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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


LUNA NUOVA - 1° Parte









          Ancora qualche altra curva e quella Strada Provinciale di alta collina si sarebbe trasformata in lungo rettilineo, che lo avrebbe tranquillamente portato sino all'incrocio dove avrebbe dovuto girare. Era stanco di tutti quei tornanti ed il momento che desiderava sin dal tramonto si stava velocemente avvicinando. Non aveva nessuna fretta, perchè la notte sarebbe stata davvero lunga, ma non voleva nemmeno perdere tempo, aveva la necessità di sciogliere quel nodo che gli attanagliava il cuore e lo poteva fare soltanto raggiungendo la sua meta, immersa nel bel mezzo del nulla


          L'aria era frizzante e pulita, come solo le ore serali di fine settembre sanno essere, quei momenti capaci di regalare profondità e magia a chi ha la voglia e la possibilità di poterseli godere ed i finestrini della auto, lasciati leggermente aperti, gli restituivano sino in fondo la possibilità di respirare quel concentrato di profumi ed emozioni che lo circondavano. D'altronde, se da sempre poeti e cantanti si cimentavano nel descrivere la bellezza, che regala ai nostri occhi la fine di un'estate, un motivo doveva pur esserci? Anche se in realtà a tutto ciò lui non stava affatto pensando, perchè vi era semplicemente immerso e si stava infantilmente godendo quel momento unico ed intenso, quello che lui aveva battezzato come un viaggio verso l'incognito.


          Ecco, questo era tutto ciò che aveva realmente desiderato, ciò che aveva cercato, quello che gli serviva per creare una sorta di contrappasso alla confusione nella quale si era immerso soltanto la sera prima. Zero rumori, zero inquinamento, ma sopratutto zero luci, zero telefono e seppure amava visceralmente la festa del suo santo patrono, le bancarelle, il muro di gente che cammina felicemente senza meta, il momento in cui muore una stagione e ne inizia una nuova, lui quella sera lì l'aveva vissuta come un fastidio dal quale ripulirsi ed ora sentiva il bisogno di immergersi nel nulla più assoluto e mentre i fari della sua auto fendevano il buio compatto della notte, illuminando esclusivamente la strada che stava percorrendo, tutte quelle sensazioni gli stavano finalmente restituendo tutta la pace di questo mondo. In quel momento si sentiva non solo vivo, ma soprattutto sereno.


          Arrivò al bivio mentre la playlist che aveva scelto come sottofondo lasciava partire un Gino Paoli d'annata, rallentò svoltando a destra mentre le sue labbra anticipavano parole d'amore e si immise sereno su di un tracciato di campagna, che qualcuno aveva avuto la presunzione di chiamare strada, solo perchè in passato era stata asfaltata in ossequio a chissà quale politico locale. Ora di quell'asfalto era rimasta solo qualche vaga traccia lungo i bordi della carreggiata, così come del politico d'altronde e oggi, settembre 2017, quel tracciato poteva assumere tantissimi nomi, ma tutto era tranne che una strada.


          Rallentò ancora un pò l'andatura dell'automobile, semmai fosse stato possibile, mise in funzione gli abbaglianti e si rese conto di quanto fosse tenebroso tutto ciò che lo circondava. Non ebbe paura, non solo perchè ciò la zona gli era estremamente familiare, ma anche perchè si rifugiò nella stessa allegra fantasia, che ogni volta che si trovava lì, gli tornava immancabilmente in mente. Infatti riusciva quasi sempre a visualizzare la faccia di coloro, che eseguendo male le indicazioni di un navigatore satellitare, si trovavano nel bel mezzo di quella selva oscura di dantesca memoria, con i rami degli alberi ad invadere la carreggiata, riuscendo anche ad immaginare lo spavento che potevano creare gli occhi rossi di qualche animaletto di campagna che li fissava, nascosto nell'erba alta oltre al  terrore che poteva suscitare il latrare continuo ed incessante dei cani delle vicine masserie, il tutto senza poter disporre dello spazio necessario per invertire la marcia dell'automobile. Il più coraggioso di quegli automobilisti sarebbe impazzito di terrore al minimo imprevisto, anche perchè quella zona, soprattutto di notte, dava l'impressione di immergersi in un passato, cristallizzatosi nel tempo all'epoca degli anni 50 dello secolo scorso, oltretutto non esistevano segnali telefonici o qualsiasi altro modo per mettersi in contatto con il resto del mondo e chiedere così aiuto, aumentando l'inquietudine ed ovviamente la paura, che però doveva ammetterlo, in quelle circostanze avrebbe  così assalito chiunque.


          Lui però non poteva averne, semplicemente perchè conosceva bene quel luogo, ed oltretutto lì vicino c'era la sua meta.








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