17 giu 2011

IL CUSTODE DEI SOGNI



LA BOTTEGA DEI SOGNI

Diiiin… Diiiin…

La campanella.

Ancora lei.

Apro gli occhi lentamente, ma non c'è nessuna stanza buia, nessun soffitto sopra di me, nessuna luce che filtra dalle persiane.

C'è la strada.

La stessa strada.

Stretta, umida, appena illuminata da quei lampioni a braccio che sembrano appartenere a un'altra epoca.

E davanti a me, in fondo al vicolo, quella luce.

La Bottega.

Per un istante resto fermo.

Non so se sono arrivato qui oppure se, semplicemente, non me ne sono mai andato.

Poi mi viene da sorridere.

«Lo sapevo.»

La voce arriva alle mie spalle.

Mi volto.

Lui è lì.

Il solito completo scuro, il solito sguardo sottile, quell'aria da gentiluomo decaduto che continua a ricordarmi qualcuno.

«Vincent Price?»

«Ancora?»

Sorride.

«Dopo nove mesi potevi almeno trovarmi un'identità nuova.»

«Potrei chiamarti Dracula.»

«Peggio.»

«Allora Custode dei Sogni.»

«Meglio.»

Fa un passo verso di me.

«Bentornato, Guardiano.»

E improvvisamente ricordo.

La Bottega.

Gli scaffali interminabili.

La divisa da pilota.

La maglia di Zoff.

I libri mai scritti.

Il bacio mai dato.

E quella frase.

Tu crei sogni. E fai in modo che anche gli altri tornino a crederci.

Mi aveva detto che avevo smesso.

E che era quello a preoccuparlo.

«Sono passati nove mesi.»

«Lo so.»

«E tu mi aspettavi?»

«Io ti aspetto sempre.»

«Perché?»

Mi guarda per qualche secondo.

«Perché sei il Guardiano.»

«Pensavo fossi tu.»

«Io sono il custode.»

Si avvicina alla porta.

«Tu sei quello che deve ricordare agli altri che esistono.»

La campanella suona ancora.

Diiiin…

La porta si apre.

Entriamo.


Questa volta, però, qualcosa è diverso.

La Bottega è più grande.

O forse sono io che la vedo meglio.

Gli scaffali sembrano perdersi nel buio, le stanze si aprono una dentro l'altra e, qua e là, piccole luci illuminano oggetti che riconosco senza sapere come.

«Dove mi porti?»

«In un posto che non hai mai visto.»

«E perché?»

«Perché la prima volta eri troppo impegnato a cercare i tuoi sogni.»

«E adesso?»

«Adesso devi imparare a riconoscere quelli degli altri.»

Lo seguo.

Passiamo accanto alla stanza dei desideri.

Poi a quella delle occasioni perdute.

Superiamo un corridoio pieno di fotografie.

Alcune mostrano persone che ridono.

Altre persone che piangono.

Altre ancora semplicemente si guardano.

«Questa non l'avevo mai vista.»

«Ce ne sono molte che non hai visto.»

«Quante stanze ci sono qui dentro?»

«Tante quante sono le cose che un essere umano può desiderare.»

«Quindi infinite.»

«Esatto.»

Continuiamo a camminare.

Poi si ferma davanti a una porta.

È diversa dalle altre.

Non ha serratura.

Non ha maniglia.

Solo una piccola targhetta.

La guardo.

IL LUOGO DELL'AMORE

«Non capisco.»

«Lo so.»

«E allora perché mi hai portato qui?»

«Perché c'è un problema.»

«Che tipo di problema?»

Per la prima volta il suo sorriso scompare.

«Questa stanza si sta svuotando.»


Apre la porta.

Resto senza parole.

Non è una stanza.

È una specie di cattedrale.

Un'immensa sala circolare, illuminata da migliaia di piccole luci sospese nell'aria.

E dentro quelle luci...

ci sono baci.

Non immagini.

Non ricordi.

Baci veri.

Ogni luce ne custodisce uno.

Ce ne sono milioni.

Un bambino che bacia la fronte della madre.

Due ragazzi che si incontrano per la prima volta.

Un uomo anziano che prende il volto della moglie tra le mani.

Un padre che bacia suo figlio prima di accompagnarlo a scuola.

Due amici che si salutano.

Un bacio rubato.

Uno atteso per anni.

Uno dato senza pensarci.

Uno dato sapendo che potrebbe essere l'ultimo.

Mi avvicino.

«Che posto è questo?»

«Te l'ho detto.»

«Il Luogo dell'Amore.»

«Qui arrivano tutti i baci che gli esseri umani si scambiano durante il giorno.»

«Tutti?»

«Quelli veri.»

«E come fai a sapere quali sono veri?»

Mi guarda.

«Un bacio può mentire alle labbra, Guardiano. Non al cuore.»

Resto in silenzio.

Cammino lentamente tra quelle luci.

È bellissimo.

E terribile.

Perché alcune brillano così forte da illuminare tutta la sala.

Altre sono appena visibili.

Quasi spente.

«Quelli cosa sono?»

