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MI PRENDERO' CURA DI TUTTI I TUOI SOGNI


MIA DOLCE FANCIULLA




All'affresco, che questa settimana ho cercato di dipingere, si aggiunge un nuovo, splendente tratto, una delle lettere che John ha scritto alla sua amata Fanny e questa è davvero una primizia, perchè è una novità assoluta per internet. 

Prima di questo momento non era disponibile ed è stata scritta di proposito per questo blog, per questo post, per questo momento, perchè anche voi, come me ne possiate godere.

Adesso il puzzle è quasi completo, perchè qui mi fermo io. Questo è il mio ultimo scritto, ma il post più bello è a mio avviso il prossimo, che si sposa con questo e ne esalta la bellezza e lo dico con una punta di invidia, verso chi lo ha immaginato e scritto.

Vi invito quindi a immergervi nell'amore e a riemergere da esso, quando avrete completato la lettura del prossimo post.



Newport, 10 luglio 1819 

Mia dolce Fanciulla,
 
la tua lettera mi ha dato una gioia che nessun'altra cosa al mondo eccetto tu stessa puo' darmi.


In verita' sono stupito che una persona assente possa avere sui miei sensi quel voluttuoso potere che sento. Anche quando non ti penso ricevo il tuo influsso e una grande tenerezza mi pervade.
Trovo che tutti i miei pensieri, tutti i miei giorni e le mie notti piu' infelici non mi abbiano affatto guarito dal mio amore per la Bellezza, al contrario l'hanno reso cosi' intenso che mi sento meschino a non averti qui con me: o piuttosto, respiro in quella sorta di noiosa rassegnazione che non puo' esser chiamata Vita
.
Non ho mai saputo prima che cosa fosse un amore simile a quello che tu mi hai fatto provare; non ci credevo; la mia Immaginazione lo temeva, temeva che mi bruciasse. Ma se tu mi amerai pienamente, qualunque fuoco ci sia, non sara' piu' forte di quello che potremo sopportare quando saremo inumiditi e irrorati dai Piaceri.
 
Menzioni "gente orribile" e mi chiedi se dipenda da loro che io ti riveda.
Sforzati di capirmi, amore mio, ti ho nel cuore a tal punto che devo farmi Mentore quando scorgo un pericolo per te. Io non vorrei vedere altro che Piacere nei tuoi occhi, amore sulle tue labbra, e Felicita' nei tuoi passi.
Vorrei vederti tra quegli svaghi adatti alle tue inclinazioni e al tuo animo; cosi' che i nostri amori fossero una delizia tra tanti Piaceri abbastanza gradevoli, piuttosto che una risorsa contro fastidi e affanni. Ma dubito molto che nel caso peggiore saro' abbastanza filosofo da seguire i miei stessi precetti: se vedessi che la mia decisione ti causa dolore, non potrei. Perche' non posso parlare della tua Bellezza, dal momento che senza di essa non avrei mai potuto amarti?
 
Non so concepire altro inizio che non sia la Bellezza, per un amore come quello che nutro per te.
Puo' esserci una sorta di amore per il quale, senza la minima ironia, ho il piu' alto rispetto e che posso ammirare in altri: ma esso non ha la ricchezza, lo splendore, la forma piena, l'incanto dell'amore che sente il mio cuore. Lascia dunque che parli della tua Bellezza, anche a mio rischio; se mai tu fossi cosi' crudele con me da sperimentare altrove il suo Potere.
 
Dici di temere che io possa pensare che non mi ami - cosi' dicendo mi fai desiderare ancor piu' di esserti accanto. Qui faccio diligente uso delle mie capacita', non lascio passare giorno senza allungare qualche verso sciolto o inanellare qualche rima; devo ora confessare (dato che sono sull'argomento) che ti amo ancor di piu' in quanto credo di esserti piaciuto per quello che sono e null'altro.
Ho incontrato donne che, son convinto, vorrebbero essere sposate a un Poema ed essere accompagnate all'altare da un Romanzo.


Ho visto la tua Cometa e vorrei soltanto che essa fosse un segno di guarigione per il povero Rice, poiche' la malattia lo rende un compagno un po' malinconico: tanto piu' quanto si sforza di dominare i suoi sentimenti e di nascondermeli con Giochi di parole forzati.


Ho baciato il tuo scritto nella speranza che tu mi abbia accontentato lasciandovi una traccia di miele.


Come e' stato il tuo sogno? Dimmelo e io lo interpretero'.


Sempre tuo, amore mio!

John Keats

Non accusarmi di indugiare. Qui non abbiamo la possibilita' di spedire lettere ogni giorno.

Scrivi subito.



E ANCORA OGGI








SAKINEH NON DEVE MORIRE

1 commento:

  1. Cosa devo dire? Hai detto tutto tu! Posso solo dire...che racchiude la forza e la densita' di questo amore che si sente con il tatto,si assapora con la bocca..al gusto di miele..si vede con gli occhi..solo x la donna amata,si annusa con il naso..come se lo scritto profumasse di lei..e si sente con l'udito...quel TI AMO..io lo sento....SIS

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