16 mar 2011

LUNGO LA NOTTE - Capitolo 4




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CAPITOLO 4

Dopo aver fatto rifornimento le fece parcheggiare l'auto piuttosto lontano dal bar, per poi raggiungerlo a piedi.
Appena furono nei pressi del locale, lui le fece segno con la mano di fermarsi e rimanere in silenzio. Lei obbedì istintivamente, non era stato un ordine, ma la ricerca di una complicità, aveva capito che stava per preparare uno scherzo.

Lo vide aprire lentamente la porta del bar, facendo attenzione a non  far suonare la campanella posta sulla sua cima, poi furtivamente iniziò a scivolare verso l'interno, ma dal profondo del locale una voce burbera urlò

"Ti vedo tutte le volte, eppure sistematicamente ci provi comunque a sorprendermi, lo sai che ci sono le telecamere accese e che le tengo sotto controllo. Su entra che ti aspettavo e mi stavo preoccupando, sei in ritardo."
"Usa un linguaggio e dei toni a modo, sono in compagnia questa notte"

Le fece cenno di entrare, lei gliene fu grata, iniziava a sentire freddo.

Al bancone arrivò dal retro un uomo sulla cinquantina, capelli radi, invecchiato più dell'età che probabilmente aveva, ma dallo sguardo attento, vigile. La guardò per un solo attimo, ma si rese conto che l'aveva scrutata per bene, quasi come se le avesse fatto i raggi x.

"E allora, come mai sei in ritardo?"
"Massimo lo sai anche tu, spero sempre che ci sia in giro un posto dove facciano un caffè decente, prima di dovermi per forza di cosa bere la tua schifezza nera"

Il barista non lo degnò di uno sguardo e rivoltosi verso di lei disse sottovoce, ma facendosi sentire da tutti disse

"Non gli creda, la verità è che è stato cacciato da tutti i locali della zona, nessuno lo sopporta più e anche io lo gli preparo il caffè e poi lo mando via. La prenda quasi come un'opera caritatevole la mia"
"Abbiamo un altro buon samaritano tra di noi e non me ne ero accorto prima. Su che se non venissi io in questo locale di infima categoria potresti lasciarlo chiuso"

Lei capì che tra i due c'era qualcosa in più di una semplice simpatia o di una conoscenza vecchia di anni, no c'era un rapporto molto più profondo, fatto di stima reciproca.

Entrarono degli altri clienti e Massimo si rivolse a loro, allora lui ne approfittò e le parlò quasi sussurrando

"Quando iniziò questo lavoro era un uomo che credeva di essere felicemente sposato, solo che a un certo punto si accorse che il suo letto veniva riscaldato di notte da qualcun altro. Si perse nell'alcool, ma ad un certo punto si ritrovò, anche grazie al suo angelo custode.
Da quel momento decise di cambiare radicalmente la sua vita, tranne che per il turno dalle 22.00 alle 6.00 del mattino, per poter così vivere il resto della giornata con estrema tranquillità."

"Non gli creda, qualsiasi cosa le dica non gli creda. E' capace di vendere gelati al polo se è necessario.
Lo ha mai visto in sala? Come si pavoneggia con la sua eleganza e i suoi modi? Sembra che sia sempre il festeggiato invece che il capo cameriere.
Cammina elegante, leggiadro, come se fosse un modello e spesso e volentieri fa anche la coda di pavone ad uso e consumo delle signore presenti in sala. Tutta scena, solo finzione"
"Si, devo dire che l'ho osservato bene e ha un suo fascino, ma vista sotto questo punto di vista........."
"Ehi, ma cos'è qui? Avete deciso di mettermi in mezzo? Qui le danze le dirigo io. Insomma"
"Bello, sei nel mio locale, qui decido io a che gioco si gioca e adesso tu sei il bersaglio"

Per un attimo si guardarono in cagnesco, salvo scoppiare tutti in una sonora risata.
Ancora di più si fermò in lei la convinzione che tra quei due non c'era la semplice conoscenza che c'è tra un avventore e un barista. Qualcosa doveva averli uniti e si leggeva nel modo in cui si parlavano. C'era affetto sincero in ogni singola parola, al di là di quello che dicevano.

Arrivarono i caffè sul bancone e a lei venne aggiunto un cioccolatino.

"E' fuori?"

Chiese con un tono di voce che le era sconosciuto

"Certo, dove vuoi che sia? E' fuori, al freddo, nella speranza che passi qualcuno"
"Mi prepari il solito o ha già consumato?"
"No, lo sai, non entra mai se non ha già incassato qualcosa. Eppure lo sa benissimo che non ha bisogno di pagarmi, ma è fatta così"

Mentre il barista si girava a preparare una tazza di cappuccino caldo, lei gli chiese

"Di chi state parlando?"
"Di una donna costretta a prostituirsi dalle circostanze della vita, probabilmente una delle persone migliori che ho mai conosciuto in vita mia. Tra poco andremo da lei, ma se non vuoi ti capisco, rimarremo comunque solo il tempo del cappuccino e ci manderà via, vedrai"



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