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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


UN BLOG






Che cos'è un blog?

Che bella domanda, bella soprattutto perché me la pongo seriamente per la prima volta, dopo che 3 anni fa  ho dato vita ad uno di essi. Certo se me la fossi fatta all'epoca, non so se questo mio spazio oggi sarebbe così com'è al momento. 
Vabbè, meglio non pensarci su troppo a questa cosa, è andata così e allora è il caso di  procedere con la risposta.

Un blog è uno spazio virtuale, dove una volta che si è deciso l'argomento da trattare, una o più persone parlano di questo, senza nessuna frequenza o costanza. Si trovano quindi blog che parlano di politica, di sport, di videogames, di motori, di ippica, in pratica di tutto.Fate un esperimento, pensate ad un argomento, inseritelo su google aggiungendovi affianco la parola blog e avrete davanti ai vostri occhi una lista che vi proporrà una scelta infinita.
Un altro tipo di blog è quello in cui una persona decide di raccontare tutto ciò che gli succede. Una sorta di diario privato reso però pubblico, condiviso con altre persone che sono lì a commentare le vicende e le vicissitudini altrui. Vuoyeriamo 2.0 lo chiamo.

Sostanzialmente quindi, l'unica cosa che tiene insieme i vari blog, quello che potremmo definire il minimo comune denominatore, è il fatto che essi siano monotematici. Quando ci si approccia a questo tipo di spazi, si va a botta sicura, sapendo già a cosa si andrà incontro.


Questo però non spiega il perché dell'esistenza del mio blog. Tutto ciò che vi circonda adesso, non ho una linea che l'unisce, un'idea da seguire, uno scopo. Non parlo di me, pur esprimendo le mie opinioni, non mi fossilizzo su un solo aspetto della vita, non ho deciso di creare un ambiente dove idolatrare qualcosa o qualcuno, quindi perché esiste e soprattutto, perché così tante delle persone che vi si approcciano, poi decidono di tornarvi?

La risposta potrebbe essere un banale, sono bravo, ma partendo dal presupposto corretto che non è vero (e non azzardatevi a contraddirmi nei commenti, che altrimenti non ve li pubblico), quello che solitamente attrae, è il fatto che questo non è solo uno spazio virtuale, ma ormai ha quasi la sostanza di un ambiente fisico, di uno spazio dove riunirsi. 
In  pratica sono riuscito a mettere in atto ciò che speravo succedesse, ho creato un punto d'incontro, dove persone con varie anime si ritrovano e discutono amabilmente di un argomento che io ho proposto, con la serenità che viene regalata a tutti dalla musica e dalle poesie, che abitualmente inserisco.

Poi su quest'idea di base, si è innestata anche la mia malsana abitudine di pubblicare alcuni miei scarabocchi, sporcando l'arte dei veri poeti e dei romanzieri. Qui ho anche reso pubblico il mio viscerale amore che provo verso i film e i libri. 
Ho in pratica condiviso tante esperienze, ma sfido chiunque di voi, che mi segue da  poco tempo o anche da sempre, a poter affermare con certezza, che già prima di approcciarsi all'isola, immaginava l'argomento o le proposte, che poi vi avrebbe trovato.

Questo perché, spesso e volentieri, nemmeno io so cosa pubblicherò, ma so sempre che sarà qualcosa di attinente al mio essere, a come sono io. 
Ecco allora, che quando passa una canzone alla radio che rapisce la mia attenzione, dopo un secondo è già immagazzinata e pronta per essere poi inserita, ecco perché quando mi capita di leggere un brano, di ascoltare una poesia o semplicemente che mi ritorni in mente qualcosa, di lì a breve sto già elaborando un'idea, per rendere il tutto fruibile qui.

Il guardiano e l'uomo ormai coincidono, sono un tutt'uno e in questi anni, come ho spesso detto, il blog ha migliorato la persona e l'uomo ha reso più reale e meno iperbolico questo spazio.


Vedi RosaEmme, quando l'altra sera mi hai chiesto "ma come fai a fare tutto, lavoro, blog, tweet etc" la risposta è semplicemente nelle cose che ho scritto su. Qui sono me stesso, sono naturale, quindi mi viene facile come bere un bicchiere d'acqua esprimermi. Poi se parli del tempo, dormo poco e non mangio quasi più a pranzo, ma mi diverte tantissimo tutto questo,  tal punto ormai, che non è più un peso




3 commenti:

  1. Hai trovato qui la tua dimensione, il posto dove essere veramente te stesso.

    Qui, dietro il tuo pseudonimo, forse, ti sei sentito più libero di esternare le cose a cui più tieni e che, da quello che ho potuto vedere fin'ora, coinvolgono sempre i sentimenti espressi sotto varie forme.

    Non è nascondersi (parlo anche per me), ma poter scrivere in libertà. Tu lo hai fatto e, come dici tu stesso, chi si approccia ci ritorna.

    Adesso io ho la pretesa di dirti che questo avviene perché chi è dotato di un minimo di sensibilità si accorge di una cosa fondamentale che affiora prepotentemente da tutto quello che inserisci in questo blog:

    IL TUO CUORE


    P.S. Grazie per la citazione :-)

    RE

    RispondiElimina
  2. I blogger non sono giornalisti.....

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/05/11/news/i_blog_non_sono_stampa_clandestina_sentenza_storica_della_cassazione-34911909/?ref=HREC2-10

    Ci voleva una sentenza, per dirlo?

    RispondiElimina

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