5 apr 2012

PENOMBRA







C'è un momento, nell'arco della giornata di ognuno di noi, in cui difficilmente riusciamo a mentire a noi stessi. È quell'attimo in cui, dopo esserci tolti di dosso tutti gli abiti e le personalità che indossiamo durante il giorno, restiamo finalmente soli con noi stessi e facciamo il bilancio della giornata appena trascorsa, tracciamo le linee di quella che sta per cominciare, accendiamo o spegniamo le speranze per il futuro prossimo.

È l'attimo prima di dormire.

Nella solitudine del letto non abbiamo più bisogno di atteggiarci, di promuoverci, di costruire un personaggio da mostrare agli altri. Lì tutto è ovattato, silenzioso, sospeso. Stiamo per scivolare lentamente verso il sonno e le nostre barriere difensive si abbassano fino quasi a scomparire.

E allora rimane soltanto la verità.

Il letto, nato principalmente per accogliere il nostro sonno, diventa così il luogo in cui, sempre più spesso, ci ritroviamo faccia a faccia con il nostro io e, nel silenzio, iniziamo finalmente a parlargli senza filtri.

È proprio nella solitudine di quello spazio così intimo che, a volte, troviamo il coraggio di prendere coscienza di verità che, alla luce del giorno, preferiamo nascondere. Per paura, per convenienza, per abitudine o semplicemente perché ammetterle significherebbe poi dover fare qualcosa.

E forse è proprio questo che ci spaventa di più: non scoprire ciò che sentiamo, ma sapere che, una volta riconosciuto, non possiamo più fingere di non averlo visto.

Se in quel momento ti senti solo, pur avendo accanto qualcuno con cui condividi il letto, forse dovresti iniziare ad ascoltare quella solitudine. Potrebbe essere il segnale che qualcosa, in quel rapporto, si è spento molto tempo prima che tu avessi il coraggio di ammetterlo.

E se invece, nel silenzio della stanza, riesci a sentire distintamente un cuore battere insieme al tuo, anche se quel cuore si trova a centinaia di chilometri di distanza, allora forse hai già la risposta che cercavi.

Forse quella donna non è un diversivo per la tua mente, non è una fuga dalla quotidianità, non è una fantasia destinata a svanire con la luce del mattino.

Forse è diventata semplicemente una necessità.

Una di quelle che non scegli, perché sono loro a scegliere te.

In quei momenti non abbiamo più bisogno di mentire, perché la bugia è qualcosa che raccontiamo a qualcun altro per convincerlo di ciò che non è vero. Ma lì non c'è nessuno da convincere.

Nessuno ci ascolta.

Nessuno ci giudica.

Nessuno ci vede.

E così quell'esame di coscienza diventa puro, quasi immacolato, e dovrebbe consegnarci le risposte alle domande che, durante il resto della giornata, non avremmo nemmeno il coraggio di porci.

Per molte settimane, negli ultimi mesi, ho trascorso tante notti insonni.

Certo, ci sono state le preoccupazioni legate al lavoro, a questo mese trascorso inoperoso, alle cose che non sai ancora come andranno e a quelle che vorresti sistemare.

Ma so con certezza che la mia insonnia nasceva da qualcosa che era accaduto prima.

E, in fondo, ho sempre saputo a cosa fosse legata.

Perché quando una persona, senza fare nulla di particolare, semplicemente esistendo, riesce a sconvolgerti l'esistenza, regalando emozioni e sensazioni che credevi appartenessero soltanto ai film, allora diventa davvero difficile prendere sonno.

La mente si riempie di pensieri.

Il cuore di desideri.

E tu resti lì, nel buio, a prenderli uno per uno, a guardarli, a coltivarli con una cura quasi ostinata, come piccole pianticelle appena spuntate dalla terra.

Le innaffi con la speranza.

Le proteggi dalla paura.

Le fai crescere con la pazienza.

Perché sai che, prima o poi, qualcuna di quelle radici potrebbe diventare abbastanza forte da portarti esattamente dove desideri arrivare.

E io so dove voglio arrivare.

Non voglio possederla.

Non voglio cambiarla.

Non voglio nemmeno salvarla da qualcosa.

Voglio soltanto renderla felice.

E voglio ribadirlo, perché le parole a volte vengono utilizzate con troppa leggerezza:

non semplicemente serena.

Non soltanto tranquilla.

Non soltanto bene.

Felice.

Felice di esserci.

Felice di sentirsi amata.

Felice di sapere che, da qualche parte, c'è qualcuno che la guarda e pensa che il mondo, con lei dentro, sia un posto infinitamente più bello.

Ecco perché, da quando ho finalmente preso coscienza di ciò che desidero, il mio incontro con la parte più nascosta di me, ogni notte, si svolge quasi sempre nello stesso modo.

