8 ago 2011

COLLEZIONE SOLARE 2011 - Sala d'attesa




PRIMA PUBBLICAZIONE NOVEMBRE 2010


Ci sono dei posti dove l'ultima cosa che mi aspetto di trovare è una qualsiasi forma d'arte, quando poi questo luogo è la sala d'aspetto del "Genio Civile" ne sono intimamente convinto a priori.
Mi sono dovuto ricredere, per l'ennesima volta.

Quando sono costretto a rimanere in attesa in un qualsiasi ufficio pubblico, si verifica immancabilmente la somma di una serie di situazioni che smodatamente odio e mi rendono di conseguenza indolente nei confronti del mondo intero.
Mi ritrovo incredibilmente a fare sempre anticamera in compagnia di sconosciuti che passano buona parte del nostro tempo comune a darsi un tono, in un ambiente quasi sempre poco accogliente e con l'aggiunta di dover far finta di non vedere i furbetti che tentano di superare la fila, vantando chissà quale abituale frequentazione con il padreterno o qualche suo diretto subalterno.
Sono certo che farmi convivere forzatamente con tante persone "fondamentali" per la sopravivenza del genere umano, in uno spazio di solito angusto, equivale alle torture di che usano fare a Guantanamo e mi chiedo tutte le volte se la convenzione di Ginevra vieti tutto ciò.

Allora cerco di estraniarmi e occupo il mio tempo facendo un giro sul web lo smartphone, oppure osservo il mondo scorrere fuori dalla finestra, perché so che se dovessi calarmi fino in fondo nella realtà che mi circonda in quella stanza, mi dovrei adeguare ai soloni che ho intorno e non mi piace affatto l'idea.

Il Genio Civile però mi era sconosciuto come ufficio, non rientra nelle mie competenze e sono stato forzatamente costretto a recarmici, ed essendo quindi questa la mia prima visita, ho cercato sopratutto di capire dov'ero.

La stanza era sostanzialmente un ambiente di passaggio adeguato all'abbisogna, con qualche sedia affiancata alle pareti e sulla parete opposta all'ingresso una libreria scura. Immediatamente ho pensato a dei testi fondamentali per i tecnici che frequentano quel luogo, del tipo "Come edificare una casa e non farla crollare subito" oppure "Come scaricare la propria incompetenza sui subalterni e farla franca", cose così per intenderci è invece mi sono sbagliato.
Infatti la curiosità mi ha portato ad avvicinarmi e immediatamente è comparso un sorriso sulle mie labbra. I libri erano di tutti i generi, da quelli di Giobbe Covatta a qualche pubblicazione Harmony (esistono ancora, incredibile!!!), poi qualche romanzo faceva bella mostra di se e soprattutto ho notato due volumi che facevano bella mostra di se "La storia della poesia italiana del 900", scritta da Eduardo Sanguinetti.

Mi si è aperto il cuore mentre sfogliavo il primo volume, purtroppo è stata la più veloce delle mie lunghe attese, che però mi ha regalato dei frutti dolcissimi che adesso condivido con voi.



VILLA CHIUSA di Corrado Govoni



So d’una villa chiusa e abbandonata
da tempo immemorabile, segreta
e chiusa come il cuore d’un poeta
che viva in solitudine forzata.

La circonda una siepe, e par murata,
di amaro bosso, e l’ombra alla pineta
da tanto più non rompe né più inquieta
la ciarliera fontana disseccata.
Tanta è la pace in questa intisichita
villa che sembra quasi ogni cosa
sia veduta attraverso d’una lente.
Solo una ventarola arrugginita
in alto su la torre silenziosa,
che gira, gira interminatamente.


IL TEMPORALE di Giovanni Pascoli
Un bubbolìo lontano...
Rosseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.




E poi tanto altro ancora. Gran bel momento davvero.

P. S. Una sola cosa mi chiedo ancora, ma c'è gente che passa così tanto tempo in quella sala d'attesa, che seppure a puntate riesce a leggere un romanzo? Inquietante non trovi?



SAKINEH NON DEVE MORIRE

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