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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


OLTRE L'ALBA





Questo nasce per essere un racconto che si sviluppa su due capitoli, ma alla fine mi sono deciso a pubblicarlo in una soluzione unica, lo troverete quindi lungo da leggere, ma spero che sia anche avvincente a tal punto, da farvi dimenticare questa sua lacuna.




Il buio si era appoggiato delicatamente su di loro già da qualche ora, ma la primavera ormai inoltrata gli aveva regalato una notte fantastica, piena di stelle che tempestavano di luce un cielo illuminato a festa da una splendida luna. L'odore del mare arrivava sino a loro, soffice, stranamente delicato e l'unico rumore che rompeva il silenzio, erano le onde che si infrangevano lente sulla riva, cadenzando il passare delle ore.

Avevano trascorso minuti interminabili, faccia a faccia, il fiato che si appoggiava delicatamente sui loro volti e ogni singolo battito di ciglia che si faceva emozione eterna, trasformando quella notte in uno di quei momenti che segnano indelebilmente un'esistenza.

Erano arrivati lì mente il sole tramontava e aveva sospettato che anche quella non fosse una banale casualità, qualcosa deciso dal caso e per non perdersi davvero nulla di quella loro meravigliosa avventura avevano deciso, senza nemmeno bisogno di parlare, che avrebbero aspettato la nuova alba prima di andare via, così come era già accaduto nella notte più importante della loro vita, il momento preciso in cui nacque il loro amore.

Erano passati già due anni da quel momento e dopo di quella nessun'altra notte li aveva visti separati. Ogni nuovo giorno lui era stato capace, con forza e fantasia, nell'impresa di far nascere daccapo il loro ampre, inventando continuamente sorprese e regali, facendo in modo di essere presente anche quando era costretto ad essere lontano.
 Lui era tutto quello che una donna può desiderare al mondo, l'uomo che tutte sognano e che per sua fortuna era suo. 



Anche quella sera, che nelle sue intenzione doveva essere un momento speciale della loro vita di coppia, lui era stato capace di stravolgere il tutto con una facilità senza eguali, travolgendola con attenzioni e sorprese, sballando ogni suo programma, rompendo gli schemi. 
L'idea in realtà era che dovevano cenare insieme, fuori casa, così avevano deciso un paio di giorni prima, solo che quando lei era uscita dal lavoro se lo era aveva trovato lì, in auto, con il suo sorriso malandrino sulle labbra e nelle mani quel foulard granata che gli aveva regalato tempo prima.

"Amore, cosa ci fai qui?" 

gli aveva chiesto spontaneamente

"Andiamo a cena fuori. Lo hai detto tu o lo hai già dimenticato?" 

"Certo che lo ricordo, ma non mi aspettavo di trovarti qui, è una bella sopresa. Dai passiamo da casa che ci cambiamo e poi andiamo a trovare Franco"

"No, dove si mangia lo decido io. Il tuo jeans e la felpa sono perfetti per l'occasione, indossa solo questo come se fosse una benda, amore mio, rilassati e fidati di me"

"Ancora? Ricordati che l'ultima volta che me lo hai proposto poi sono entrata nel tuo stato di famiglia. Lo faccio di nuovo a tuo rischio e pericolo"

E tutti  e due risero all'unisono, per quella che sapevano era una sacrosanta verità. Lui con estrema serenità le aveva proposto un giro insieme, dopo nemmeno 10 minuti che si conoscevano, invitandola a fidarsi e dopo più di due anni, erano ancora lì.

Lei aveva indossato quel foulard e vi aveva subito ritrovato il profumo che abitualmente usava, ma era trascorso tanto tempo da quando glielo aveva donato, come faceva ancora a........... Ah, ecco perché ogni tanto trovava fuori posto il flacone di profumo, ecco chi lo usava e perché.
Era incredibile, si era inventato questa follia solo per avere vicino il suo odore. Anche in questo, era sicuramente unico, come poteva non adorarlo?

Mentre pensava tutto ciò, si rese conto che i rumori di sottofondo stavano cambiando, era sempre di meno il caos, la confusione cittadina, tutto si andava man mano ovattando, mentre lo stereo faceva sempre meno fatica a riempire l'abitacolo dell'auto con le note di quel pianista coreano che tanto amavano e che era stato spesso colonna sonora delle loro notti.
Onestamente percepiva anche altro, degli strani odori, ma non si era resa conto da dove provenissero e soprattutto la loro natura.

Iniziava ad essere agitata e non perché avesse il timore che stesse architettando qualcosa, lo era perché era certa che lo avesse già fatto e che stesse per regalarle una delle sue memorabili sorprese e lei quella sera voleva ben altro per loro, aveva bisogno di un momento intimo per potergli parlare, ma non riuscì nemmeno a completare quel pensiero che sentì il rumore dell'auto spegnersi.

