7 apr 2010

CARA






Non ricordo se ho già "usato" questa canzone per scrivere qualcosa qui, ho un vago ricordo che mi spinge a credere di si, ma onestamente non ho nessuna voglia di cercare nell'archivio del blog una conferma o meno della cosa e comunque è questo lo spunto di oggi, l'ispirazione che cerco di trasmetterti con questo post e quindi così sia.

E poi credo onestamente che esistono solo altre due o tre canzoni in grado di rappresentare così bene il momento in cui due persone si salutano dicendosi addio. Io però adoro questa, perchè a mio avviso solo le immagini che Lucio Dalla riesce a farci visualizzare, sono davvero poesia silenziosa e rendono meno struggente un momento che per sua stessa definizione lo è.

Le pietre tombali sono difficili da rimuovere dal di dentro, quindi è inutile accanirsi intorno a un moribondo per cercare di rianimarlo, se non lo vuole lui per primo non potrà mai riprendersi e tornare a volare.

D'altronde non bisogna dimenticarsi che a questo mondo nulla è eterno, tutto o quasi è destinato a finire o esaurirsi, sopratutto se non c'è l'impegno delle persone per cui questo non accada.

Perchè è facile riempirsi la bocca con i per sempre, molto più difficile risulta che quel per sempre, sia poi realmente eterno.








CARA

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.........

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

La notte sta morendo
ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e' sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia

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