16 ago 2011

COLLEZIONE SOLARE 2011 - Iper, la spesa




PRIMA PUBBLICAZIONE FEBBRAIO 2011


Serie di considerazioni, semi serie e semi idiote, che ruotano intorno ad un sabato mattina, trascorso in buona parte in un ipermercato.



Quando mi approccio alla spesa, in un discount o in un ipermercato che sia, lo faccio sempre con due atteggiamenti mentali diversi, che variano a secondo delle circostanze.

Il primo caso, quello che uso comunemente, posso definirlo PSEUDO SCIENTIFICO.
Esso prevede lo studio a tavolino minuzioso di ciò che realmente mi occorre, la pianificazione degli acquisti necessari e volantino alla mano, la stesura di una lista dove indico il nome del prodotto, la quantità che mi serve e il costo per unità.
Più che una spesa è un vero e proprio percorso di guerra, che mi vede irrimediabilmente sconfitto. Anche se devo dire che con il tempo ho almeno imparato a limitare le perdite sul campo.

Mi spiego.

Sapere in anticipo, cosa, come, dove e quando è infinitamente comodo. Non perdo tempo a cercare, perché so come muovermi nel locale e quindi pianifico prima gli spostamenti tra gli scaffali. Volantino alla mano, VEDO il prodotto che mi serve e non mi dovrei sbagliare (pia illusione).
Posso così evitare di perdere troppo tempo, dovrei riuscire a fare la spesa anche dopo aver finito di lavorare. Alle 19.00 passate, il tutto dovrebbe risultare più comodo. Ed è questa la favola che in realtà mi complica il tutto.

Entrare a quell'ora in un supermercato vuol dire trovare meno folla, ed è di sicuro meno stressante, perché i movimenti sono facilitati dall'assenza di persone, ma è altrettanto vero che gran parte dei prodotti in offerta è terminato (e la mia lista è composta per intero da prodotti in offerta). Quindi, quello è il momento in cui di solito vado a mendicare al commesso di turno le confezioni di biscotti che sono nel deposito e che lui avrebbe riposto tra le scansie solo l'indomani mattina. Però poi sono anche un tipo "timido" e sono tante le volte in cui non so come comportarmi.
Insomma, per farla breve, a un certo punto il supermercato sta per chiudere e scatta "il panico" e la domanda mi prende alla gola, "come mi comporto?". E così, perdo ancora più tempo rispetto a quanto avevo programmato in precedenza e finisce irrimediabilmente che mi ritrovo a essere l'ultimo cliente della giornata e la cassiera che mi guarda storto.

Avete mai fatto caso, a quanto sono giustamente odiose le cassiere a fine turno,con l'ultimo cliente? E a quante volte ripetono incessantemente al microfono "ricordiamo ai signori clienti che il supermercato sta per chiudere" e io lì che mi guardo intorno e mi rendo conto che sono solo e meno male che non conoscono il mio nome, altrimenti mi immagino già l'annuncio "Insomma guardiano, te ne vuoi andare o no, che ho una famiglia a casa che mi aspetta e già sta chiamando la polizia per darmi per dispersa".

E questo quando va bene, perché la seconda analisi prevede la non richiesta al commesso del prodotto mancante, ma la domanda " e adesso che compro al suo posto?" E lì inizio a vagare, con gli occhi da triglia lessa, tra gli scaffali, alla ricerca di un succedaneo inesistente e l'inevitabile acquisto del latte al posto del vino. Che poi ti voglio poi vedere pasteggiare a base di pesce e bere del parzialmente scremato al posto del greco di tufo.