Non aveva idea di quanto tempo fosse passato, ma di sicuro erano in viaggio da almeno un'ora.

"Amore siamo arrivati, però ti prego non toglierti ancora la benda, devo prima preparare una cosa"

"Va bene"

E lo disse mentre la sua portiera si stava richiudendo e solo un attimo dopo sentì aprirsi il portabagagli per poi richiudersi quasi immediatamente e di colpi anche gli odori svanirono o forse era solo una sua impressione.

Trascorsero altri minuti, Yiruma continuava a suonare  dolcemente sui tasti del suo strumento dolci sinfonie e lei si rese conto che erano al mare. Infatti la brezza marina era arrivata sino a lei e il sale si stava impossessando dei suoi sensi e quella strana sensazione la inebriò talmente tanto, che ebbe l'impressione di sentire un'altra auto allontanarsi da quel luogo.
Iniziò a sospettare, iniziò a temere che

"Scendi tesoro, è il momento, adesso è il momento giusto"

Lei uscì dalla macchina e un'istante dopo si senti delicatamente sciogliere il nodo che aveva fatto al foulard e quando questo cadde per terra, la meraviglia che lui aveva preparato per lei, si presento ai suoi occhi.




Non era possibile. Non era vero. Da quella notte, da quella loro prima e interminabile notte insieme, non erano mai più tornati lì, come se quel posto fosse diventato una sorta di sacro graal del loro amore, da preservare e mitizzare nei loro ricordi, ed invece eccoli di nuovo lì, quella sera e poco più avanti delle luci che danzavano al ritmo lento, in perfetto contrasto con il sole che si immergeva nel mare per andare a riposare.


"Non è possibile"

"Certo che lo è, non lo vedi? E' tutto davanti ai tuoi occhi"

"Tu sei matto"

"Alieno. Preferisco che continui a chiamarmi alieno, lo sai quanto adoro quel sopranome"


E' vero, quel nomignolo glielo aveva affibbiato lei spontaneamente, quasi subito, perché quello di certo non era un essere umano. No, lui non aveva nulla in comune con nessun altro uomo sulla faccia della terra, non sembrava nemmeno vero, talmente era speciale e se era falso, meritava sicuramente l'oscar come miglior attore protagonista della sua vita.
Ne era certa, lui era una sorta di ufo atterrato nella sua esistenza, non solo per salvarla in un momento di estrema difficoltà, ma anche per stravolgerla per sempre, con ogni tipo di felicità che fosse mai stata inventata al mondo e anche qualcuna che si era inventato esclusivamente per lei.


"Amore, preferisci rimanere ancora lì in piedi a bocca aperta o vogliamo andare a mangiare? Io inizio ad avere fame."

"Mangiare? Ma......"

"Ancora? Dai vieni, che quelli non sono dei lumini mortuari, non hai idea di cosa mi sono dovuto inventare per trovare delle candele che resistessero ad un pò di brezza e vorrei rimanessero accese, almeno fin quando arriviamo lì"


Era vero, adesso che ci faceva caso quelle erano delle vere e proprie candele e sotto di loro si intravedevano  la sagoma di un paniere di vimini, una tovaglia appoggiata sulla sabbia e una bottiglia. Era tutto matto, aveva organizzato per lei un pic nic al lume di candela, nel posto dove avevano deciso di amarsi per sempre e senza un solo motivo, senza un perché. 

"Allora, premetto, essendo questa una cena all'aperto, non avevo la possibilità di offrirti un'ampia scelta, mi sono dovuto quindi lambiccare il cervello per stupirti, anche perché sarebbe stato banale farti mangiare le stesse cose che ti propongo sempre. Ecco quindi il colpo di genio. Amore mio, questa sera ti farò mangiare gli stessi piatti che ti proposero al ristorante la sera in cui ci siamo conosciuti. Non ricordo nemmeno se li hai graditi, sai?"


Ad onore del vero non lo ricordava nemmeno lei.
Non ricordava nulla di quella cena, quella uscita con le amiche che avveniva troppo presto perché si fermasse in un qualche modo dentro di lei, infatti solo qualche sera prima stava per vivere un'esperienza terribile e di certo non era dell'umore adatto per gustare il cibo di quel locale.

Per prima cosa si vide offrire un calice di Greco di Tufo ancora fresco, poi dal cesto iniziarono a fuori uscire dei piatti di ceramica e lui con cura e maestria vi pose dentro gli antipasti, che sicuramente erano stati preparati in una certa cucina di sua conoscenza, a quel punto posò con cura i piatti sulla tovaglia e la invitò a mangiare.

"Perché?"