Nel buio della stanza, quando tutto tace e il mondo smette finalmente di chiedermi chi devo essere, chiudo gli occhi.

E sorrido.

Poi immagino lei.

E quel sorriso diventa un bacio.

Un bacio che nasce leggero sulle mie labbra, attraversa la distanza che ci separa e arriva fino alle sue.

Non so se, dall'altra parte, lei possa sentirlo.

Ma io sì.

Io lo sento.

E forse è proprio questa la cosa più bella: quando qualcosa è vero, non ha bisogno di essere presente per essere reale.

Perché puoi mentire agli altri.

Puoi persino provare a mentire a te stesso durante il giorno.

Puoi nasconderti dietro il rumore, il lavoro, le parole, le abitudini, le responsabilità e tutto ciò che utilizziamo per non fermarci mai abbastanza a lungo da ascoltarci davvero.

Ma poi arriva la notte.

E nel buio non ci sono più alibi.

Restano soltanto quello che siamo, quello che sentiamo e ciò che, nonostante tutto, continuiamo a desiderare.

E allora capisci che alcune persone non entrano nella nostra vita per caso.

Arrivano e, senza chiedere permesso, spostano qualcosa dentro di noi.

Ci ricordano desideri che avevamo dimenticato.

Ci restituiscono emozioni che credevamo perdute.

E, soprattutto, ci costringono a guardarci dentro.

Fino a quando non possiamo più far finta di niente.

Perché l'amore può essere complicato, può fare paura, può arrivare nel momento meno opportuno e persino sconvolgere tutti gli equilibri che credevamo di avere costruito.

Ma una cosa non può fare.

Non può fingere.

Soprattutto quando siamo soli.

Soprattutto quando è notte.

Soprattutto quando, prima di addormentarci, chiudiamo gli occhi e l'unica persona che vorremmo avere accanto...

è proprio quella che il cuore continua a chiamare.

Perché l'amore, alla fine, non si può fingere.

Soprattutto con se stessi.













8 commenti:

  1. Buona sera a te,guardiano del faro,volevo complimentarmi per tutto ciò che fai,non mi riferisco solo alla solidarietà,ma la maniera semplice ed emozionante con la quale esprimi i tuoi pensieri,mi ritrovo perfettamente,specialmente con i video,che posti,escluso ramazzotti,non rientra nei miei gusti,ma per il resto,Dalla,Cammariere,De Crescenzo,vorrei omaggiarti con il mio cantante Zero,titolo Inventi.Buona Pasqua...

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  2. ciao sono sempre io la zerofolle,in risposta alla tua conclusione finale nel testo,ovviamente una poesia di renato zero"Ed io ti seguirò"notte guardiano.....

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  3. X te "ACCADE" Renato Zero......molto bella,notte guardiano....

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  4. Buongiorno Signor guardiano del faro,questa mattina mi sono svegliata,pensavo,quale miglior rimedio per rilassarsi,ascoltando il grande Maestro Ennio Morricone,sulle note di.....C'era una volta il west,da pelle d'oca,ma vorrei dedicarle Signor Guardiano se mi è lecito un'altra,spero Lei abbia visto il film...."La leggenda del pianista sull'oceano",credo conosca la storia...ecco,io cambierei il nome del blog,non più guardiano del faro,ma...così.Buona vita,da Zerofolle.

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  5. Oddio, signor guardiano? ma no, dai, guardiano ci sta perché non conoscete il mio nome, ma signore mi fa sentire vecchio e per fortuna non lo sono ne per lo spirito ne per l'anagrafe.
    Amo il cinema, conosco il film, ma mi sono affezionato al guardiano.

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  6. Buon pomeriggio Guardiano del faro,sono tornata da poco a casa,ma prima,ho ascoltato un pochino di musica,tra le tante oggi ho scelto Barbara Streisand,"The way we were",dedica speciale....x te...credo ti piacerà.ciao dalla zerofolle

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  7. Questo scritto e' meraviglioso..il mio letto lo considero un isola..l isola che nn c'e'...dove naufraga solo chi voglio...quindi L amore vero!..e poi pensieri,parole,opere,omissiomi....oppure bacio,lettera o testamento...puoi giocare a cio' che vuoi..crearti favole o piccoli attimi,dirti biugie o riflettere su quando le scopri,puoi piangere a dirotto o ridere alla follia...e giocare a cuscinate ..amo la mia isola ...ciao Guardiano
    (Mamma mia quanto parlo)

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  8. PER ERRORE HO CANCELLATO QUESTO COMMENTO, LO RECUPERO COSI

    IO e la luce delle "lampade di sale"... Che amo.. SIS 

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