E vogliamo poi parlare di quando sbaglio a leggere la mia lista? Mi chiedo sempre come si fa a prendere un prodotto per un altro? Ma soprattutto a cosa pensavo mentre la facevo la spesa?
Adesso, perlomeno, mi sono fatto furbo e mi porto dietro il volantino. "Ah non mi freghi", penso tra me e me.
Si vabbè.
Quando arrivo alle casse, spesso ho il sacro terrore di quello che ho messo nel carrello e il guaio è che sono li, con la cassiera che pensa a quello che pensa e non mi dà fuoco per amor di patria e io che metto sul rullo di tutto.
Giuro, da single non sono mai arrivato a comprare oggetti per l'igiene intima femminile, ma se mi dovessi trovare lì davanti, con un pacco di assorbenti, farei finta di nulla e lo lascerei passare lo stesso......


Il secondo modo di fare la spesa è invece IL RANDOM, quello pericolosooooooooo.
In pratica mi faccio una vaga, ma molto vaga idea di quello che mi serve, esco di casa, mi dirigo verso un supermercato scelto a caso e dopo essere entrato in quella disneyland di prodotti, inizio a riempire di inutilità il mio cestino.
Perché ho almeno questo buon senso, prendere le cose ndo cojo cojo, ma riporle in un cestino, dove ce ne stanno di meno. E per fortuna conosco come funzionano questi negozi, quindi non mi soffermo mai sui prodotti ad altezza occhi, ma di solito guardo tra gli scaffali ad alzo 0, altro piccolo trucco per limitare i danni.

Però, devo dire che questo secondo tipo di spesa mi permette di guardarmi intorno, di osservare la gente e i suoi comportamenti, di elaborare dei pensieri (evento di per se raro), che poi come in questo caso ritrovate sul blog.

Un altro piccolo trucco che ho imparato da me, per non creare sconquassi al mio portafogli, è la scelta di ipermercati "privi" di un reparto libri e di una porzione di locale dedicata all'elettronica, perché lì non sarebbe complicato arrivare a fine mese con lo stipendio, nooooo, li sarebbe difficile mandarmi via dal negozio.


Voglio poi fare una breve chiusura, parlando di una sciocchezza, che però mi sta a cuore.

Adesso che non si usano più le buste di plastica (scelta sacrosanta), la spesa si può portare via solo con i sacchetti in tela, che ogni grossa catena di negozi ha personalizzato, bene. Ora spiegatemi perché alla CONAD non posso usare quella della COOP e viceversa. Ditemi come mai se tiro fuori quella del MD, tutti mi guardano come se fossi un barbone, anche se mi trovo al LIDL. Insomma, anche questa cosa dei sacchetti, è diventata un percorso ad ostacoli.

E poi bisogna tenere in mente altri due dettagli di non poco conto, parlando sempre di sacchi in tela:
  • Di portarsele SEMPRE dietro, altrimenti si è costretti a comprarne sempre di nuove. Giuro ho visto gente che se le scambiava davanti al negozio, neanche fossero figurine. Ce l'ho, mi manca; ODDIOOOOOOO
  • E poi bisogna ricordarsi sempre dov'è l'annullo di acquisto. Si, perchè se alla COOP è facile, è sul manico (speriamo non si strappi mai), all'MD è un timbro sul fondo e poi dimmi come vai a spiegare all'idiota di turno alla cassa che l'inchiostro con il tempo si consuma e che te lo ha venduto proprio lui quel sacchetto stramaledetto? Mi sa che questi faranno alla fine più danni delle buste di plastica;
Lo so, la soluzione sarebbe semplice, starai pensando, fai la spesa sempre allo stesso posto e il gioco è fatto? E il risparmio, scusa, dove lo metti il risparmio? E poi se facessi la spesa sempre alla stessa parte, le cassiere mi sparerebbero ancor prima di entrare, lo farebbero nell'istante stesso in cui la mia auto viene inquadrata dalle telecamere di sicurezza "E' lui, sparagli mentre io provvedo a chiudere le saracinesche, altrimenti qui facciamo notte"

E poi dai, mica le mettono tutte nello stesso supermercato le commesse carine.................

E' davvero difficile fare la spesa :-)))



SAKINEH NON DEVE MORIRE

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