"Cosa?"

"Perché tutto questo? Perché questa messa in scena? Non ne avevi bisogno, avremmo potuto cenare comodamente seduti in un locale"

Lo disse temendo la sua risposta. Di certo non poteva immaginare, ma dovevano esserne certa.

"Semplice, perché ti amo e stasera mi andava di renderti felice"

E il cuore, per un attimo, le si fermò in petto.

"Anche io ti amo, più di quanto tu non possa immaginare e mi fai felice ogni giorno di più, ma non ce n'era bisogno, non avevi bisogno di tutto ciò per ricordarmi che mi ami"

"Forse hai ragione, ma facciamo così, adesso metti da parte in qualche anfratto della tua anima, questo momento e così lo tieni di scorta e lo tirerai fuori quando incontreremo le prime difficoltà"

Non eccepì nulla, anche perché nella sua logica stringente, non aveva torto, anche se lei era sicura che loro avrebbero superato agevolmente ogni momento difficile, perchè conoscevano non solo la vita, ma anche il modo per renderla un pò più leggera.

E poi si sentì sollevata, non sospettava nulla. Per fortuna.

Uno dopo l'altro, dal cesto, vennero fuori tutte le portate di quella sera e riconobbe la mano dello chef. Di certo non aveva incontrato nessuna difficoltà a farseli preparare, ma come diavolo aveva fatto a servirli al punto giusto di cottura, dopo tutto quel viaggio, questo per lei sarebbe rimasto per sempre un mistero, a meno che non avesse una cucina da campo o qualcuno che avesse riscaldato le vivande, quello sarebbe rimasto un mistero impossibile da risolvere.
La macchina che era andata via......

"Hai fatto venire uno dei cuochi qui? Ma tu per davvero non sei umano"

E lo disse mentre un sorriso che conosceva, quello di chi l'ha fatta grossa ma non se ne vergogna affatto, si era stampato sul suo bel viso.

E mentre tutto ciò accadeva, era sempre più convinta del fatto che la cosa che più l'aveva colpita di lui, era il fatto che non solo fosse speciale come persona, ma che fosse dotato di lineamenti gentili o forse erano i suoi occhi sereni a dare al suo volto quell'aria che l'aveva tranquillizzata sin dal primo sguardo.

Certo, il fascino che emanava e a cui poche donne erano immuni, non era un mistero, nel tempo vissuto insieme aveva dovuto sentire, anzi no, sopportare, tanti commenti pepati su di lui, ma lei aveva per se qualcosa di più di un bell'uomo, lei aveva tutto per se l'alieno che albergava nel suo animo.


"Un pezzo di dolce per terminare?"

"Dai.......... Non dirmi che"

"Certo, torta mimosa per servirti"

Incredibile!!!!!!!!!!! La stessa fetta di torta di quella loro prima sera. Quella che Giulio aveva divorato con ingordigia, ed era vero, a due anni di distanza doveva ammetterlo, la crema pasticciera era semplicemente stupenda.

Se avesse dovuto descrivere il paradiso, non avrebbe avuto nessuna difficoltà a farlo, era lì, ora e lei lo stava vivendo.

E poi fecero l'amore, con le lucciole tutto intorno a rendere ancor più magica l'atmosfera e le sue mani che sapienti riuscivano a regalarle quei brividi che ogni volta la turbavano sin dentro l'anima.
Un momento assolutamente indimenticabile e si rese conto di aver pensato la stessa cosa già altre volte durante quelle ore e lui era riuscito a spingersi sempre oltre, non sapeva come potesse riuscirci, ma era felice che lo facesse.


Quella notte era stata assolutamente perfetta e ormai per finire, perché in lontananza si percepiva già il sole  che stava per sorgere.
Quella era stata una notte piena di sorprese, che l'avevano persuasa ancor di più che quello era il suo uomo per sempre e non voleva assolutamente rovinarla, ma aveva qualcosa che non poteva più tenere dentro di se e non trovava che nessun altro momento poteva essere quello giusto.

"Amore dimmi, le sorprese sono finite?"

"Oddio Anna, si. Perché non sei contenta? Non ti ho stupito abbastanza?"

"Amore sono felice, ma devo dirti assolutamente una cosa importante che potrebbe cambiare il corso della nostra vita e spero non ti rovini la nottata."

"Anna, non farmi preoccupare, ti prego, parla."

"Io non so come dirtelo, sono preoccupata per la tua reazione e comprenderò se tu non fossi contento, ma voglio che tu sappia adesso che io sono incinta"

E  mentre lei terminava la sua frase, con perfetta scelta di tempo, l'alba che era stato il sottofondo al loro primo bacio illuminò il suo viso e lei capì che mai più al mondo avrebbe potuto vedere con i propri occhi la felicità.






