29 mar 2012

DOLORE







Il dolore è qualcosa che ci accompagna sin dall'istante stesso in cui nasciamo, anzi la nostra stessa nascita è sofferenza per chi ci sta dando alla luce e sarà la sola costante fissa che ci accompagnerà fino alla morte, che potrebbe, si spera dovrebbe, dare del dolore a chi ci circonda in quel momento perché ci ama, così come ci amava nostra madre al momento del parto.

Il dolore è forse il solo ed unico fil rouge che si dipana lungo tutta la nostra esistenza. Soffriamo quando qualcosa non va come desideriamo, soffriamo se qualcuno a cui teniamo è in difficoltà, soffriamo per le malattie, soffriamo per amore. Si potrebbe sintetizzare che siamo nati per soffrire e che i più fortunati, sono quelli che riescono ad alleviare le proprie pene o addirittura ad anestetizzarle del tutto.

Però, poi, se ci pensi, il dolore ci occorre per imparare dai nostri stessi errori. L'uomo è diventato ciò che è attraverso le sofferenze e industriandosi per non subirle più. Abbiamo costruito auto e strade, per non soffrire più la stanchezza degli spostamenti. Abbiamo studiato cosa ci occorre per guarire dalle malattie e quindi per allontanare il più possibile il dolore della morte. Ed anche alle pene del cuore abbiniamo delle pillolette, dei semplici antidepressivi e amen, tutto è finito in un dimenticatoio o quasi.

Però il dolore ci ha generato, il dolore ci ha aiutato a crescere, il dolore ci ha fortificato e quindi nasconderlo forse non è poi la migliore delle soluzioni possibili. Forse dovremmo solo imparare a superarlo affrontandolo, guardandolo negli occhi e cercare così di capire non solo cosa ci fa male, ma perché ce lo fa. Però poi, se ti rendi conto che non è una causa esterna a farti stare male, ma sei tu, il tuo carattere, il tuo modo di pensare, di agire, di vivere la vita,  in quel preciso istante che si fa?

Non puoi prendertela con nessun'altro, scaricare la colpa su chi ti circonda, l'unico responsabile sei tu, è il tuo io che genera il dolore. Casomai, nelle stesse tue circostanze, la maggior parte delle persone si sarebbe già rialzata e si guarderebbe intorno, invece tu no, sei lì, ci ragioni su, cerchi di capire perché diamine vieni percepito per ciò che non sei e che tra le altre cose non vorresti mai nemmeno essere e tutto ciò non solo ti fa ragionare, ma ti fa male, anzi acutizza il dolore stesso, che già provavi, perchè pensi sono un deficiente, dovrei fregarmene, come il resto del mondo e tutto giù per lo scarico.

E se la colpa fosse di quest'anima di cui tanto parliamo o quella sensibilità tanto decantata nei secoli scorsi ai poeti e che oggi non va più di moda? Forse è proprio lì che si nasconde l'interruttore del dolore, quello profondo, quello vero, quello che non fa stare male una parte del corpo, ma l'intera persona. Basterebbe solo scovarlo ed intervenire direttamente, estirpando questa benedetta, anzi no maledetta sensibilità del tutto e gettandola in cestino dei rifiuti per l'umido, visto che è pregna di tutte le lacrime che si versano durante la vita. Anche se poi basterebbero quelle di una sola giornata per ridurla ad uno straccio per lavare i pavimenti.

Certo, pensandoci è una semplice operazione, ci si libera dell'anima come se fosse l'appendice e amen, tutto è finito, tutti omologati, identici. Automi privi di ogni profondità, di cuore, della voglia di amare e di soffrire per esso. 

Perchè se torniamo all'inizio del discorso stesso e ci pensiamo su per bene, tutte le cose belle della nostra esistenza si sposano con il dolore, ed allora sapete che vi dico, sono orgoglioso di essere capace di soffrire, di penare e di non essere dotato di nessun interruttore capace di farmi dimenticare le cose a comando.
Perché sono vero e vivo la mia vita credendo nelle cose che faccio e in quelle che dico e non le dico, finché non ne sono certo e se ciò continuerà nel futuro a cagionarmi altro dolore, pazienza, è la vita, ma saprò sempre di averla vissuta a testa alta.
Anche se adesso fa male.




9 commenti:

  1. Penso che tu abbia veramente carpito il senso della vita, nel suo significato più profondo. Riflettere e scrivere l'oggetto delle ns riflessioni, per far partecipi gli altri, è un gesto di grande generosità e d'amore, almeno per chi sa apprezzare. Sei una grande anima!!!
    P.s. finalmente non ho dovuto contare i caratteri!!! ciao da brenda.ruben o, se vuoi, syria60 sulla piattaforma di word press.

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    1. Grazie dei complimenti, come sempre quando vengono da uno sconosciuto sono sempre più graditi,:anche se poi del tutto sconosciuta non sei.

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  2. Bellissimo,ragazzo.
    Uno dei tuoi migliori.
    Ma sai come la penso in merito. Spero che un tuo amico, non lo legga fino alla fine. L'ultimo passaggio, non sarebbe un buon consiglio per lui. Apprezzo molto l'idea di reagire, alzarsi.
    u.v.s.

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  3. Ahimè, credo che non solo lo abbia letto prima di tutti voi, ma mi ha aiutato a scriverlo.......

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  4. Dobbiamo fargli capire che non deve frequentare cattive amicizie; lo portano sulla cattiva strada.

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  5. Ciao, quella del dolore e' una scuola, e va frequentata affinche' il nostro spirito si evolva, vita dopo vita...Ma non e'tutto cosi'triste! Il dolore stesso ci insegna anche a non soffrire, poiche' spesso siamo noi ad autoflagellarci. Uragano

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  6. ciao..ho imparto tanto cose nella vita..e sto scrivendo una canzone del tipo è vorrei sapere se posso fregarti alcune frasi da qui?? gentelmente

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    1. Ciao, grazie dell'attenzione e ovviamente ti accordo tutti i permessi che vuoi, spero solo di avete mp3 della canzone e se come ti auguro qualcuno te la produrrà, un grazie sarebbe gradito.

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