«Baci dimenticati.»

«Dimenticati?»

«Dati una volta e mai più.»

Poi indica una zona della sala.

«E quelli sono ancora peggio.»

Guardo.

Ci sono piccole luci tremolanti.

Sempre meno numerose.

«Cosa sono?»

«I baci che non sono mai stati dati.»

Mi si stringe lo stomaco.

«E perché sono qui?»

«Perché anche un bacio che non arriva a destinazione lascia una traccia.»


Mi siedo su una vecchia poltrona.

«È per questo che la stanza si sta svuotando?»

Il Custode annuisce.

«Ogni notte ne arrivano meno.»

«Ma l'amore non sta diminuendo.»

«No.»

«E allora cosa sta succedendo?»

Mi guarda.

«Vi siete convinti che basti sentirlo.»

Fa una pausa.

«Avete cominciato a pensare che non serva più mostrarlo.»

Indica una delle luci.

«Guardala.»

Dentro c'è una donna anziana.

Un uomo le sistema una coperta sulle gambe.

Lei gli prende la mano.

Niente di straordinario.

Niente che finirebbe in una fotografia.

Eppure quella luce illumina quasi tutta la stanza.

«Quello cos'è?»

«Amore.»

«Tutto qui?»

«È sempre tutto qui.»

Poi indica un'altra luce.

Un ragazzo abbraccia sua madre.

Non dice niente.

La stringe soltanto.

«E quello?»

«Un figlio che ha capito che alcune cose non possono essere rimandate.»

Abbasso lo sguardo.

«E io?»

«Tu cosa?»

«Perché mi hai portato qui?»

Il Custode sorride.

«Perché domenica hai un appuntamento.»

Alzo gli occhi.

«Con chi?»

«Con qualcuno che aspetta un tuo bacio da molto più tempo di quanto immagini.»

Resto immobile.

Adesso ho capito.

E proprio per questo faccio finta di non aver capito.

«Non puoi essere più preciso?»

«Potrei.»

«E?»

«Non lo farò.»

«Perché?»

«Perché certe cose, Guardiano, se te le spiegassi, perderebbero il loro valore.»


Camminiamo ancora.

In fondo alla sala c'è un tavolo.

Sopra, una piccola scatola.

Il Custode la prende.

«Aprila.»

Dentro c'è una fotografia.

La guardo.

È una di quelle immagini che non ricordavo nemmeno di possedere.

Riconosco un volto.

Poi un altro.

E un altro ancora.

Persone che hanno attraversato la mia vita.

Alcune sono ancora qui.

Altre no.

«Perché me la fai vedere?»

«Perché hai una pessima abitudine.»

«Quale?»

«Pensi sempre che ci sarà tempo.»

Non rispondo.

«Tempo per telefonare.»

Continua.

«Tempo per dire quello che senti.

Tempo per abbracciare.

Tempo per chiedere scusa.

Tempo per dire ti voglio bene.

Tempo per dare quel bacio che continui a rimandare.»

Chiudo la scatola.

«E se fosse troppo tardi?»

Il Custode mi guarda.

Per un attimo non ha più la faccia da Dracula.

Non ha più nemmeno quell'ironia che lo accompagna da quando l'ho conosciuto.

Sembra semplicemente un uomo.

«È sempre troppo tardi per chi aspetta il momento perfetto.»

Poi sorride.

«Ma quasi mai è troppo tardi per cominciare.»


«Quindi cosa vuoi da me?»

«Nulla.»

«Nulla?»

«Una cosa sola.»

«Cosa?»

«Che domenica tu faccia quello che sai già di dover fare.»

«E i tuoi naufraghi?»

«Loro possono aiutare.»

«Come?»

«Ricordando.»

«Ricordando cosa?»

Il Custode apre la porta.

Fuori, la Bottega è tornata a essere quella di sempre.

«Che l'amore non è una cosa che si conserva.»

Mi guarda.

«È una cosa che si usa.»

«Si usa?»

«Sì.»

Fa una pausa.

«Come una candela.»

«Non capisco.»

«Se la tieni chiusa in un cassetto, rimane intatta per anni.»

Sorride.

«Ma non illuminerà mai nessuno.»


Siamo di nuovo davanti all'ingresso.

La strada è ancora buia.

Il mare è ancora laggiù.

La città dorme.

«È tutto qui?»

«Per questa notte.»

«E domenica?»

«Domenica non venire qui.»

«Perché?»

«Perché stavolta dovrai essere tu ad aprire una porta.»

«Quale?»

Il Custode sorride.

«Quella che tieni chiusa da troppo tempo.»

La campanella suona.

Diiiin… Diiiin…

La luce della Bottega comincia a dissolversi.

«Aspetta.»

Mi volto.

«Una cosa ancora.»

«Dimmi.»

«Perché mi chiami Guardiano?»

Sorride.

«Perché qualcuno deve custodire ciò che gli altri rischiano di dimenticare.»

«E cosa dovrei custodire?»

Fa un passo indietro.

«I sogni.»

Una pausa.

«E tutto ciò che li fa nascere.»