Chi segue il mio blog da tempo, avrà certamente riconosciuto i protagonisti del mio primo racconto lungo, Anna e Giacomo. 
Li avevo lasciati lì, su quella stessa spiaggia, che dopo una notte trascorsa in auto a toccare con mano le più disparate realtà della nostra società, si stavano baciando. In quel momento avevo semplicemente tratteggiato, alluso, ad un possibile lieto fine e la cosa in qualche modo non mi rendeva sereno.
Quello non è nato e non è mai stato un racconto d'amore e se lo fosse stato, probabilmente non avrebbe avuto l'happy end, così come poi è successo per L'ammiratore segreto. Però era lì, era scritto e mi andava l'idea di sacramentarlo, ed è per questo ho ripreso in mano quei due personaggi e li ho resi protagonisti di un'appendice, che spero vi sia piaciuta.



Il Guardiano










11 commenti:

  1. Fluido nella lettura,
    luminoso e tenero,
    emozione per l'happy end :-)
    Esistono i lieto fine eccome se esistono e mi piacciono tanto io faccio il tifo per loro
    mi stanno più a genio !!!!!!
    ps...mi raccomando se la storia continua ed è femmina non chiamarla 'mimosa' ahahahaha
    Roberta

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    1. Potrei seguire un consiglio e chiamarla Alba

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  2. Ciao mentre leggevo ho focalizzato dei 'particolari' che fanno apprezzare
    la tua capacità di scrivere la vita, complimenti a te.
    Carmen

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  3. Bello bello mi è piaciuto molto. Bravo "alieno" riesci sempre a farci sognare !! smack

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    1. Grazie per i complimenti e per l'alieno del tutto immeritato

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  4. Hai capito il nostro Giacomo?! Prima si fa paladino della pulzella, la difende dal bieco di turno.
    Poi fa il maitre gentile.
    Passa quindi al fare l'autista e cicerone e ...........ahahahah viene fregato.
    Si è ritrovato Anna addirittura nello stato di famiglia!
    E che dire di Anna?
    Furbetta vero? Si è fatta passare per vittima, appena rientrata al paesello dalla grande città, spaesata , vittima del prepotente e ....zac... ha abbindolato Giacomo, l'uomo perfetto.
    Già L'uomo dei sogni, quello che tutte vorrebbero e tutte le invidiano.
    Ahahahah Guardiano, sei proprio incredibile.
    La stessa cena.....due anni dopo?.... ma come faceva a ricordarla, a suo tempo lei ancora non era "LEI".
    Ah ma certo! Neppure lei se la ricordava esattamente,a parte la torta per Giulio!!
    :-)))))) Dai a questo punto sai già chi sono, non servirebbe neppure la firma.

    Trovo questo racconto dovuto, effettivamente "lungo la notte" lasciava intendere, ma in fondo si potevano supporre varie possibilità dalla rottura a fine serata o meglio alla prima luce del sole, al grande amore. Ecco questa soluzione è quella che la maggior parte si augurava e tu l'hai confermata.
    certo che un uomo che si preoccupa continuamente , giornalmente di fare felice la sua donna, di stupirla è più che un alieno. Però dipende anche dai caratteri , personalmente temo che alla lunga mi sentirei oppressa da tante attenzioni, e arriverei anche a provare fastidio di tanto impegno a voler dimostrare l'amore provato. L'eccesso ottiene il risultato contrario. Penserei " questo ha qualcosa da farsi perdonare" ahahah visto il successo con le donne...... Shhhhhhh ti sento protestare a gran voce anche da qui.:-)))
    Ho letto molto volentieri queste righe ed ho pensato "GUARDIANO ALLO STATO PURO"
    Complimenti , davvero.

    Kiksister

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    1. Scindo in due il commento, così com'è necessario fare, per comprendere ciò che vuoi dirmi.
      Lascio quindi da parte ciò che scrivi per mantenere il tuo status di cattiva allo stato puro e ti ringrazio per i complimenti che mi hai già fatto in privato e che qui hai ribadito pubblicamente.
      Grazie sorellina

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  5. Bello come sempre! Complimenti Guardiano!

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  6. Ciao Guardiano,
    ho dovuto aspettare a leggere...aspettare di avere un momento di pace, non mi andava di leggerlo distrattamente....
    cosa ne penso?????
    direi che mi hai trasportata per 10 minuti in un altro luogo e credo proprio che questo voglia dire che hai fatto un ottimo lavoro...
    :)
    Bravissimo e soprattutto: GRAZIE!!!!
    smak smak
    azzurra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. So quanto è difficile il tuo momento e quello che mi hai detto è il più bello dei complimenti possibili, mi hai commosso.

      Grazie

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