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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


DESERTO


Ieri mi sono concesso un piccolo vezzo, una di quelle cose a dir poco strane, ma che a me piacciono tanto, una piccola follia, ma si sa quando mi si chiude la vena è meglio seguire l’ispirazione. Ecco avendone avuto la possibilità, ho cercato e creato il silenzio fuori e dentro di me e non uso metafore, ho davvero perseguito l’assenza di ogni qualsivoglia rumore.
Pensaci navigante, viviamo circondati, immersi nel rumore, da suoni che ci perseguitano a tal punto che quando non ci sono ci preoccupiamo di riprodurli. La solitudine sonora ci spaventa, perché ci costringe a usare il cervello, a pensare, ecco io ieri ho creato il deserto per "ascoltarmi".
Ovvio, non esiste il silenzio assoluto, un'auto o il mormorio di un passante disturbano sempre e allora per evitare anche questo tipo di fastidio ho scelto di immergermi completamente nella natura. Mi sono procurato un plaid, ho cercato quel libro rubato e che non ero mai riuscito ad aprire, tanto per farmi un po’ di compagnia se ne avessi avuto bisogno, ho spento i telefoni e mi sono immerso nel verde, una sconfinata distesa di verde.
Io amo definirmi un uomo di mare, in tutto e per tutto, gli stessi pregi e difetti, le profondità e le debolezze. Amo dire che la mia forza a volte devastante è la stessa di una burrasca e che la calma che di solito è la caratteristica che mi viene riconosciuta è quella del mare in una sera d’estate. Ecco, pur essendo io acqua, ieri ho potuto apprezzare la quiete che anche un bosco sa donare.
Lasciarsi cinguettare gli uccellini intorno, seguire il volo irregolare di una farfalla, farsi cullare dal rumore dell'erba che cresce, ha avuto su di me un potere lenitivo. Non sono riuscito a rimarginare completamente le ferite che ho dentro, ma sono riuscito a trovare un punto di svolta. Tutto ciò era necessario, addirittura obbligatorio, non potevo certo continuare con questa costante lenta, ma inesorabile fase involutiva. Ieri mi sono scosso dal torpore che mi aveva aggredito e mi è tornata dentro quella forza che avevo perduto per strada, ma che mi appartiene. Io sono tante cose, scusa la sfrontatezza, ma so di essere capace di essere poliedrico e versatile e invece ultimamente sono stato monotematico e soprattutto monotono, noiosamente monotono. Ecco, ieri credo che ho dato una scossa al passato recente e sto valutando molte delle scelte fatte in quest’ultimo periodo di tempo, qualcosa necessariamente dovrà essere rivista.
L'affermazione "sono rinato" sarebbe fuori luogo, inadatta, certo è che sono profondamente diverso rispetto a prima, non so se peggiore o migliore, ma mi sento sereno questa mattina e quindi diverso.
Ho semplicemente voltato pagina, ho il solo rimpianto di non averlo fatto con "Il giovane Holden", il libro a cui ti ho accennato, sarà per la prossima volta, perché ci sarà una prossima volta non solo di pace e tranquillità, ma soprattutto con quel libro e tutti quelli a cui ho lasciato prendere polvere, una cosa che non si dovrebbe mai fare con dei libri e men che meno con i sentimenti.

MUSICA DI SOTTOFONDO

SOLO: Lucio Dalla

Altra canzone dall'album 1983, quello dei quarant'anni di Lucio Dalla. (la mia stessa età, sarà per quello che lo sento molto affine?). Molto intimista questa canzone, qui forse più di altrove ha cercato e ricreato il dialogo con se stessi, per quello la trovo perfetta per il post di oggi.

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