
Qualcosa di quello che leggerai è verosimile, abbastanza è veritiero, tanto è vero. Sta a te naufrago capire come catalogare il tutto :-).
Buona lettura.
Com’è che sono al lavoro vicino al mio banco di cucina?
Non mi ero promesso mai più per una donna?
Mai più ore passate a ingegnarmi su piatti “speciali”, appresi frequentando
chef, cucine, notti lunghe e mani bruciate?
E invece eccomi qui.
Coltello a punta nella mano destra.
Nell’altra, un’arancia che deve diventare il secondo cestino per i gamberetti
in salsa rosa.
L’abitudine l’ho persa, inutile negarlo.
Enzo, se mi vedesse, scuoterebbe la testa davanti ai primi agrumi maltrattati.
Ma avevo detto mai più.
E da quel giorno sono passati anni. Tanti.
La manualità non si compra al mercato; le arance sì.
Per questo ne ho prese qualcuna in più. Prevenire è maturità, non pessimismo.
Partire subito con un tappeto di smooth jazz,
però, è stata una mossa intelligente.
Rilassa, accompagna, copre i pensieri inutili.
Mi fa lavorare meglio.
A pensarci bene, sarà lui il vero protagonista della serata. Altro che le mie
pietanze.
La tavola è pronta da tempo.
Questo, in fondo, è sempre stato il mio mestiere: una strana miscela tra
geometra e maître.
La tovaglia cade perfetta sui quattro lati, pulita, immacolata.
Adoro questo colore, soprattutto quando non racconta ancora nulla.
I tovaglioli sono di stoffa, piegati con cura.
Niente virtuosismi: è casa, non un ristorante stellato.
L’eleganza sta nei dettagli che non si notano subito.
Come i petali di rosa sparsi qua e là.
Idea semplice, quasi innocente. Eppure capace di suggerire altro.
Meglio fermarsi qui. Per ora.
Le posate seguono il galateo, anche se
mangiassi da solo.
Figuriamoci oggi.
Mi piace l’angolo che disegnano con i bicchieri: 45° netti.
Precisione inutile, forse. Ma rassicurante.
Un geometra resta tale anche fuori dal cantiere.
Niente candele, niente fiori al centro.
Troppo ingombro, poca utilità.
Preferisco giocare con le luci, senza teatralità.
I piatti saranno curati: voglio che si vedano. La penombra, stasera, non mi
serve.
Avevo detto mai
più.
E invece sono qui, meticoloso come sempre, a rifinire antipasti e guarnizioni.
Crostini per le alici marinate.
Pane tostato per il salmone affumicato, con riccioli di burro da aggiungere
all’ultimo.
Pinzimonio con un battuto finissimo di olive nere e cipolla sul pesce spada.
Paté di olive per chiudere il cerchio dei sapori.
In frigo aspettano i frutti di mare crudi,
pronti per essere serviti.
Chissà se le piacciono le ostriche.
Mi sono ricordato del panno bagnato: freschezza garantita e niente odori
invadenti.
Le rose di pomodoro, ricavate dalla buccia, sono lì. Perfette.
Piccole finzioni decorative che fanno la loro parte.
La salsa rosa è in fresco.
Accanto all’insalata di mare, che servirò in una ciotola improvvisata con
foglie di lattuga.
Gli antipasti sono definiti.
Decisi.
Aspettano solo di essere chiamati in scena.
Mai più.
I bei ricordi non vanno sporcati.
E sovrapporne di nuovi è sempre un rischio.
Ogni storia deve camminare da sola, senza appoggiarsi al passato.
Gli schemi sono per chi non sa improvvisare.
O per chi ha paura.
Forse anche per questo sono qui da solo.
La volta scorsa l’aperitivo fu straordinario, ma non voglio aspettarmi nulla.
Le aspettative rovinano anche le cose belle.
Meglio lasciare che accada.
Forse il dessert avrà lo stesso sapore. O qualcosa che gli somiglia.
I gamberoni sono sgusciati, pronti per il
burro.
Saranno il cuore del mio linguino: un piatto che non tradisce mai.
Mi ha fatto fare bella figura più volte, anche quando ho regalato la ricetta.
Ma l’ingrediente finale l’ho sempre dimenticato.
