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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


INNO ALLA VITA


PREMESSA: E' d'obbligo per me dire alcune parole prima di farti iniziare la lettura del post di oggi. Quello che troverai qui sotto è figlio di una giornata fatta di momenti davvero intensi, passati a ragionare, capire, immedesimarmi, è stato un viaggio all'interno di un dolore, o perlomeno così io l'ho inteso nella sua prima parte. So che tutto questo non sarà assolutamente possibile da trasemettere, ognuno vive la vita in un modo proprio, unico. Posso però cercare, con il tuo aiuto, di creare un'atmosfera che ti posssa aiutare a riflettere con calma. Lascia quindi partire la musica che ho scelto e che ti ho segnalato nel box di fianco, al momento in cui arriverai ai link, ascolta e leggi le cose che ti ho proposto, cerca cortesemente di non distrarti e se sai che potrebbe succedere rimanda la lettura. Scusa per queste fisime, ma il tema di oggi è particolarmente sentito e desidero davvero che anche tu possa capire dove sono arrivato e come. Grazie 
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Come nasce questo post? L'idea portante, che da ieri mattina mi macera dentro, riguarda Emanuela Englaro. Lo so, si è già detto tutto sulla sua vicenda, ma un aspetto secondo me è stato messo in secondo piano, spesso tralasciato, il dramma che devono vivere i genitori nel dover scegliere "LORO" di togliere la vita alla propria figlia. Ho fatto uno sforzo estremo e ho cercato di immedesimarmi, volevo compenetrarmi nel padre di Emanuela, capire come possa essere arrivato a prendere questa decisione, l'idea era quella di capire il perchè di una tale scelta. Pensare di dover decidere di interrompere la vita di un proprio figlio, com'è possibile? Ho posto i miei ragionamenti intorno a questo tema, ho passato buona parte della mattinata con questa angoscia, ma credimi ho vissuto la cosa in un modo davvero straziante. A un certo punto della giornata ho quindi cercato di alleggerire un pò la tensione nervosa che mi attanagliava, sono andato a vedere su youtube quali video potevo utilizzare, avevo bisogno di uno svago, l'aria si era davvero fatta pesante intorno a me, stavo vivendo troppo intensamente la vicenda.

Poi ecco un insperato colpo di scena, mi sono imbattuto in una performance di Benigni tratto da la "tigre e la neve" opportunamente remixato, è brano che avevo già ascoltato qualche anno fa e intitolato INNO ALLA VITA mi sono quindi ricordato di una poesia con lo stesso titolo, scritta da Madre Teresa di Calcutta, testo che a suo tempo avevo in parte inviato con il mio vecchio appuntamento quotidiano.

INNO ALLA VITA

BENIGNI   http://www.youtube.com/watch?v=BmX2ZFAumOI

MADRE TERESA DI CALCUTTA http://www.lameditazionecomevia.it/innoallavita.htm

Sono due cose totalmente diverse, estranee tra di loro, ma entrambe vogliono ricordarci che la vita è breve e che va vissuta intensamente, in ogni istante, in ogni momento, essere presenti a se stessi e vivere. Solo in questo modo possiamo dire di aver lasciato una traccia su questa terra. Vivendo la felicità, la gioia, il dolore, dandosi per il prossimo e anche piangendo perchè nessuno ci è accanto, ma vivere tutte le emozioni che solo la vita può donarci.
Forse anche il solo fermarsi ad ascoltare il rumore del mare, la salsedine che si appoggia sul viso, camminare a piedi scalzi sulla sabbia bagnata è un'emozione che ci rimane dentro e fa niente se ai più può sembrare un gesto infantile o se noi stessi, in quel momento, pensiamo che la vita è infame, anche il dolore è vita e la vita va vissuta per tutto quello che ci da. Pensa quanto siamo felici nel vedere un bimbo gattonare per la prima volta, quanto ci rallegra il ricordo del primo bacio, la gioia che ogni amore può ancora darci, seppure finito da tempo o semplicemente mai iniziato. Tu chiamale se vuoi emozioni, cantava Battisti, è vita.

Ho già avuto modo di scrivere da qualche altra parte, che la vita è la somma di milioni di respiri, ma noi ci ricorderemo solo le volte in cui ci sarà mancato il fiato, è così e dobbiamo fare in modo che sia tutto un susseguirsi di attimi indimenticabili, smetteremo di vivere la vita quando non avremo più voglia di nulla.

Quando ho realizzato tutto ciò ho capito. Ho capito dove può trarre la forza il padre di Emanuela Englaro, ha visto la figlia felice, vivere, allegra e gioiosa, con quella gioia che traspare dai suoi occhi in tutte le fotografie che conosciamo e forse non riesce ad accettare che quel corpo che sopravive infame è sua figlia, forse qui trae la forza per prendere una decisione che io non sarei mai in grado di prendere. Ma lui lo ha fatto e io non mi sento di condannarlo.

Guai ai genitori che sopravivono ai figli, è una condanna di per se atroce, che non oso nemmeno immaginare. Quindi qualsiasi sia la nostra posizione nei confronti della vicenda Englaro, io credo si debba innanzitutto rispettare il dolore di questa famiglia, che sta per compiere un gesto che porterà un'indicibile sofferenza a loro stessi per primi per ogni singolo istante della loro vita futura.

2 commenti:

  1. hai detto giusto...terribile sopravvivere alla morte dei figli!...non bisogna infatti condannare il padre..pensa al dolore che sta provando ormai da anni...vedere la figlia giorno dopo giorno in quello stato..una figlia che come si evince dalle foto con una voglia di vivere negli occhi...è dura!...come poter decidere tra la vita e la morte!..chi siamo noi per poterlo fare...ma mi chiedo..è vita questa!...mha...indecisione regna in me...

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  2. ...è difficile fare un commento...nn sò se la decisinone del padre sia giusta o sbagliata, nn sò cosa farei se fossi al suo posto (forse nn voglio neanche pensarci) però di una cosa sono certa, se fossi al posto di Eluana nn vorrei vivere così. Posso solo pregare perchè Dio aiuti entrambi a ritrovare la pace...

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