stimoli, la voglia di urlare all'universo intero cosa provi e come ti senti, sono alla base di ogni respiro, quando hai ritrovato l'ispirazione per scrivere, per scarabocchiare, per metterti a nudo in pubblico e cercare così di comunicare al resto del mondo come ti senti.

          Io non ho un senso critico, anzi no autocritico, così spiccato ed onesto, da farmi capire quanto ciò che segue sia bello, intenso e comunque sui livelli che mi competono, ciò che posso però affermare è che è tutto spontaneo, nato di getto, in un sol fiato, come direbbe Vasco

"è nata da sola, come un fiore"

          Ecco, immaginatela come una bellissima rosa, sbocciata da improvvisamente, prepotentemente, un fiore che avevo paura di cogliere, ma che ora non ho paura di condividere.


          Il titolo? Potete leggerlo anche come una dichiarazione di intenti del Guardiano.....





Il tuo sorriso 
sparso sui miei sensi
ha risvegliato il mio desiderio di felicità.


Tra le tue braccia è ricominciata la vita
il cuore ha ripreso a battere,
la gioia si è appropriata di me
e tutto si è fatto infinito
tutto è diventato noi.


E adesso  che sono sicuro,
che voglio te in ogni mio domani,
ora che sei finalmente mia,
non smettere mai di farmi perde stretto
in un abbraccia che ha il sapore dell'infinito.




P. S. Ai possibili detrattori, voglio solo dire, come informazione di servizio, che la foto è volutamente sfuocata, per dare quel senso di infinito ed eterno, che spero impregni la poesia.



4 apr 2017

LA MIA POESIA PIU' BELLA






La poesia è un'emozione che prende la via che dal cuore porta sino alla carta, 
dove splenderà per sempre di vita eterna. 


La poesia racconta il profondo, 
l'immenso, 
l'unico, 
è ciò che non si può raccontare a parole, 
 eppure si cerca invano di farlo. 



La poesia ha gli occhi dell'amore e la voce della passione, 
è un battito di cuore che non finirà mai di stupire, 
chi lo ispira, chi lo ha. 


La poesia ha il sapore dei tuoi baci, 
a cui per nulla al mondo rinuncerei.

Tu sei la mia poesia più bella, 
e nessun poeta potrà mai declamarti,
così come saprò fare io, 
perché lì dove altri scriveranno parole,
tu mi saprai farmi incidere amore.





23 feb 2017

DEAVER - Menti pericolose




È questa una settimana particolare, la sto passando per intero a lavorare di notte e ho così poco tempo a mia disposizione, ché riesco a dedicarmi solo alle persone e alle cose indispensabili per la mia Vita, tranne che per una piacevole eccezione, il libro di cui vedete la copertina.

Amo leggere Deaver e volevo capire come si approcciava ad un racconto breve, un genere con il quale ho qualche dimestichezza e con cui vorrei di nuovo cimentarmi.

Ho fatto bene, perché le pagini scorrono veloci e ho capito un paio di cose sulla tecnica di scrittura, che mi hanno fatto venire voglia di confrontarmi con qualcosa di nuovo. Spero di poter avere a breve un po' di tempo per scrivere un nuovo racconto, che mi auguro riesca più avvincente dei precedenti.


Il libro di Deaver merita di essere letto, ma questa non è né una notizia, né una novità.






22 feb 2017

FOTOGRAFANDO - Alba chiara



L'azzurrità di questo nuovo giorno contrasta splendidamente il cielo ardente di ieri sera. 

Alba e tramonto, due facce della stessa splendida meraviglia, un giorno in più per amare chi abbiamo nel cuore. 


FOTOGRAFANDO - Di notte, al mare





Ho scattato queste foto 24 ore fa, alle 3 di notte, hanno per me una grandissima importanza, sia per ciò che raffigurano (li dove tutto ha avuto inizio), sia per ciò che mi ha spinto a scattarle.... 



21 feb 2017

20 feb 2017

SALSEDINE







Ho spesso affermato, a ragion veduta, che sono figlio del mare e dello stesso ho i tratti caratteriali. Ho molte volte scritto sulle pagine di questo blog, che rinuncerei alla sua infinita immensità solo in caso di qualcosa di ancor più grande, un vero amore, ma per il momento torno ancora da lui, questo mio immenso padre, per trovare conforto e ristoro, per cercare quella pace che non ho, per calmare le inquietudini dell'anima e del cuore.
L'ho fatto di nuovo sabato notte, dopo davvero tanto tempo, ma sapevo che non avrei preso sonno facilmente, fuso ancora da un diverso approccio al sonno e dalla morte che ho nel cuore, e ho deciso che dovevo recarmi lì dove tutto ciò che mi riguarda ha avuto inizio, la spiaggia dove sono stato concepito, era il solo modo per morire e rinascere di nuovo.

Il motivo di tutto ciò?

Il cuore, ad un anno esatto dalla mia ablazione, avevo bisogno di anestetizzarlo, di sconfiggerlo di nuovo. Sentivo forte la necessità di cercare una cassaforte ancora più spessa, inossidabile ed impenetrabile di quella che avevo già inutilmente usato, quella che era stata facilmente scassinata con un incantevole sorriso.

E' stata una bella nottata, tiepida, con il mare stranamente calmo per essere al centro dell'inverno, facendo sì che questa notte di primavera, appoggiatasi nel bel mezzo della brutta stagione, si rivelasse come il più gradito dei regali di compleanno, seppure mi sia stato recapitato con una settimana di ritardo.

Mi sono lasciato immergere dalla brezza del mare, ho raggelato i bollori ed il corpo con l'acqua di mare, mi sono fatto salsedine, avevo voglia di affogare i dolori ed i dispiaceri in qualcosa di ancor più grande di essi, o che perlomeno potesse contenerne una parte. 
Una pizza chiecata a libett e un paio di buone birra mi hanno aiutato a raggiungere il centro del mare, a sparpagliarvi i pezzi in frantumi di ciò che ho dentro, facendo così che nessuno più potrà accedervi. Ho tenuto per me solo l'amore per le persone care, quelle di cui sono parte e per chi è parte della mia essenza più intima.

Oggi, ieri, sono rinato a nuova morte, senza un cuore, senza amore, solo affetti, nella speranza che certi dolori siano d'ora in poi solo evanescenti ricordi.

Torno ad essere definitivamente ed esclusivamente Il guardiano



P. S. Vorrei far notare, se me lo consentite, la citazione cinematografica, che so non molti coglieranno, ma che aveva già indicato dove sarei affondato, sin dal vostro ingresso su questo post.


PINO DANIELE - Voglio o'mar





voglio o mare