Poi aggiunge:

«Compreso l'amore.»


Apro gli occhi.

Il soffitto.

La mia stanza.

Il buio.

Per qualche secondo non capisco dove sono.

Poi guardo l'orologio.

Sono le 3:17.

Resto immobile.

Non so perché, ma ho una strana sensazione.

Come se avessi dimenticato qualcosa.

Allungo una mano verso il comodino.

Il telefono.

Nessun messaggio.

Nessuna chiamata.

Eppure...

prima di rimetterlo giù, apro la rubrica.

Scorro lentamente i nomi.

Mi fermo.

Non chiamo.

Non ancora.

Sorrido.

Perché improvvisamente ho capito.

Il Custode non mi aveva portato al Luogo dell'Amore per parlarmi dei baci.

Mi aveva portato lì per ricordarmi che alcune cose, nella vita, non possono essere lasciate soltanto ai sogni.

E forse è proprio questo il compito di un Guardiano.

Non custodire ciò che è già accaduto.

Ma impedire che ciò che conta davvero rimanga per sempre nella stanza delle cose mai fatte.

Guardo ancora una volta l'orologio.

3:18.

Poi mi sdraio.

Chiudo gli occhi.

E proprio quando sto per addormentarmi...

Diiiin…

La campanella.

Sorrido nel buio.

«Ho capito, Custode.»

Silenzio.

Poi, da qualche parte, molto lontano...

la sua voce.

«Svegliati, Guardiano.»

E questa volta non mi dice di tornare alla Bottega.

Mi dice di tornare alla vita.


E  ANCORA OGGI





SAKINEH NON DEVE MORIRE


8 commenti:

  1. Mi hai emozionato come non mai,hai presente una
    freccia al cuore,grazie al tuo supporto stò mettendo in cantiere un sogno che nè contiene
    altri per me vitali per vivere la mia vita da donna adulta , vivere significa per me amore e rispetto a 360gradi.
    Non date tutto per scontato,l'amore,l'affetto
    non lo sono e non devono,mai e poi mai essere
    sottointesi.
    Grazie ti voglio bene
    nonnina

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  2. Ma quanto sei bello Guardiano????!!!!!
    Ma quanto mi piace stare qui... su quest'isola???!!!
    Adesso avrei proprio voglia di abbracciarti e riempirti di baci.....mmmmmbtciu'.....btciu'....btciu'.....btciu'.....btciu'.....btciu'.....btciu'....btciu'....btciu'........btciu'.....btciu'.......btciu'.....
    Ecco.... cosi'..... anche questi andranno a rifornire i locali del custode dei sogni.... e siccome questo simpatico vecchietto ha la capacita' di leggere nel pensiero.....
    prima che te lo dica lui.... te lo dico io....
    ....ti dico subito che tra questi.... c'e' ne uno anche di Giuda..... piccolino.... ma c'e' :(
    Prima o poi.... lo scoprirai.... e spero tanto che questa mia confessione pubblica.... quel giorno ti rendera' piu' comprensivo nei miei confronti. :/
    Mi piace stare su quest'isola....
    affitti camere per il periodo estivo????? :)))))

    Eretica

    RispondiElimina
  3. Bellissimo post uno di quelli che a me piacciono tanto perchè somigliano a una favola !! Auguroni a te e alla tua piccola
    (credo di aver indovinato di cosa si tratta)...
    A presto...
    PINA (provo a pubblicare così, mettendo anonimo)

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  4. TRATTO DA FACEBOOK

    Grazia D'urso

    stupendooooo!!!...
    non lo trovo assolutamente banale

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  5. @Nonnina

    Io per il momento ho solo supportato la tua lucida follia, forse ti ho dato quella spinta in più, ma il merito di ciò che sta nascendo è solo ed esclusiamente tuo e non vedo l'ora di poter raccontare quante cose belle stanno succedendo intorno a te;

    @Eretica nerazzurra

    Tutti i baci sono bene accetti e come ti ho detto in privato, supererò la motivazione di quello di Giuda.
    Le case ci sono, ma non fare come gli altri, che quando vanno via, poi le lasciano sporche.

    @Pina

    Mi fa piacere, che l'impostazione che ho dato a questo post, sia di tuo gradimento. Come sai, non sarà sempre così. Il bello e il brutto di questo post è nella varietà di argomenti e di stili di scrittura.

    @Grazia

    Ringraziarti, per l'affetto e per il bene che mi vuoi, mi riesce sempre complicato, perchè mi ripeto e non lo vorrei mai. Sei tra le persone più affezionate in assoluto al blog, quasi una memoria storica e anche molto stoica.
    Un pubblico TVTB, spero possa bastare

    RispondiElimina
  6. TRATTO DA FACEBOOK

    Dama Elfica Giovane Senile


    Me lo ricordo il custode dei sogni..!!!! Quanto mi è piaciuta quella lettura..!!
    E' bello che tu l'hai ripreso e gli hai donato ancora voce.

    Guardiano..!! :DDD

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  7. grazie ...come riesci ad emozionarci tu nn ci riesce nessuno

    RispondiElimina

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