17 feb 2009

IO SONO IL POLITICO TUO, NON AVRAI ..........


Da quando ho cominciato questa mia "avventura", mi puoi dare atto navigante, che mi sono sempre tenuto lontano dalla politica. Intendo dire, che qualsiasi argomento ho trattato, non è riconducibile a un singolo schieramento politico, ma è stata la trasposizione del mio pensiero. Questo non vuol dire che io non abbia ideali, ma non esprimerò mai qui le mie tendenze elettorali.
Perchè questa introduzione? Il motivo è da ricercare nel fine settimana politico internazionale, che offre uno spunto di riflessione interessante.
In Venezuela, il presidente Hugo Chavez, ha vinto un referendum che gli permetterà alla fine del suo attuale mandato di ricandidarsi e se risulterà vincente, rimarrà in carica altri 10 anni, rinnovabili all'infinito.
In Sardegna, la coalizione del PDL ha vinto le elezioni per la scelta del nuovo governatore della regione. In campagna elettorale, il premier Berlusconi si è speso in prima persona, ogni fine settimana, sovvertendo così i pronostici e vincendo di fatto un referendum sulla sua persona.
Ecco il punto, siamo ormai in ogni angolo del globo, non più all'idea di esprimere il nostro voto in base ai progammi elettorali, ma in funzione del candidato, pro o contro l'uno o l'altro. Il fenomeno come detto è globale, alla fine le stesse elezioni USA si soono ridotte a chi era favore o meno di Barack Obama, eleggere o no un leader di colore. Ma non è il solo esempio, basta guardare in Francia, alzi la mano chi si ricorda il nome del primo ministro transalpino, alla fine è colui che governa e non l'onnipresente Sarkozy.
Ormai siamo di fronte a repubbliche "ad personam", dove si cerca di eleggere un uomo che sia il simbolo del paese, facendosi rappresentare da lui nel mondo (oddio, non mi ci vedo molto in Berlusconi, anzi quasi niente, fosse anche solo per il conto in banca a suo favore e perchè ci sono quasi 25 cm di differenza in altezza a mio favore).
Però questa deriva collettiva, a mio avviso è un punto molto basso per l'umanità, lo vediamo con i tre politici citati in carica da più tempo, sono entrati nell'ordine di idee di essere infallibili e quindi l'avversario è certamente un essere abbietto, contrario al bene pubblico, sovversivo, da annientare a tutti i costi. Qualcuno ha forse dimenticato che la vittoria alle elezioni politiche, non deve portare ad amministrare in funzione dei propri interessi e di quelli dei suoi adepti, ma è l'arte di gestire LA COSA PUBBLICA, il bene comune, andando anche contro i propri interessi personali, se necessario.
Lo so, questa affermazione, fatta in un paese dove si fanno le leggi vestite sugli interessi personali, sa di eresia e vista la tendenza del nostro premier a farsi carico di tutte le cariche pubbliche, potrei trovarmi un giorno, alla morte di Benedetto XVI, un Silvio I da Arcore, papa ad interim, che mi scomunica. Oddio lo giuro, non andrò in giro con una Maria Sung nel caso (vedi post gli scomunicati 2).
Scherzi a parte, la personalizzazione della politica può davvero essere un passo verso la dittatura e la storia ci insegna che l'egemonia di un uomo sul suo popolo, chiunque esso sia, dal Sarkozy a Obama, può essere il primo passo verso una deriva di tipo conflittuale.

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