“Il tocco degli angeli”, lo chiamava lo chef.
Promisi che sarebbe passato solo per linea maschile.
Chissà se manterrò la parola.
Il Greco di Tufo è alla temperatura giusta.
Un bicchiere bevuto mentre cucinavo ha reso tutto più leggero, quasi fluido.
Altre due bottiglie aspettano.
Cantina poco conosciuta, vino magnifico.
E poi, diciamolo, piace molto a me.
Ricapitoliamo.
Antipasti pronti.
Pasta da rifinire in padella.
Tavola impeccabile.
Atmosfera sotto controllo.
Playlist che può durare quanto serve.
Pulisco la cucina, apro le finestre.
La casa respira.
È in ordine.
È pronta.
Cosa manca?
Nulla.
Doccia rapida.
Camicia azzurra di maglina, jeans stinto, sneakers bianche.
Comodo, curato, senza sforzo.
Cosa devo…
DRIIIIIIIN.
DRIIIIIIIN.
È arrivata.
Ora non c’è più tempo per preparare nulla.
Che
la magia — o quello che sarà — abbia inizio.
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SOTTOFONDO MUSICAL
TRATTO DA FACEBOOK
RispondiEliminaRosa Blu
complimenti.
TRATTI DA FACEBOOK
RispondiEliminaAngie
mamma mia , hai fatto un post stupendoooo..... a che ora devo essere li...??? ahahaha...bacioni
DOMANDA:
RispondiEliminaMa alla fine i piatti chi li lava?
:-)
Atmosfera a dir poco magica . Menù allettante, compagnia fantastica.
RispondiEliminaBuona cena Guardiano e che le danze abbiano inizio ! anna
mi inviti a cena guardiano? menu' eccellente , compagnia piacevole , musica soft.. per un ballo finale tet a' tet..sei unico .... ciao eyesgreen ...bacio..
RispondiEliminaDevo dire che per ricevere così tanti inviti a cena ho dovuto attendere 41 anni, ma mi sa che è solo merito del menù e di Mario Biondi che sto riscuotendo tanto successo. :-)
RispondiEliminaNon ho mai ricevuto un invito del genere ma mi piacerebbe...questo è sempre toccato a me farlo..
RispondiEliminatipo sera di S.Valentino...cena a lume di candela...si presenta con 3 ore di ritardo...sai cosa è successo?!...che ho finito le candele!!!
adesso chi vuole una cena romantica con me..deve fare un invito uguale uguale come quello descritto da te...poi magari i piatti li lavo io...lui li asciuga...dopo magari ci faremmo le coccole..davanti un bella coppa di panna e fragole................bellissimo,coinvolgente...superi sempre te stesso!!!
comunque i piatti possono anche aspettare............................:-P
RispondiEliminaIo credo che in tutti i casi le situazioni debbano nascere spontanee e l'ho anche scritto, ripetersi o pretendere vuol dire non aver capito nulla dell'amore e dei suoi meccanismi.
RispondiEliminaNon si può chiedere a un uomo a una donna di preparare una cosa che non è nelle loro corde o che non sanno nemmeno come si fa. Rimane invece come una cosa estremamente stupida non sparare ogni cartuccia in proprio possesso per conquistare la propria metà o quella si presume sia tale
Non posso aggiungere il resto del dialogo che si è sviluppato su facebook. La mia bacheca è aperta e basta sbirciare. :-)
RispondiEliminaDopo il video di Haiti..:-( ...(non commentato volutamente, le immagini parlano da sole)
RispondiEliminaavevo bisogno di un pò di leggerezza.:-)
un buon bicchiere di vino
e della buona musica.
buona serata a tutti
Prosit
RispondiEliminaMi ricordavo che mi era piaciuto leggerla,
RispondiEliminaanche se adesso visto l'ora e il rientro da lavoro, il panino mangiato poteva aspettare....
sniff sniff qualche ostrica e le alici marinate con i crostini??....no ? troppo tardi ?
va bene,mi mangerò una mela.....
:-))))
ciao ciao
nonnina
Mi e' venuta fame...... in tutti i sensi!!!!!
RispondiEliminaah ah ahahahah....... ah ahahahahahah......
Eretica